Città del Vaticano - «Ricordate, dunque, che non siete padroni del carisma, ma suoi custodi e servitori». Con questa consegna, Leone XIV ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico i partecipanti al Capitolo Generale dei Legionari di Cristo, arrivati alla fase conclusiva dell’assise che, nella vita di un istituto religioso, rappresenta il passaggio decisivo per verificare il cammino compiuto e orientare quello futuro. 

Il capitolo generale e il nuovo governo

Nei giorni scorsi i Legionari di Cristo hanno vissuto il Capitolo Generale (con 60 padri capitolari provenienti da 13 Paesi). Nell’ambito di questo evento hanno eletto il nuovo Direttore generale per il sessennio 2026–2032: p. Carlos Alberto Gutiérrez López, L.C., sacerdote messicano, 51 anni, entrato in congregazione nel 1999 e ordinato nel 2009, con esperienza pastorale in Cile, Italia, Colombia, Venezuela e Messico, finora Direttore territoriale del Nord del Messico; ha formazione accademica in filosofia e teologia (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), oltre a ingegneria industriale e un master in psicologia (Divine Mercy University). Succede a p. John Connor, L.C. (in carica dal 2020). Il Capitolo ha poi completato la squadra di governo: il Consiglio generale (sei membri, eletti per sei anni) e l’amministratore generale, con p. Hernán Jiménez primo consigliere e vicario generale; p. Michael Brisson secondo consigliere; p. Miguel Cavallé Puig terzo; p. Robert Presutti quarto; p. Adolfo Güémez Suárez quinto; p. David Daly sesto; e p. José Cárdenas amministratore generale; restano inoltre in servizio alcuni incarichi non elettivi, tra cui il segretario generale p. Luis Alberto Henao, il procuratore generale p. Javier Fayos e il prefetto degli studi p. Devin Roza.

Leone XIV: «Non temete la pluralità»

Il Pontefice ha definito il Capitolo «un tempo di grazia», “momento privilegiato di discernimento comunitario e di ascolto dello Spirito Santo”, e ha spiegato che l’incontro non è un adempimento interno ma un esercizio ecclesiale che tocca identità, missione e stile di governo. Nel suo discorso, Leone XIV ha richiamato la storia dei Legionari di Cristo, parlando di «percorsi e espressioni storiche diverse - a volte dolorose e non prive di crisi», e ha invitato a vivere la memoria come responsabilità nel presente: una memoria che «non guarda solo al passato», ma spinge «a una costante rinnovazione» nella fedeltà al Vangelo.

Al centro dell’intervento c’è la nozione di carisma come dono per la Chiesa. Il Papa ha insistito sul fatto che il carisma “non è proprietà” di chi lo riceve: è un dono dello Spirito, da incarnare personalmente e comunitariamente, con un lavoro continuo di approfondimento dell’identità e della collocazione ecclesiale. In questo quadro ha collocato anche la pluralità interna alla famiglia spirituale del Regnum Christi, indicandola come una ricchezza da accogliere e discernere: la diversità, ha detto, non indebolisce l’unità, la “arricchisce”, come in «un poliedro» capace di custodire le originalità.

La parte più concreta del discorso riguarda il governo. I capitolari, ha osservato Leone XIV, hanno posto al centro “l’esercizio del governo e dell’autorità” nell’istituto: tema inevitabile per una congregazione che, negli ultimi decenni, ha dovuto affrontare una revisione profonda della propria struttura e delle proprie prassi. Il Papa ha tracciato criteri chiari: l’autorità nella vita religiosa va intesa come “servizio spirituale e fraterno”, deve esprimersi nell’«arte dell’accompagnamento» e rifuggire modalità di controllo che non rispettano “dignità e libertà delle persone”. Ha richiamato lo stile dell’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna e il discernimento comunitario; e ha aggiunto un principio operativo: un buon governo non concentra, ma promuove “sussidiarietà” e “partecipazione responsabile”.

Dentro questa cornice, Leone XIV ha legato il Capitolo alla sinodalità: “camminare, ascoltare e discernere insieme”. Per il Papa, un Capitolo Generale è “per sua natura” un esercizio sinodale, chiamato a comporre differenze e sensibilità senza schiacciarle. «L’unità missionaria, ovviamente, non deve essere intesa come uniformità», ha detto, chiedendo la capacità di armonizzare la diversità “a beneficio di tutti” e di vivere il processo con umiltà, libertà interiore e apertura reale al discernimento comune.

Nell’esortazione finale, Leone XIV ha chiesto di evitare scorciatoie: «Non seguite interessi particolari o regionali, né cercate semplici soluzioni organizzative, ma prima di tutto la volontà di Dio». Ha parlato di speranza come orizzonte del lavoro capitolare e di un compito che resta attuale: discernere come rispondere “con fedeltà” al presente che Dio affida. 

Chi sono i legionari di Cristo? 

I Legionari di Cristo sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio, fondato a Città del Messico il 3 gennaio 1941 da Marcial Maciel Degollado; hanno ricevuto il decreto pontificio di lode nel 1965. La loro missione è finalizzata all’“instaurazione del Regno di Cristo nella società”, con particolare attenzione a opere educative e di formazione. Nel tempo hanno sviluppato una rete internazionale di scuole, seminari e iniziative apostoliche, con una presenza che ha conosciuto una forte espansione soprattutto nella seconda metà del Novecento. Il discorso di Leone XIV si inserisce esattamente dentro questo punto: identità e missione, ma anche stile di governo, tutela della dignità personale e credibilità ecclesiale. L’indicazione è chiara: la stagione della riforma passa da scelte concrete, a partire dal modo in cui l’autorità viene esercitata, dal livello di trasparenza e dalla qualità del discernimento comunitario.

p.M.G.
Silere non possum