Città del Vaticano – «Se il cibo e il vestito sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova salvezza». Nella festa del Battesimo del Signore, questa mattina Papa Leone XIV ha presieduto la Santa Messa nella Cappella Sistina e ha amministrato il Battesimo a venti fanciulli, secondo una tradizione che ogni anno lega la liturgia conclusiva del tempo di Natale a uno dei segni più immediati dell’iniziazione cristiana: l’ingresso nella fede di nuovi nati, spesso figli di dipendenti vaticani o guardie svizzere.

Il Battesimo di Gesù e la “giustizia” di Dio

Nell’omelia, Leone XIV ha posto al centro il paradosso evangelico che sorprende Giovanni il Battista: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Il Papa ha insistito sul fatto che Cristo si lascia trovare “lì dove non ce lo aspettiamo”, il Santo in mezzo ai peccatori, senza distanze, assumendo fino in fondo la condizione umana. E ha spiegato il senso della risposta di Gesù - «Lascia fare… perché conviene che adempiamo ogni giustizia» - chiarendo che si tratta della giustizia di Dio, che nel battesimo di Cristo opera la giustificazione dell’uomo: un gesto che diventa segno di morte e risurrezione, di perdono e comunione.

“Il senso per viverla: la fede”

Rivolgendosi ai genitori, Leone XIV ha collegato il sacramento alla responsabilità educativa, con un’immagine quotidiana: come un bambino non viene lasciato senza nutrimento o senza vestiti in attesa che “da grande scelga”, allo stesso modo la fede va consegnata come bene essenziale. Nelle parole del Pontefice, i figli «ora tenuti in braccio» vengono trasformati in «creature nuove» e ricevono «il senso per viverla: la fede». Il Papa ha poi allargato lo sguardo alla vita familiare nel tempo: il giorno in cui i bambini diventeranno “pesanti da tenere in braccio” arriverà; arriverà anche il giorno in cui saranno loro a sostenere i genitori. Dentro questa reciprocità che matura, il Battesimo - ha affermato - unisce nell’unica famiglia della Chiesa e chiede di custodire, con forza e costanza, l’affetto che lega le famiglie.

I segni del rito: acqua, veste bianca, candela

Nel ricordare i gesti che accompagnano il sacramento, Leone XIV ha richiamato il linguaggio semplice e densissimo della liturgia: l’acqua come lavacro nello Spirito che purifica dal peccato; la veste bianca come “abito nuovo” donato dal Padre in vista della festa del Regno; la candela accesa al cero pasquale come luce del Cristo risorto che orienta il cammino. Un augurio, infine, consegnato alle famiglie all’inizio dell’anno: proseguire “con gioia” e con la certezza che il Signore accompagnerà sempre i passi.

Una tradizione recente, ormai stabile

La celebrazione dei battesimi nella Sistina, legata alla festa del Battesimo del Signore, è una consuetudine introdotta da san Giovanni Paolo II nel 1981 e poi divenuta appuntamento fisso dei Pontificati successivi. Anche oggi, sotto gli affreschi della Cappella Sistina - dove è raffigurato lo stesso battesimo di Gesù nella scena del Perugino - la liturgia ha ribadito la logica cristiana della grazia: Dio prende l’iniziativa, entra nella storia e raggiunge la vita concreta di ciascuno, a partire dai più piccoli.

d.V.Z.
Silere non possum