Cagliari - Lunedì 8 dicembre 2025, alle 17:30, nella Sala Contemporanea di Sa Manifattura, è stata inaugurata la mostra immersiva “Sulle tracce della Divina Proporzione” del maestro Roberto Concas. Un allestimento costruito come un percorso di lettura, più che come una semplice esposizione: proiezioni panoramiche, ricostruzioni 3D e ambienti narrativi hanno accompagnato il pubblico dentro un itinerario che intreccia arte cristiana, matematica e pensiero leonardiano, proponendo nuove chiavi di interpretazione del sacro e dell’opera di Leonardo da Vinci.

All’inaugurazione erano presenti Andrea Concas, che ha curato l’allestimento della mostra, lo stesso Roberto Concas e Monica Stochino, Soprintendente ABAP (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) per le province di Sassari e Nuoro.

La mostra come “macchina” di comprensione

L’impianto visivo ha reso “abitabile” un ragionamento complesso, fatto di rimandi iconografici, misurazioni, geometrie e comparazioni tra opere. L’idea guida è che alcuni schemi proporzionali, leggibili e replicabili, abbiano orientato per secoli la composizione di immagini e architetture, soprattutto nel contesto dell’arte cristiana. La mostra ha tradotto questo impianto in esperienza: dal dettaglio al sistema, dall’opera singola a una possibile “grammatica” comune.

Il cuore della scoperta secondo Concas

Il percorso riprende quanto Concas mette a tema nel volume “Della Santissima Trinità. La Divina Proporzione dall’inganno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci”, ricerca che, già nelle prime pagine, dichiara la propria postura: “non chiede atti di fede… chiede solo attenzione e dialogo”. 

Il punto più provocatorio è proprio l’Uomo Vitruviano: Concas lo interpreta come una costruzione intenzionalmente ambigua, un dispositivo di segni che avrebbe funzionato da soglia “ingannevole” per orientare lo sguardo verso l’idea di armonia antropocentrica, mentre al suo interno resterebbero celate regole più antiche e “segretissime” legate alla Divina ProporzioneIn questa lettura, il riferimento decisivo è Luca Pacioli, che nelle celebri “convinienze” collega la proporzione al dogma della Trinità: una sola, non moltiplicabile in “specie”, e strutturalmente riconducibile a una relazione tra “tre termini”. 

Metodo: semiotica, geometria, controprove

La mostra insiste sul metodo: Concas parla di analisi semiotica e di un linguaggio diagrammatico usato dagli artisti, fatto di linee “artificiali” destinate a scomparire nell’opera compiuta, ma ricostruibili tramite strumenti semplici e verifiche aritmetiche.
In questo quadro, la Croce diventa il simbolo unificante: l’asse dove convergono proporzione, teologia visiva e racconto cristiano, fino a configurare - nelle intenzioni dell’autore - una sorta di “chiave” per rileggere opere tra IV e XVIII secolo e oltre. 

Dal caso al catalogo: opere, retabli, architetture

L’architettura del volume (e quindi della mostra) è ampia: dopo la sezione sul Vitruviano e su Pacioli, Concas allarga l’analisi a retabli della Sardegna, crocifissioni, deposizioni, fino ad arrivare a esempi che attraversano scuole e secoli - da Cimabue a Caravaggio, da Botticelli a Velázquez - e poi a chiese e spazi urbani. L’ambizione dichiarata è proporre una lettura sistematica: una “chiave universale di accesso ai segni sacri” e, insieme, una rilettura storica dell’arte come veicolo di contenuti dogmatici, in particolare trinitari.

Il libro in uscita a gennaio 2026

La mostra è stata costruita per spiegare e rendere intellegibile questa scoperta al di fuori della sola pagina scritta. A gennaio 2026 uscirà il libro, edito da Giunti Editore, che ne espone organicamente l’impianto, con apparato metodologico, confronto sulle opere e bibliografia: un testo che intende porsi come proposta verificabile e discutibile, chiedendo al lettore, più che adesione, un esercizio di attenzione, confronto e controllo degli argomenti.

M.P.
Silere non possum