In Vicariato volano gli stracci. Tarantelli fa il bullo ma Ambarus non ci sta



Fr. Renato Tarantelli argues with Bishop Ambarus in the Vicariate of Rome.





La situazione all’interno del Vicariato di Roma è bollente. Come Silere non possum ha sottolineato più volte, l’incompetenza di determinati personaggi che sono stati esaltati in questi anni da Papa Francesco ha arrecato e continua ad arrecare un danno enorme a questa realtà e a tutta la diocesi di Roma.

Don Renato Tarantelli sembra aver scambiato il Pontefice per il proprio bamboccio e continua a mettere il naso su tutto. Non solo ha fatto si che il Papa pubblicasse un testo di una Costituzione Apostolica piena di errori ma ora ne guida anche l’applicazione e ne offre interpretazioni che non stanno assolutamente in piedi. Il Vescovo di Roma, però, sembra essere all’oscuro di tutto perchè Renato Tarantelli si reca a Santa Marta solo portando i propri punti di vista, molto spesso omettendo ciò che realmente fa. 

In qualsiasi momento storico, poi, Tarantelli deve individuare un nemico da far fuori: Pedretti, De Donatis, ecc… Tutto pur di fare i suoi comodi.

Ad oggi non è ancora possibile consultare il Regolamento Generale del Vicariato di Roma sui siti della diocesi o degli enti ufficiali dello Stato della Città del Vaticano ma pubblicato solo da Silere non possum. Il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici è composto da membri che nell’annuario non sono aggiornati. Stesso discorso per la Commissione Indipendente di Vigilanza. Questo, però, era il Pontificato della Trasparenza. 



Visto e considerato che qualcuno continua a fare orecchie da mercante e Renato Tarantelli si atteggia a bulletto di quartiere all’interno del Palazzo del Vicariato, cerchiamo di spiegare Urbi et Orbi che cosa accade all’interno delle mura del palazzo apostolico Lateranense.

Lo scontro

Il Consiglio per gli Affari Economici si è ritrovato a dover discute la rinegoziazione di un contratto di locazione sottoscritto nel 2017 tra Ospizio Ecclesiastico dei Cento Preti e Wellington Polo Fashion (WPF), avente ad oggetto una porzione dell’immobile di Lungotevere dei Vallati.

Come chiaramente è scritto nella Costituzione Apostolica In Ecclesiarum Communione il Vicario Generale di Sua Santità o il Vicegerente presiede il Consiglio per gli Affari Economici (23). Se è il Vicario a presiedere è ovvio che ne fa anche parte. Come si può presiedere un organo senza farne parte? Forse Renato Tarantelli ha studiato diritto canonico sulle figurine Panini.

Sembra, però, che al Tarantelli non piaccia che il Vicario Generale di Sua Santità faccia parte del Consiglio per gli Affari Economici e questo perchè altrimenti il “chiamato dell’ultim’ora” non riuscirebbe a fare ciò che più gli conviene. La questione diventa ancora più interessante se teniamo in considerazione che Tarantelli vuole escludere dalla discussione il Vicario relativamente ad una questione che ricadrà necessariamente su De Donatis che è il Legale Rappresentante dell’Ente Ospizio Ecclesiastico dei Cento Preti.

Non è chiaro come sia possibile che Renato Tarantelli si sia messo a capo di qualunque commissione ma gli altri, il Vicario soprattutto, non possono farne parte. Questo forse dovrebbe far venire qualche interrogativo al Papa il quale ha firmato una Costituzione piena di obbrobri giuridici che ha necessitato di 21 pagine di interpretazione autentica nella quale hanno fatto dire al Pontefice il contrario di quanto scritto nella Costituzione. 

Il 6 febbraio 2024 si è riunito il Consiglio per gli Affari Economici(CDAE) dove Renato Tarantelli ha detto più volte che il CDAE ha approvato il contratto con Wellington Polo Fashion. Approvazione che non è mai stata data. 

