La Chiesa in Rwanda firma il “Memorandum of understanding” per la lotta agli abusi



Church in Rwanda signs memorandum to counter abuse.





Attuando il nuovo Protocollo finanziario per la conservazione, l’erogazione e la rendicontazione dell’uso dell’Iniziativa per lo sviluppo delle capacità, Memorare, la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e la Conferenza Episcopale del Rwanda hanno firmato un Memorandum d’intesa che intende istituire strutture volte ad assistere le vittime di abusi e garantire realtà pronte a ricevere le denunce “senza giudicare o stigmatizzare”. Il memorandum parla anche di progetti per formare il personale. 

L’accordo è stato firmato anche dalla Conferenza dei superiori maggiori. Ciò che emerge dal documento, qui allegato, è che c’è una enorme spesa  da affrontare. Le risorse in gioco sono davvero molte e in una Chiesa come quella del Rwanda non è ben chiaro dove si potranno trovare questi soldi. Il documento non parla mai dei presunti colpevoli e non menziona mai la possibilità che vi siano denunce strumentali, false o che la testimonianza delle presunte vittime si possa rivelare falsa. L’assistenza viene garantita a chi denuncia ma non si parla mai di una assistenza o garanzie all’accusato.

Diocesi in bancarotta

Sono numerose, sopratutto negli USA, le diocesi che dichiarano fallimento per le numerose azioni giudiziarie che hanno dovuto affrontare. È chiaro che l’approccio al problema attuato dagli Stati Uniti è stato deleterio. Si è scelto di risarcire anche chi, passando davanti all’episcopio, diceva di essersi sentito violentato. Numerosi sono i casi di persone che sono state risarcite anche senza un riconoscimento giudiziale di colpevolezza.

Proprio negli scorsi giorni, la diocesi californiana di Oakland ha ufficialmente presentato istanza di fallimento. Anche la diocesi di San Diego e Sacramento rischiano di fare la medesima fine. Il vescovo Michael Barber ha annunciato lunedì di aver deciso di compiere questo passo drastico dopo “un’ampia consultazione e molte preghiere”. Oggi, però, è inutile pregare. Secondo quel detto: “aiutati che Dio ti aiuta”, anche Nostro Signore ad un certo punto non può far altro che allargare le braccia. Perchè si è agito in questo modo? Nella società civile assistiamo a vere e proprie lotte giudiziali in merito ai risarcimenti e nella Chiesa, invece, qualcuno ha pensato bene di prendere tutto il “gruzzoletto” e metterlo in mano a chi aveva tutto l’interesse a far saltare la testa di vescovi e preti?

Chi nega che la piaga degli abusi viene strumentalizzata da molti per attaccare la Chiesa in modo pretestuoso è in malafede. Basta ascoltare questo video in cui sono presenti tutti dei soggetti con evidenti problemi cognitivi e uno di questi dice che la questione dei risarcimenti è il modo perfetto per raggiungere la povertà nella Chiesa.

Si badi bene che sono sempre i soliti nomi, sempre le solite facce, sempre coloro che guadagnano con libri e articoli sugli abusi nella Chiesa. La Chiesa deve essere povera ma loro possono certamente guadagnare.

Questi memorandum purtroppo trattano ben poco il problema alla radice ma sono volti ad ottenere il placet della stampa. Possibile che nessuno si chieda da dove nasce l’abuso? Nessuno pensa alle strutture formative? Nessuno pensa ad un fondo per tutelare anche i sacerdoti che vengono ingiustamente accusati? No, questo certamente non troverebbe spazio sui quotidiani, quindi non ci importa. Se ci soffermiamo a guardare chi è stato identificato, senza alcun titolo, quale grande esperto di abusi, è sempre qualcuno che attacca la Chiesa e i sacerdoti. Non vengono presi in considerazione coloro che parlano di abusi soffermandosi sulle radici di questo male e che tengono al bene della Chiesa. Avete mai letto su un quotidiano nazionale un articolo che cita il libro di padre Dysmas De Lassus? Mai. Perchè? Perchè il priore certosino affronta il problema con competenza e senza luoghi comuni. I giornali preferiscono parlare di libri scritti da analfabeti che parlano di storie di presunte suore abusate. Soggetti che in un monastero non hanno neppure mai vissuto ma che scrivono su tutto. Si affrontano le cause? No. Semplicemente si butta un po’ di fango sull’istituzione. La stessa che gli garantisce lo stipendio, peraltro.


