Diocesi di Brescia

Il 10 marzo 2025, nel Salone Vanvitelliano del Palazzo della Loggia a Brescia, si è tenuto un convegno organizzato dalla Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) in collaborazione con il Comune di Brescia. L'evento, intitolato "La parità possibile", ha celebrato il venticinquesimo anniversario della Legge 62/2000, che ha istituito il sistema pubblico integrato tra scuole statali, enti locali e scuole paritarie nella Repubblica Italiana.
Uno degli interventi centrali è stato quello del Vescovo di Brescia, S.E.R. Mons. Pierantonio Tremolada, che ha parlato dell’"importanza della scuola dell'infanzia paritaria di ispirazione cristiana". Il presule ha sottolineato il valore cruciale dell’educazione nei primi anni di vita, ricordando come "ciò che si semina nei primissimi anni segna per sempre". Ha evidenziato il ruolo fondamentale della Chiesa e delle scuole cattoliche nel panorama educativo, ribadendo che "la scuola paritaria è a tutti gli effetti una scuola pubblica" e che è necessario un adeguato riconoscimento per consentire a queste realtà di svolgere al meglio la loro missione.
Mons. Tremolada ha inoltre posto l’accento sulla crescita armonica dei bambini, affermando che "il filo conduttore della proposta educativa nell'infanzia va cercato nell'esperienza dell'amore". Ha spiegato che ogni bambino, pur inconsapevolmente, "chiede di sentirsi amato, per prepararsi a ciò che seguirà: imparare ad amare". Per questo motivo, l’educazione non si limita alla sola formazione intellettuale, ma deve abbracciare anche l’affettività, la relazione e la crescita personale, elementi che rendono la scuola dell'infanzia cattolica un luogo privilegiato per lo sviluppo integrale della persona.
Un altro tema chiave emerso nel convegno è stato il ruolo della comunità educante, che coinvolge non solo insegnanti e dirigenti scolastici, ma anche genitori e volontari. "L'educazione è integrale non solo perché riguarda l'intera persona, ma anche perché è il frutto dell’impegno di più persone insieme. I bambini percepiscono come grandioso il fatto di avere intorno adulti che si prendono cura di loro", ha osservato Mons. Tremolada, che è anche delegato della Conferenza Episcopale Lombarda per la Pastorale scolastica e IRC.
All'incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti del settore educativo e istituzionale. Tra questi, l’assistente ecclesiastico della FISM, Rev. don Tino Decca, e il Presidente della FISM, Sig. Massimo Pesenti, che ha affrontato il tema "La parità dispari per le scuole dell'infanzia". Pesenti ha ricordato come il decreto sull'autonomia scolastica del 1999 e la riforma del Titolo V del 2001 abbiano posto basi importanti per il sistema educativo, ma ha sottolineato che "la legge sulla parità scolastica, a distanza di 25 anni, presenta ancora aspetti da attuare e valorizzare". Ha poi evidenziato la realtà della Regione Lombardia, che conta 1.400 istituti paritari, e della provincia di Brescia, dove le 240 scuole paritarie rappresentano i due terzi dell’offerta educativa complessiva. Tuttavia, per garantire una reale parità di scelta, ha ribadito la necessità di un contributo statale più adeguato.

Il Sindaco di Brescia, Sig.ra Laura Castelletti, ha espresso soddisfazione per quello che ha definito il "modello Brescia", un esempio virtuoso di integrazione tra scuole statali e paritarie. "Nella nostra città esiste un vero sistema integrato che permette alle famiglie di scegliere tra le 19 scuole dell'infanzia comunali, le 15 statali e le 20 paritarie. Il Comune sostiene questa scelta con un contributo di 85mila euro a sezione, oltre ai finanziamenti ad personam", ha sottolineato.
Infine, il Presidente della Congrega della Carità Apostolica, Sig. Franco Bossoni, ha illustrato il funzionamento del Fondo RED (Risorse Educative per la Disabilità), destinato a supportare le scuole paritarie nell’inclusione degli alunni diversamente abili.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo delle scuole dell’infanzia paritarie e sul loro contributo al sistema educativo. In particolare, l’intervento del vescovo Tremolada ha offerto un importante contributo sul quale riflettere per offrire ai bambini una formazione solida. «Qualcuno dice che i bambini non devono guardare la croce, perché la croce spaventa. Dobbiamo invece aiutarli a capire qual è il significato del segno di croce, che dovrebbero imparare a fare presto. Che cos’è la croce? Sofferenza? No, è un amore che arriva fino al sacrificio. L’ho imparato da una maestra: nel linguaggio e con l’esperienza dei bambini, possiamo parlare di un tema complesso come la croce e la resurrezione. Possiamo dire a un bambino: “guarda la croce, guarda il crocifisso, guarda Gesù sulla croce. Com’è? Ha le braccia aperte. Tu quando apri le braccia? Quando vai incontro alla mamma o al papà. Noi ci abbracciamo, e Gesù ha fatto lo stesso. È andato su quella croce per abbracciare tutti, ma sai, con una differenza. I nostri abbracci dopo un po’ finiscono, invece Gesù terrà sempre, sempre aperte queste braccia. Sono inchiodate, certo, ma perché lui vuole tenerle sempre aperte”» ha spiegato Mons. Vescovo.

E ha anche chiarito: «Dare all'impegno educativo la prospettiva spirituale cristiana è fare del mistero della Croce il motivo che ispira tutta l'opera. Tutto questo, vedete, non è settario, non mette il sigillo cattolico sulle scuole. Si tratta di percepire come ciò che autenticamente umano, anche nella prospettiva dell'educazione, trova in un'ottica cristiana la sua piena espressione, la sua ratifica anzitutto. Il cristianesimo non si aggiunge all'umano, ma ha la pretesa di portarlo alla sua piena espressione». 
Il messaggio principale emerso è stato quello della necessità di una collaborazione attiva tra istituzioni pubbliche e scuole paritarie per garantire un’istruzione equa e di qualità, nel rispetto delle diverse esperienze educative e dei principi di solidarietà e inclusione.

Silere non possum