Dopo una filippica portata avanti da Tarantelli è intervenuto S.E.R. Mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare ELETTO dal Consiglio Episcopale quale membro del CDAE. Stiamo parlando, quindi, di un vescovo e di un membro che viene eletto da tutti gli altri vescovi. Ambarus ha chiaramente chiesto il testo del contratto di cui si sarebbe dovuto parlare. Le preoccupazioni, infatti, sono proprio relative all’attività che potrebbe essere svolta all’interno di queste strutture. Mons. Ambarus ha correttamente fatto presente che se Wellington Polo Fashion realizzasse un albergo extra lusso nella struttura la diocesi di Roma subirebbe un danno reputazionale non indifferente. 

Possibile che il Santo Padre non si interessi di tutte queste questioni? Dobbiamo aspettare gli articoli di Franca Giansoldati che piagnucola dicendo che la Chiesa apre alberghi extra lusso per correre ai ripari?


Inoltre, come è possibile che venga richiesto l’assenso del Consiglio per gli Affari Economici ma non venga sottoposto il testo definitivo? Che cosa c’è da nascondere?

Alcuni membri del CDAE hanno correttamente evidenziato che al tavolo della trattativa con WPF non può sedersi la Commissione Indipendente di Vigilanza (CIV) perchè questa ha il compito di VERIFICARE non di TRATTARE. Nel Regolamento viene ripetuta ben 11 volte la parola VERIFICA.

All’articolo 2 §3 è scritto: “La Commissione, su richiesta delle amministrazioni di cui all’articolo 1, può esprimere pareri utili ad assicurare il corretto svolgimento dei rapporti contrattuali e delle relazioni finanziarie, e la buona gestione amministrativa in generale, nonché la prevenzione dell’insorgenza di controversie”. 

Può esprimere. Pareri utili. Da nessuna parte si evince il diritto o dovere della Commissione di partecipare alle trattative. Renato Tarantelli, nella sua più completa ignoranza giuridica, ha continuato a ribadire, nella seduta del 6 febbraio, che è la CIV a dettare le regole. Anche di questo, però, non vi è alcuna traccia nelle norme approvate dal Pontefice.

I laici e la rovina del Vicariato

La questione è particolarmente seria perchè si tratta di molti soldi, oltre il milione di euro. La domanda che si devono porre i preti di Roma è: può Renato Tarantelli e il suo entourage giocare con i nostri soldi? I soldi della nostra gente?

Queste considerazioni vanno fatte alla luce di una bella letterina del 19 ottobre 2023 che è giunta ad alcuni parroci dell’Urbe a firma di Baldo Reina nella quale chiedeva di rientrare con i prestiti che il Vicariato aveva dato loro. Cosa hanno fatto i parroci con questi soldi? Hanno messo a posto le loro chiese, non certo si sono messi a posto strutture da adibire ad hotel.

Se ciò non bastasse anche la signorina Cristiana Odoardi, best friend del Tarantelli, ha inviato una mail natalizia il 29 dicembre 2023 sempre per sollecitare tali restituzioni. La somma che il Vicariato ha elargito in totale è di €1.059.371,39 per le parrocchie e € 1.065.585,00 per gli Enti Ecclesiali.

Baldo Reina, Renato Tarantelli e Cristiana Odoardi, però, non hanno comunicato a nessuno quali sono le morosità accumulate da Wellington Polo Fashion, le quali sembrano essere superiori al MILIONE di euro. Ciò che i parroci romani dovrebbero chiedersi è: ma la Commissione Indipendente di Vigilanza, formata esclusivamente da LAICI, ha valutato come recuperare questi soldi? Come si può pensare di sottoscrivere un nuovo contratto (di questo alla fine si tratta) con una realtà che non offre alcuna garanzia?

I membri della Commissione Indipendente di Vigilanza (Di Pinto, Fiore Di Vito, Fiorini, Monteferrante, Pace e Tinti) e Renato Tarantelli sapranno dare risposte sul punto? Verrà offerto il testo del contratto al CDAE per essere visionato oppure c’è qualcuno che ha qualcosa da nascondere?

Questa e molte altre vicende stanno rivelando l’inadeguatezza di questa Costituzione Apostolica e di chi l’ha fortemente voluta. Al Papa, però, non importa granché. Il comportamento è uguale a quello utilizzato con la Basilica di San Pietro: nessuno rubi se non in nome mio!

d.A.D.

Silere non possum 


Articolo pubblicato il 9 febbraio 2024



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