Lodi - Il vescovo Maurizio Malvestiti, ha annunciato, con una lettera indirizzata «ai fratelli nel presbiterato e nel diaconato», che il Santo Padre Leone XIV si recherà a Sant'Angelo Lodigiano nel pomeriggio di sabato 20 giugno 2026, nell'ambito della visita apostolica già prevista a Pavia per venerare le spoglie di Sant'Agostino. Un incontro carico di storia - dopo trentaquattro anni il Successore di Pietro torna in terra lodigiana, l'ultima volta fu Papa Giovanni Paolo II, e fu anch'essa, per una coincidenza che ha del provvidenziale, il 20 giugno - e di significato spirituale, nel segno di due santi che hanno cambiato il mondo.
Secondo quanto comunicato da Mons. Malvestiti, il Pontefice giungerà da Pavia in elicottero e si trasferirà nella Basilica parrocchiale per adorare il Santissimo Sacramento e venerare le reliquie della Santa. Rivolgerà quindi la propria parola ai fedeli e impartirà la Benedizione Apostolica. La tappa, pur breve, viene definita dal vescovo «significativa e storica», e si annuncia come uno dei momenti più attesi del primo anno di pontificato per la Chiesa che è in Italia.
Il pellegrinaggio agostiniano e la prossimità lodigiana
La tappa di Sant'Angelo si inserisce nel pellegrinaggio agostiniano del Pontefice, che nel pomeriggio del 20 giugno raggiungerà Pavia per raccogliersi in preghiera dinanzi all'Arca di Sant'Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, dove riposano le spoglie del grande Dottore della Chiesa dall'VIII secolo. Pavia e Lodi sono diocesi confinanti, legate da una storia secolare, e la prossimità geografica ha reso possibile l'estensione dell'itinerario apostolico - un'estensione che, lungi dall'essere una semplice deviazione protocollare, si rivela carica di una densità simbolica.
Da Sant'Angelo a Chicago: il filo della Cabrini
Il cuore spirituale di questa visita risiede in un intreccio di storie straordinario. Papa Leone XIV - al secolo Robert Francis Prevost - è originario di Chicago, la città che il 22 dicembre 1917 accolse l'ultimo respiro terreno di Santa Francesca Saverio Cabrini, patrona degli emigranti e prima cittadina statunitense canonizzata. La Cabrini nacque proprio a Sant'Angelo Lodigiano il 15 luglio 1850. Tra il piccolo borgo della pianura padana e la metropoli affacciata sul lago Michigan corre dunque una linea spirituale ininterrotta, che attraversa l'oceano e segna due continenti.
Non è la prima volta che questo legame viene evocato alla presenza del Pontefice. Lo scorso 16 giugno, durante il secondo incontro di Leone XIV con i vescovi italiani in Aula delle Benedizioni, lo stesso Mons. Malvestiti aveva ricordato al Santo Padre la figura della Cabrini, sottolineando con emozione come la santa fosse «nata a Sant'Angelo Lodigiano e nata al cielo a Chicago», la città del Papa. Leone XIV aveva accolto quella parola con evidente partecipazione. Oggi, a meno di due mesi di distanza, quella conversazione trova il suo compimento concreto nell'annuncio di una visita che pare scritta nelle pieghe della Provvidenza.
La Basilica e la memoria di una santa
A Sant'Angelo Lodigiano sorge la Basilica minore dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, cuore spirituale della città e luogo che custodisce la memoria della santa patrona degli emigranti. L'edificio attuale fu eretto tra il 1928 e il 1938, sul sito della precedente chiesa secentesca. È il luogo dove Francesca Cabrini fu battezzata e dove iniziò il suo straordinario cammino di fede, prima di diventare la fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e di varcare l'Atlantico per accompagnare gli emigranti italiani nelle Americhe.
La preparazione della diocesi: una veglia per le vocazioni
Nella sua lettera, Mons. Malvestiti invita fin d'ora il presbiterio e l'intero popolo di Dio ad accompagnare con la preghiera il Santo Padre. L'occasione immediata sarà la veglia per le vocazioni in programma sabato 25 aprile alle ore 21 nella chiesa di San Francesco a Lodi: in quella sede, accanto a laici e laiche, seminaristi, consacrati e consacrate, il vescovo affiderà il pellegrinaggio papale «all'intercessione dei santi e delle sante della Chiesa di San Bassiano». «Ci prepareremo così - scrive Malvestiti concludendo la lettera - all'autentico abbraccio di fraternità, che ci attende, nella comunione con Gesù, Pastore Buono ed Eterno e la sua Santa Chiesa». I dettagli del programma della visita saranno comunicati nei prossimi giorni.
p.V.C.
Silere non possum