Brescia. Mons. Tremolada celebra l’Epifania: «I cristiani siano segno di Unità»



The Bishop of Brescia presided over the Holy Mass on the occasion of Epiphany





«Figli carissimi, ammaestrati da questi misteri della grazia divina, celebriamo nella gioia dello spirito il giorno della nostra nascita e l’inizio della chiamata alla fede di tutte le genti» afferma San Leone Magno nei suoi Discorsi per l’Epifania (Disc. 3, 1-3. 5; Pl 54, 240-244).

Questa mattina, solennità dell’Epifania del Signore, S.E.R. Mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, ha presieduto il Pontificale nella Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta.

Nell’omelia il presule ha ricordato: «Il fatto che vengano da lontano attesta che quanto Dio aveva promesso attraverso i Suoi profeti ha trovato il suo compimento. Ma si comprende anche che Colui che viene adorato dai Magi è il Salvatore di tutte le genti di cui i Magi sono i rappresentanti. Non solo dunque per Israele, popolo santo, ma per tutta l’umanità».



«Tutto trova unità – ha detto il vescovo – in Colui che Dio manda come Salvatore. Perché c’è un disegno. Il fatto che i profeti annunciano quello che in realtà si realizzerà nel futuro dimostra che Dio ha una intenzione da sempre, la quale si compie in Gesù. Significa fare dell’umanità una unica grande famiglia. Il desiderio di Dio è che l’umanità diventi una fraternità, Lui l’ha pensata così fin dall’inizio. Purtroppo, con la colpa delle origini, gli uomini si sono messi gli uni contro gli altri, i popoli gli uni contro gli altri, il creato contro l’umanità e l’umanità contro il creato. Si è venuta a realizzare la tristissima divisione di cui vediamo in questo momento ancora i segni deludenti».

Commentando le parole di San Paolo, il vescovo ha osservato: «In questo momento l’umanità non è un insieme di fratelli e sorelle. Questo invito è un dono ed un compito.  Ci rendiamo conto di quanto sia difficile vivere questa comunione reciproca a tutti i livelli. Famiglie, parentele, paesi, nazioni. Quanto è difficile sentirsi una unica grande famiglia. Ma questo è il messaggio che ci presenta l’Epifania offrendoci la figura dei Magi».

«I Magi sono più di uno e ne ha anche fatto dei re ma principalmente sono dei sapienti, dei dottori. Persone che coltivano la ricerca. Sono stati capaci di interpretare il segno di una stella e sono arrivati ad incontrare il Salvatore del Mondo. Ciascuno di loro porta un dono diverso e non sappiamo neppure se si sono incontrati da subito o nel cammino. La tradizione li fa provenire da zone diverse del mondo, rappresentanti dei continenti. Ma sono insieme, insieme compiono questo viaggio, insieme si inchinano davanti al Signore», sottolinea Tremolada.



Poi l’invito: «Noi che siamo Chiesa del Signore siamo chiamati a dare testimonianza di questa Verità, ovvero che l’umanità è chiamata ad essere una fraternità. Anzitutto fratelli e sorelle dobbiamo essere noi, nella Chiesa, dove il Signore ci pone. Il cristiano non può pensare all’umanità come ad uno scontro fra soggetti ma la penserà sempre come una comunione di fratelli e va a mostrare con la sua vita che le relazioni sue con gli altri sono fraterne». 

Durante la Santa Messa è stato proclamato l’Annuncio del giorno di Pasqua: «Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua, il 31 marzo. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la Santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 14 febbraio; l’Ascensione del Signore, il 12 maggio;
la Pentecoste, il 19 giugno; la prima domenica di Avvento, il 1 dicembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore. A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen.».

«Il linguaggio del creato – ricordava Benedetto XVI nel 2011 – ci permette di percorrere un buon tratto di strada verso Dio, ma non ci dona la luce definitiva. Alla fine, per i Magi è stato indispensabile ascoltare la voce delle Sacre Scritture: solo esse potevano indicare loro la via. E’ la Parola di Dio la vera stella, che, nell’incertezza dei discorsi umani, ci offre l’immenso splendore della verità divina».

Visita alla comunità ucraina cattolica 

Al termine della Santa Messa il vescovo si è recato presso la Chiesa di San Giuseppe dove ha fatto visita alla comunità ucraina cattolica ed ha impartito loro la benedizione.

d.L.M.

Silere non possum 




Articolo pubblicato il 6 gennaio 2024



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