La Visita ad Limina dei vescovi della Regione Ecclesiastica Piemonte



The Italian bishops began their visita ad limina. The first to meet the Pope were the bishops of Piedmont.





«La visita ad limina implica un incontro tra il principio personale e il principio comunitario nel governo della Chiesa. Il Signore ha affidato il governo della sua Chiesa a delle persone e non a delle strutture. Le strutture non sono responsabili, sono responsabili solo le persone, nella cui coscienza si riflette la voce di Dio. Il fatto che l’unità della Chiesa finalmente non si esprime in una vaga conciliarità, ma in una persona, questo fatto è solo l’ultimo perno del personalismo della costituzione della Chiesa» scriveva il cardinale Joseph Ratzinger.

E continuava: «D’altra parte le persone isolate sono sempre in pericolo di cadere nell’arbitrarietà; il personalismo diventa unilaterale senza il complemento della dimensione comunitaria. La responsabilità personale del Papa e dei singoli Vescovi diocesani sono connesse nella collegialità di tutti i successori degli Apostoli e nella comunione delle Chiese particolari». 

Dal 22 al 26 gennaio 2024 i vescovi della Regione Ecclesiastica Piemonte hanno compiuto questo importante pellegrinaggio per pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo e per confrontarsi con il Successore dell’Apostolo Pietro e i vari Dicasteri della Curia Romana. Questo momento, particolarmente importante dal punto di vista giuridico ma anche spirituale e teologico, viene vissuto dai vescovi ogni cinque anni. A causa della pandemia da Covid-19, però, i vescovi italiani hanno dovuto attendere dieci anni per incontrare il Papa.



Quali diocesi sono state coinvolte? 

A recarsi a Roma sono stati i pastori delle Arcidiocesi di Torino e Vercelli. Con loro anche i vescovi delle diocesi di Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo-Fossano, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Susa, Alessandria, Biella, Casale Monferrato e Novara.

In questo podcast abbiamo raccontato che cos’è la visita ad limina apostolorum. 


Primo giorno: 22 gennaio 2024

Il pellegrinaggio ha avuto inizio con la Santa Messa alle ore 7 presso la Basilica Papale di San Paolo fuori le mura presieduta da S.E.R. Mons. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa.

Sulla tomba dell’apostolo Paolo i presuli hanno rinnovato la professione di fede. I vescovi hanno poi incontrato: il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita dove ha relazionato S.E.R. Mons. Roberto Farinella, vescovo di Biella; il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale dove ha relazionato S.E.R. Mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli; il Dicastero per la Dottrina della Fede dove ha relazionato S.E.R. Mons. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa.

«Abbiamo iniziato la Visita con la celebrazione dell’Eucaristia sulla tomba dell’Apostolo delle genti, un segno della priorità dell’ evangelizzazione, che è anche uno degli obiettivi dell’ avvio delle nostre unità pastorali, rievangelizzazione delle nostre terre» ha riferito S.E.R. Mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta e presidente della Conferenza Episcopale del Piemonte.


Secondo giorno: 23 gennaio 2024 

Con la Santa Messa celebrata nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano (Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput) è iniziata la seconda giornata del pellegrinaggio. La celebrazione è stata presieduta da S.E.R. Mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara.

I presuli hanno poi incontrato il Dicastero per i Vescovi dove ha relazionato S.E.R. Mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta e il Dicastero per la cultura e l’educazione dove ha relazionato S.E.R. Mons. Edoardo Aldo Cerrato C.O., vescovo di Ivrea.


Terzo giorno: 24 gennaio 2024

Il terzo giorno ha avuto inizio con la Santa Messa presieduta da S.E.R. Mons. Edoardo Aldo Cerrato C.O., vescovo di Ivrea all’altare dove è custodita l’effige della Salus Populi Romani nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. 

I presuli hanno poi incontrato i membri della sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del Dicastero per l’Evangelizzazione dove ha relazionato S.E.R. Mons. Luigi Testore. Successivamente hanno raggiunto il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e il Dicastero per il Clero dove ha relazionato S.E.R. Mons. Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo. Nel pomeriggio hanno poi incontrato il Dicastero per la Comunicazione.


Quarto giorno: 25 gennaio 2024

I vescovi hanno incontrato il Santo Padre Francesco alle ore 9 nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico. Si è trattato di un incontro durato un’ora e mezza circa.


Quinto ed ultimo giorno: 26 gennaio 2024

L’ultimo giorno della visita ad limina è iniziato con la Santa Messa sulla Tomba dell’Apostolo Pietro nella Basilica Vaticana presieduta da S.E.R. Mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta e presidente della Conferenza Episcopale Piemontese. I presuli hanno rinnovato la professione di fede ed hanno pregato sulle tombe dei pontefici defunti nelle grotte vaticane.

I vescovi hanno incontrato i vertici della Segreteria generale per il Sinodo. Successivamente si recheranno presso il Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti e in Segreteria di Stato (Sezione per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali).


«Oltre il legame fondamentale della fede e dei sacramenti, tramite il quale si realizza il «noi» della Chiesa – spiegava sempre il cardinale Joseph Ratzinger – la tradizione conosce soprattutto la figura del «consiglio», al quale appartengono elementi come riflessione comune, dialogo, discussione, votazione, e nel quale troviamo una sintesi tra responsabilità personale e struttura comunitaria. Nella visita «ad limina» si riflette anche questa perichoresi tra personalismo e dimensione comunitaria (collegiale). Si incontrano due persone, il Vescovo di una Chiesa particolare e il Vescovo di Roma, successore di Pietro, ciascuno con la sua responsabilità inderogabile, ma s’incontrano non come persone isolate; ciascuno rappresenta a suo modo il «noi» della Chiesa, il «noi» dei fedeli, il «noi» dei vescovi, e deve rappresentare questo «noi». Nella loro comunione comunicano i loro fedeli, comunicano Chiesa universale e Chiese particolari». 

d.E.M.

Silere non possum 


Articolo pubblicato il 26 gennaio 2024



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