© Ansa

Città del Vaticano - Nel giorno del Lunedì dell’Angelo, Papa Leone XIV si è affacciato alle ore 12 dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. «Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto! Buona Pasqua!», ha esordito Leone che ha poi legato subito quel saluto al senso profondo di questi giorni, spiegando che la liturgia celebra l’ingresso dell’intera creazione nel tempo della salvezza e che, nel nome di Gesù, la disperazione della morte è tolta per sempre. Poi ha richiamato il Vangelo di Matteo, soffermandosi su un bivio decisivo: da una parte le donne che incontrano il Risorto, dall’altra le guardie corrotte dai capi del sinedrio. Da uno stesso fatto, il sepolcro vuoto, nascono infatti due letture opposte: una apre alla vita, l’altra chiude tutto dentro la menzogna.

Nelle parole pronunciate in Piazza San Pietro, Leone XIV ha insistito sul fatto che le donne annunciano la vittoria di Cristo sulla morte, mentre le guardie diffondono la versione secondo cui Gesù non sarebbe risorto e il suo corpo sarebbe stato rubato. Da qui il Papa ha tratto una riflessione molto netta sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. «Questo contrasto ci fa riflettere sul valore della testimonianza cristiana e sull’onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento», ha denunciato.

Il Pontefice ha osservato che il racconto della verità viene spesso oscurato da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Ma ha aggiunto che la verità non resta nascosta: viene incontro all’uomo, viva e luminosa, capace di rischiarare anche le tenebre più fitte. Per questo ha ripreso l’invito rivolto da Cristo alle donne del Vangelo: «Non temete! Andate ad annunciare». Il Santo Padre ha quindi riportato tutto al cuore dell’annuncio pasquale. Ha detto che Cristo stesso è la buona notizia da testimoniare nel mondo e che la Pasqua del Signore è la Pasqua dell’umanità, perché colui che è morto per noi è il Figlio di Dio che ha dato la sua vita. Il Risorto, sempre vivo e presente, libera il passato da una fine distruttiva e strappa il futuro al sepolcro.

Lo sguardo del Papa si è poi allargato alle ferite del mondo. Ha detto che questo Vangelo deve raggiungere soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità che corrompe la storia e confonde le coscienze. Ha pensato ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione. Annunciare la Pasqua di Cristo, ha spiegato, significa ridare voce a una speranza soffocata tra le mani dei violenti. Leone XIV ha poi ricordato papa Francesco sottolineando che proprio nel Lunedì dell’Angelo dello scorso anno egli ha consegnato la vita al Signore.

Dopo il Regina Caeli, il Pontefice ha salutato i pellegrini provenienti dall’Italia e da vari Paesi, ha rivolto un pensiero ai ragazzi del Decanato di Appiano Gentile e ha richiamato la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, chiedendo che lo sport sia luogo di inclusione e di pace. Ha poi ringraziato per gli auguri ricevuti in questi giorni, soprattutto per le preghiere, e ha concluso augurando di vivere con gioia e fede il Lunedì dell’Angelo e l’intera Ottava di Pasqua, perseverando nell’invocare il dono della pace per tutto il mondo.

d.B.M.
Silere non possum

Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!