Saurimo (Angola) - Una mattinata intensa, nel cuore della Lunda Sul, ha segnato la terza giornata del Pontefice in Angola, terza tappa del suo viaggio apostolico africano. Leone XIV è decollato da Luanda attorno alle otto, atterrando all'aeroporto di Saurimo alle 9.16. Dopo i saluti con le autorità locali, il Papa si è recato alla Casa di accoglienza per anziani, prima tappa di una giornata che ha avuto il suo culmine nella Santa Messa sulla grande spianata cittadina.

«Qui Gesù abita con voi»: l'abbraccio agli anziani

All'ingresso della struttura, poco prima delle 10, Leone XIV è stato accolto dalla Direttrice e da un rappresentante del Ministero della Salute. Nel cortile lo attendevano anziani ospiti e operatori. Dopo le parole di benvenuto e alcune testimonianze - tra cui quella commossa di uno degli anziani della casa - il Papa ha pronunciato un breve saluto. Colpito dal fatto che la struttura viene chiamata "lar", parola portoghese che richiama l'idea di "focolare", il Pontefice ha sviluppato il suo discorso proprio sul tema domestico: Gesù, ha ricordato, amava stare nelle case dei suoi amici, da Pietro a Cafarnao alla famiglia di Betania. Lo stesso Signore, ha affermato, continua ad abitare in quella casa di Saurimo ogni volta che gli ospiti si vogliono bene, si perdonano dopo le piccole incomprensioni e pregano insieme con umiltà.

Parole di apprezzamento sono andate alle autorità angolane per le iniziative in favore degli anziani più fragili, ai collaboratori e ai volontari. La cura dei fragili, ha detto Leone, è un segno decisivo della qualità della vita sociale di un Paese. E ha aggiunto un invito chiaro: le persone anziane non vanno solo assistite, vanno prima di tutto ascoltate, perché custodiscono la saggezza di un popolo e meritano riconoscenza per le difficoltà affrontate a beneficio della comunità.

Verso la spianata, sostando alla Cattedrale

Alle 10.20 il corteo si è mosso verso il luogo della celebrazione. Lungo il tragitto, una breve sosta alla Cattedrale di Nostra Signora dell'Assunzione, chiesa madre dell'Arcidiocesi guidata da mons. José Manuel Imbamba. Poi il Papa è salito sulla papamobile che lo ha condotto fino alla spianata, già gremita da migliaia di fedeli giunti dalle province più interne del Paese. Alle 10.50 Leone XIV ha percorso i viali allestiti tra la folla, salutando i presenti, prima di ritirarsi in sagrestia per prepararsi.

L'omelia: fede o commercio superstizioso?

Alle 11.15 è iniziata la Santa Messa. Dopo la liturgia della Parola, centrata sul capitolo sesto di Giovanni, il Pontefice ha pronunciato un'omelia articolata, costruita intorno a una domanda scomoda: perché cerchiamo davvero Gesù? Il Papa ha messo a fuoco il rischio, sempre presente nella vita di fede, di trasformare il rapporto con Cristo in uno scambio utilitaristico. Quando alla fede autentica - ha spiegato - si sostituisce un "commercio superstizioso", Dio diventa un idolo cercato soltanto quando serve e finché serve. La folla che seguiva Gesù dopo la moltiplicazione dei pani, nel racconto giovanneo, è l'immagine di chi cerca non un maestro da amare ma un leader da sfruttare, non una persona da incontrare ma un erogatore di servizi. Eppure - ha proseguito Leone XIV - Cristo non respinge questa ricerca imperfetta: la corregge, la converte, la educa. Non vuole servi o clienti, ma cerca fratelli e sorelle a cui donarsi per intero. Da qui l'invito a passare dall'ascoltare parlare di Gesù all'accoglierne le parole, dal vedere i suoi gesti al seguirli, fino al riconoscere nell'Eucaristia il senso ultimo di tutta la sequela.

Particolarmente forte il passaggio in cui il Pontefice ha collegato la fame di pane vero al dramma sociale contemporaneo: quando l'ingiustizia corrompe i cuori, ha osservato, il pane di tutti diventa possesso di pochi. Un richiamo che, nel contesto angolano - Paese ricchissimo di risorse ma segnato da profonde disuguaglianze - risuonava come un appello chiaro. Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna, ha insistito, nega la risurrezione di Cristo, che è il dono supremo della libertà dell'uomo. Citando l'esortazione Ecclesia in Africa di san Giovanni Paolo II, il Papa ha poi ripreso l'immagine del cammino ecclesiale come "sinodo della risurrezione e della speranza", incoraggiando la Chiesa angolana a proseguire una vita cristiana che si nutre dell'Eucaristia e si traduce in cura integrale della persona. Un cenno esplicito è andato alla vitalità delle vocazioni locali, segno - ha detto - di una terra che continua ad accogliere con cuore puro il dono del Signore.

Il congedo e il rientro a Luanda

Al termine della celebrazione, mons. Imbamba ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di ringraziamento a nome di tutta la Chiesa locale. Alle 13.15 Leone XIV è rientrato in sagrestia, per poi raggiungere l'aeroporto di Saurimo. Il volo per Luanda è decollato puntuale: l'atterraggio nella capitale è previsto alle 15.15. Nel pomeriggio, dopo una breve sosta in Nunziatura, il Papa incontrerà vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima - ultimo grande appuntamento angolano prima della partenza, domani mattina, per la Guinea Equatoriale, quarta e conclusiva tappa di questo lungo viaggio africano.

d.V.B.
Silere non possum

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