Archbishop Justin Welby presents The Queen with Canterbury Cross for ‘unstinting service’ to Church of England

Questa mattina Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury e primate di tutta l'Inghilterra è stato ricevuto in udienza da Sua Maestà la Regina Elisabetta II. L'incontro è avvenuto nel Castello di Windsor dove Elisabetta ha deciso di trascorrere gli ultimi anni del suo Regno. Welby ha consegnato a Sua Maestà una speciale "Croce di Canterbury" per il servizio "incessante" reso dalla monarca alla Chiesa d'Inghilterra nel corso di questi settant'anni di Regno e per celebrare il Giubileo di Platino di Elisabetta II.

L'arcivescovo Justin Welby ha offerto questo dono come "un sentito simbolo dell'amore, della lealtà e dell'affetto che la Chiesa d'Inghilterra nutre per Sua Maestà". La croce è in argento; una versione appositamente fusa è stata realizzata per Sua Maestà con inserti in platino proprio in onore del suo Giubileo. Le celebrazioni in onore della Sovrana sono state molto sentite dagli inglesi nelle scorse settimane. A partire dal Trooping the Colour di giovedì 02 giugno. Ha poi fatto seguito l'accensione di migliaia di luci in tutto il Regno Unito a cui ha dato il via la Regina da Windsor. Sabato 4 giugno si è celebrata la gara dell’Epsom Derby. Poi c'è stato il concerto Platinum Pageant e tanto altro. L'Arcivescovo di Canterbury ha voluto celebrare la Sovrana sopratutto come Governatore Supremo della Chiesa Anglicana e "difensore della Fede". Sua Maestà ha regolarmente aperto le sessioni del Sinodo Generale della Chiesa d'Inghilterra. Nel 2012, la Regina ha reso omaggio alla "particolare missione del cristianesimo e al valore generale della fede in questo Paese" durante un discorso a Lambeth Palace. I discorsi natalizi di Sua Maestà alla nazione e al Commonwealth hanno spesso incluso la saggezza della sua comprensione delle Scritture e della fede cristiana, è stato scritto su una pergamena di accompagnamento.

M.P.

Silere non possum

TRADUZIONE DEL TESTO CHE HA ACCOMPAGNATO LA CROCE

Sua Maestà la Regina Elisabetta II

La Croce di Canterbury per i servizi resi alla Chiesa d'Inghilterra

Questa consegna viene fatta a Sua Maestà nell'anno del suo Giubileo di Platino come riconoscimento e gratitudine per l'incessante sostegno alla sua Chiesa durante tutto il suo regno.

Il Libro delle preghiere comuni prevedeva la seguente preghiera in occasione dell'ascesa al trono di Sua Maestà la Regina Elisabetta II nel 1952:

O DIO, che provvedi al tuo popolo con la tua potenza, e che governi su di esso con amore: degnati di benedire la tua Serva, la nostra Regina, affinché sotto di lei questa nazione sia saggiamente governata, e che la tua Chiesa possa servirti in tutta tranquillità; e concedile di essere devota a te con tutto il cuore, e perseverando nelle buone opere fino alla fine, possa, con la tua guida, giungere al tuo regno eterno; per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore, che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, sempre un solo Dio, senza fine. Amen.

Nel corso del suo regno, Sua Maestà ha debitamente sostenuto sia la religione cristiana e la Chiesa d'Inghilterra nel suo ruolo di Difensore della Fede e di Governatore supremo della Chiesa d'Inghilterra. Sia nella formalità dell'apertura delle sessioni del Sinodo Generale o nel contesto più intimo dei suoi discorsi personali alla nazione e al Commonwealth a Natale, Sua Maestà ha reso evidente la sua profonda fede e la sua rilevanza per tutto ciò che intraprende.

La sua sottile comprensione della mutevole posizione della Chiesa istituita in Inghilterra ha sostenuto e incoraggiato sia i laici che il clero. La sua cura per l'unità del suo popolo e il benessere dei meno fortunati sono stati una costante ispirazione per tutta la Chiesa. Il suo è un esempio di vita cristiana ben condotta.

Questa consegna della Croce di Canterbury è un simbolo sentito dell'amore, della lealtà e dell'affetto che la Chiesa d'Inghilterra nutre per Sua Maestà e rappresenta il riconoscimento e la gratitudine di tutta la Chiesa per i suoi settant'anni di servizio incessante.

Dio salvi la Regina!