Città del Vaticano - Questa mattina Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro, davanti ai fedeli, secondo la consuetudine della Domenica. Nel saluto conclusivo il Pontefice ha posto al centro l’attualità internazionale, con un appello contro l’escalation militare. 

Il Papa ha detto di seguire “con profonda preoccupazione” quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran e ha richiamato i responsabili politici alla responsabilità: “la stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi”, ma attraverso un dialogo “ragionevole, autentico e responsabile”. Dinanzi al rischio di “una tragedia di proporzioni enormi”, Leone XIV ha chiesto di “fermare la spirale della violenza” prima che diventi “una voragine irreparabile” e ha invocato un ritorno della diplomazia al suo ruolo. 

Nel medesimo intervento, Leone XIV ha citato anche le “notizie preoccupanti” di scontri tra Pakistan e Afghanistan, elevando una “supplica” per il ritorno “urgente al dialogo”. Ha poi assicurato vicinanza alle popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da “violente inondazioni”, con un pensiero per vittime, famiglie rimaste senza casa e soccorritori. Infine, i saluti ai pellegrini: tra i gruppi menzionati, i camerunesi residenti a Roma, accompagnati dal presidente della Conferenza episcopale del Paese. Il Papa ha aggiunto che, “a Dio piacendo”, avrà “la gioia di visitare” il Camerun nel mese di aprile.

Nel pomeriggio Leone XIV si recherà in visita pastorale al Quarticciolo, nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo (via Manfredonia 5), affidata ai Padri Dehoniani. L’arrivo è previsto alle 16: nel cortile dell’oratorio l’incontro con i bambini del catechismo, i ragazzi e le famiglie; quindi, nel salone parrocchiale, il confronto con le fragilità del territorio - anziani, malati, poveri, disabili e volontari - in un’area segnata anche dal problema dello spaccio. Successivamente il Papa incontrerà il consiglio pastorale e alle 17 presiederà la Santa Messa. Si tratta della terza visita di un Pontefice in questa parrocchia, dopo san Giovanni XXIII (3 marzo 1963) e san Giovanni Paolo II (3 febbraio 1980). 

d.V.B.
Silere non possum