Città del Vaticano – Il Santo Padre Leone XIV ha ripristinato un’ulteriore tradizione che ha un significato molto particolare.
La lavanda dei piedi, nel racconto evangelico di Giovanni, è il gesto con cui Cristo interpreta sé stesso, il suo modo di esercitare l’autorità, la forma del suo amore. Gesù si alza da tavola, depone le vesti, si cinge l’asciugatoio e si inginocchia davanti ai suoi. La liturgia del Giovedì Santo custodisce questo atto con un nome antico, Mandatum, perché da quel gesto scaturisce il comandamento nuovo dell’amore fraterno.
Nell’omelia del Giovedì Santo del 2006 Benedetto XVI affermò: “Dio scende e diventa schiavo, ci lava i piedi”. In quella discesa, spiegava, si manifesta tutto il mistero di Gesù Cristo: la redenzione non come gesto esteriore, ma come amore che si abbassa, purifica e rende l’uomo capace di stare alla tavola di Dio. Due anni dopo, sempre nella Messa in Coena Domini, Benedetto XVI distinse nella lavanda dei piedi il sacramentum e l’exemplum: anzitutto è dono, azione di Cristo che purifica; poi diventa compito, modello di vita, chiamata al perdono reciproco e al servizio quotidiano. Nella Celebrazione Eucaristica del Crisma del 2008, lo stesso Benedetto collegò esplicitamente il gesto al ministero ordinato, dicendo che Cristo “ha raffigurato l’insieme del suo sommo sacerdozio nel gesto della lavanda dei piedi”. Non una scena devota, quindi, ma una vera sintesi del sacerdozio di Cristo.

È precisamente qui che la scelta di Leone XIV acquista rilievo. Il Vescovo di Roma celebrerà la Santa Messa vespertina del Giovedì Santo nella sua cattedrale, San Giovanni in Laterano, e laverà i piedi a dodici sacerdoti. Il Vicariato di Roma ha voluto che gli undici presbiteri ordinati da Leone XIV lo scorso anno tornassero davanti al loro Vescovo dopo i primi mesi di ministero nelle parrocchie, “per essere confermati nella fede”. Il gesto del Papa serve a mostrare loro “che questa è la via da seguire”, perché Gesù nell’Ultima Cena ha insegnato concretamente che il vero potere è il servizio.
I sacerdoti a cui il Papa laverà i piedi saranno: don Andrea Alessi, don Gabriele Di Menno Di Bucchianico, don Francesco Melone, don Clody Merfalen, don Federico Pelosio, don Marco Petrolo, don Pietro Hieu Nguyen Huai, don Matteo Renzi, don Giuseppe Terranova, don Simone Troilo e don Enrico Maria Trusiani. Il dodicesimo sacerdote, don Renzo Chiesa, direttore spirituale del Seminario Romano Maggiore, aggiunge alla celebrazione anche il segno della fedeltà provata nella sofferenza.
d.C.V.
Silere non possum