Il memorandum 

La Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (Commissione) intende istituire un Programma Memorare (MP) in Ruanda, in collaborazione con la Conferenza Episcopale del Ruanda (CEPR) e la Conferenza dei Superiori Maggiori del Ruanda (COSUMAR), inizialmente finanziato dal Fondo Memorare della Commissione. Questo MP ha lo scopo di:

  • Fornire assistenza alle vittime e ai sopravvissuti (V/S) agli abusi e accoglierli in un ambiente sicuro, fornendo risorse materiali e umane in una struttura stabile e accessibile.
    In questo senso, ascolterà e si prenderà cura delle persone che hanno subito un abuso, facilitando la denuncia in un ambiente non giudicante e discreto.
  • Assistere i bisogni delle V/S, delle loro famiglie e della comunità offrendo supporto pastorale, medico, legale e informativo alle persone colpite da abusi primari e secondari. L’assistenza sarà offerta attraverso la fornitura di servizi di riferimento, per un trattamento professionale, gratuito per le V/S. In questo senso, il MP potrebbe aiutare le V/S ad accedere alle risorse e ai professionisti locali, monitorando al contempo l’efficacia di questi servizi.
  • Migliorare e facilitare l’accesso ai sistemi di segnalazione per le V/S, in linea con l’articolo 2 del Motu Proprio Vos Estis Lux Mundi. Promuovere e supervisionare le comunicazioni di follow-up, dopo la presentazione di una relazione, per fornire alle V/S informazioni sullo stato delle loro relazioni.
  • Fornire corsi di formazione avanzata a personale specializzato, concentrandosi sulle pratiche e sulla filosofia della salvaguardia, pur tenendo conto degli aspetti locali, personali e culturalmente sensibili del materiale. L’obiettivo primario di questi corsi sarà quello di formare gli operatori della salvaguardia nella Chiesa locale, per guidare la creazione di un ambiente sicuro per tutti i soggetti coinvolti.
    Inoltre, formeranno le autorità della Chiesa sul loro impegno e sulle comunicazioni con i sopravvissuti. L’obiettivo primario di questi corsi sarà quello di formare l’intera chiesa locale sul paradigma della salvaguardia, in modo da promuovere una cultura integrale della protezione.
  • Commemorare le esperienze delle V/S per elevare la coscienza sociale e promuovere la guarigione, riconoscere e onorare le loro esperienze senza stigmatizzarle. Sviluppare strumenti e iniziative per diffondere la comprensione dell’esistenza e della portata del fenomeno dell’abuso, per facilitare le misure di protezione e per pubblicizzare queste iniziative della Chiesa.

SOGGETTI CHIAVE

La Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (Commissione)
La Conferenza episcopale del Ruanda (CEPR)
La Conferenza dei Superiori Maggiori del Ruanda (COSUMAR).

RUOLI E RESPONSABILITÀ

1.0 La Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori (Commissione):

i) Stabilisce i criteri generali per il MP e fornire una supervisione sulle attività e sui risultati del MP.

ii) Fornirà materiale specializzato, consulenza e supervisione da parte dei suoi membri esperti, per le varie componenti della MI.
diverse componenti del MP

iii) Promuovere e facilitare la collaborazione tra gli attori di questo MoU e del successivo Piano Memorare, sostenendo e incoraggiando il modello collaborativo di una sola Chiesa che sta alla base del MP.

iv) Raccogliere e valorizzare le esperienze e le testimonianze che emergono nelle attività del MP, attraverso obblighi di rendicontazione trimestrale, da includere nel Rapporto annuale della Commissione e nelle sue raccomandazioni alle altre Chiese locali, ai dicasteri della Santa Sede e al Santo Padre.

v) Fornire al MP informazioni sulle buone pratiche formulate dalla Chiesa universale per la protezione dei minori e dei Chiesa universale in materia di protezione dei minori e degli adulti vulnerabili.

vi) vagliare e certificare i candidati alla posizione di Memorare Advisor (MA), responsabile della mappatura e della progettazione del MP

vii) amministrare il Memorare Fund a:

i) Fornire al CEPR una sovvenzione iniziale per il finanziamento:
a. Un contratto di consulenza per un Memorare Advisor (MA) per:
i. negoziare e stabilire una LLC collaborativa per ospitare il MP.

ii. mappare i programmi di salvaguardia e le parti interessate in Ruanda

iii. Sviluppare un curriculum e materiali di formazione personalizzati

iv. Sviluppare un business plan sostenibile, dettagliando tutti i costi e i flussi di entrate, proponendo modelli di condivisione dei costi, se necessario.

v. Reclutare, nominare e formare tutto il personale qualificato per lavorare nel MP.

vi. Garantire la comunicazione tra il Gruppo regionale africano della Commissione e il MP, per la stesura di relazioni sulle attività del MP e sulle sue prestazioni finanziarie e d’impatto.

ii) Fornire ulteriori finanziamenti alla Memorare collaborative LLC, in base alle esigenze delineate nel piano aziendale sostenibile, prodotto dal Memorare Advisor.

2.0 La Conferenza Episcopale del Ruanda (CEPR) si impegna a:

i) sottoporre i potenziali candidati MA alla Commissione, per la pre-approvazione

ii) Nominare 1 membro del Comitato di selezione del Consulente Memorare, per selezionare un AdG dall’elenco di candidati pre-approvati dalla Commissione.

iii) promuovere e facilitare la collaborazione tra gli attori di questo MoU e il successivo MP, negoziando e firmando il partenariato collaborativo, per sponsorizzare finanziariamente e legalmente il MP

iv) Fornire uno spazio al MP per svolgere i suoi servizi, sia all’interno delle proprietà esistenti di proprietà del CEPR, sia in uno spazio separato da garantire.

v) Nominare i membri del Consiglio di Amministrazione della LLC collaborativa, per supervisionare le operazioni del MP, in linea con il modello collaborativo di One Church.

vi) Fornire all’AdG un elenco di istituzioni cattoliche di proprietà e/o gestite dalla Diocesi (ad esempio, scuole, strutture sanitarie, centri di ritiro, ecc.) il cui personale sarà sottoposto a formazione obbligatoria da parte del MP

vii) Sostenere il fedele funzionamento del MP, assumere il personale e intraprendere qualsiasi prestito previsto dal piano aziendale sostenibile.

viii) Rispettare gli obblighi di rendicontazione trimestrale previsti dallo statuto del MP.

3.0 La Conferenza dei Superiori Maggiori del Ruanda (COSUMAR):

i) Presentare i potenziali candidati MA alla Commissione, per la pre-approvazione.

ii) Nominare 1 membro del Comitato di selezione del Consulente Memorare, per selezionare un AdG dall’elenco dei candidati pre-approvati dalla Commissione.

iii) Promuovere e facilitare la collaborazione tra gli attori di questo MoU e il successivo MP, negoziando e firmando il partnariato collaborativo, per sponsorizzare finanziariamente e legalmente il MP.

iv) Fornire uno spazio al MP per svolgere i suoi servizi, sia all’interno di proprietà esistenti di proprietà della Religione, sia in uno spazio separato da assicurare

v) Nominare i membri del Consiglio di Amministrazione della LLC collaborativa, per supervisionare le operazioni del MP, in linea con il modello collaborativo di una sola Chiesa.

vi) Fornire al MP un elenco delle istituzioni cattoliche di proprietà e/o gestite dalla Religione (ad esempio, scuole, strutture sanitarie, centri di ritiro, ecc.  dove poter fare formazione obbligatoria da parte del MP

vii) Sostenere il fedele funzionamento del MP, assumere personale e intraprendere qualsiasi meccanismo di finanziamento per sostenere la redditività a lungo termine del MP.

viii) Rispettare i requisiti di rendicontazione trimestrale che saranno stabiliti negli statuti del MP.


MoU Rwanda