La Messa Crismale, celebrata tradizionalmente il Giovedì Santo al mattino, è una delle liturgie più significative dell'anno liturgico. In essa, il vescovo, circondato dai sacerdoti della diocesi, benedice gli oli sacri destinati ai sacramenti e rinnova con loro le promesse sacerdotali. Questa celebrazione manifesta in modo particolare l’unità della Chiesa e il suo mandato missionario.

Durante la Messa Crismale vengono benedetti tre oli: l’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il sacro crisma. Ognuno di essi rappresenta una dimensione fondamentale della vita cristiana. Ogni volta che questi oli vengono impiegati nei sacramenti, è resa presente, in modo simbolico, anche la missione pastorale del vescovo che li ha consacrati.

Unità e rinnovo delle promesse
La Messa del Crisma è un momento di profonda unità nella Chiesa, che ci ricorda la nostra comunione in Cristo attraverso il Battesimo e la sua santa unzione. Questa celebrazione evidenzia il legame tra il vescovo e i suoi sacerdoti, che insieme formano il presbiterio diocesano. Durante la liturgia, diaconi e sacerdoti rinnovano le loro promesse sacerdotali, riaffermando il loro impegno nel servizio ministeriale. Al termine della celebrazione, gli Oli Sacri vengono distribuiti ai ministri della diocesi, affinché possano essere utilizzati nelle comunità parrocchiali.

L’importanza della Messa del Crisma per la vita della Chiesa è ben espressa dal Concilio Vaticano II: «Il vescovo deve essere considerato come il grande sacerdote del suo gregge: da lui deriva e dipende in certo modo la vita dei suoi fedeli in Cristo. Perciò tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della diocesi che si svolge intorno al vescovo, principalmente nella chiesa cattedrale, convinti che c’è una speciale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il vescovo circondato dai suoi sacerdoti e ministri» (Sacrosanctum Concilium, n. 41).

I - L’uso dell’olio nell’Antichità

Antica Grecia e Roma
Nell’antica Grecia e a Roma, l’olio era utilizzato dagli atleti per tonificare i muscoli, poiché si credeva conferisse forza e protezione. Veniva inoltre impiegato per le sue proprietà curative e versato sul capo come segno di appartenenza, ad esempio nei riti di iniziazione dei soldati romani.

L’olio nell’Antico Testamento
Nella tradizione biblica, l’olio veniva impiegato per consacrare altari, luoghi sacri e vasi liturgici. Era usato per l’unzione dei sacerdoti e dei re, che venivano consacrati dai profeti per governare il popolo di Dio. Anche i profeti stessi erano considerati unti dallo Spirito di Dio per parlare con autorità nel suo nome.
L’unzione rappresentava la forza e il favore divino, nonché la gioia di servire il Signore, come si legge nel Salmo 45,8: «Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia...». Inoltre, l’olio aveva un ruolo essenziale nella preparazione del cibo, contribuendo al sostentamento delle persone, ed era usato per esaltare la bellezza del volto. Infine, veniva versato sul capo degli ospiti come segno di accoglienza e ospitalità.

Il - Messia: L’Unto di Dio
Il termine Messia deriva dall’ebraico e significa “unto”. Nel Nuovo Testamento, tradotto in greco, diventa Christos, da cui il titolo Cristo.

Gesù: L’Unto del Signore
Quando chiamiamo Gesù Messia, affermiamo che è stato consacrato da Dio per annunciare la sua Parola e portare al suo popolo la Buona Novella della salvezza. Nel Vangelo di Luca, Gesù stesso dichiara: «Lo Spirito del Signore è su di me, perché mi ha consacrato con l’unzione per portare il lieto annuncio ai poveri...» (Lc 4,18).

I Cristiani: Il Popolo degli Unti
Il Battesimo ci rende cristiani, cioè unti, chiamati a partecipare alla vita di Gesù crocifisso e risorto, l’Unto di Dio.
Prima di ricevere l’acqua battesimale, siamo unti con l’Olio dei Catecumeni, che ci fortifica e purifica, preparandoci a questo nuovo inizio. Dopo il Battesimo, riceviamo l’unzione con il Sacro Crisma, che ci consacra come membra del Corpo di Cristo e ci rende partecipi della sua missione di sacerdote, profeta e re. Questa unzione con il Crisma ci dona la forza dello Spirito Santo per vivere pienamente il nostro Battesimo. Durante la Cresima, l’unzione viene rinnovata e portata a compimento, sigillandoci con la pienezza dei doni dello Spirito Santo.

III - I tre oli santi
L'importanza dei tre Oli Santi nella vita della Chiesa è ben riassunta dal Catechismo della Chiesa Cattolica: «Questi significati dell'unzione con l'olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del Battesimo con l'Olio dei Catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L'unzione con il Sacro Crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il profumo di Cristo.» (CCC, 1294)

Olio degli Infermi
Questo olio è quello destinato al sacramento che porta conforto e guarigione spirituale a chi soffre nel corpo e nell’anima. La Chiesa, seguendo l’esempio di Cristo, è chiamata a prendersi cura dei malati, fasciando le ferite dei cuori spezzati (Is 61,1). San Giacomo scrive: «Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati.» (Gc 5,14-15) Gesù stesso affidò ai suoi discepoli il compito di guarire: “Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,2). Questo sacramento, oltre a conferire forza e pace interiore, è segno della misericordia di Dio che non abbandona mai i suoi figli nel momento della prova. La lunga tradizione della Chiesa è segnata da santi che si sono dedicati con amore ai malati, come San Camillo de Lellis e Madre Teresa di Calcutta. L’olio degli infermi è il simbolo visibile di questo amore sanante, che continua ad agire nella comunità cristiana.

Olio dei Catecumeni
L’olio dei catecumeni viene utilizzato prima del Battesimo per rafforzare coloro che si preparano a ricevere il sacramento. Esso simboleggia il primo tocco di Cristo nella vita di chi lo cerca. Questo olio ci ricorda che non siamo solo noi a cercare Dio, ma è Dio stesso a mettersi alla ricerca di noi. Attraverso questa unzione, la Chiesa accompagna i catecumeni nel loro cammino di fede, aiutandoli a rispondere all’invito divino.
San’Agostino sottolineava che l’incontro con Dio è un processo infinito: “Ricercate sempre il suo volto” (Sal 105,4). Essere cristiani significa rimanere in un continuo pellegrinaggio spirituale, cercando sempre di conoscere e amare Dio più profondamente. L’olio dei catecumeni, dunque, è segno di questa ricerca incessante e dell’inquietudine interiore che ci spinge verso il Signore.

Sacro Crisma
Il Sacro Crisma è una preziosa miscela di olio d'oliva, un olio ricco simbolo della ricchezza della grazia di Dio, e di balsamo profumato, che richiama la dolcezza della virtù cristiana. Questo olio consacrato è segno di pienezza di grazia e di forza spirituale, conferendo a chi lo riceve la dignità e la missione di vivere da autentico discepolo (battezzato, confermato o ordinato) di Cristo, l’Unto del Signore. «Con il santo crisma consacrato dal vescovo vengono unti i nuovi battezzati e vengono segnati coloro che devono ricevere il sacramento della confermazione; inoltre vengono unte le mani dei presbiteri e il capo dei vescovi, la chiesa e gli altari durante il rito della dedicazione. Con l'olio dei catecumeni invece essi vengono preparati e disposti a ricevere il battesimo. Infine con l'olio degli infermi i malati trovano sollievo nelle loro infermità» (Cerimoniale dei Vescovi, 274). 
Il Sacro Crisma è il segno dell’identità sacerdotale del popolo di Dio. San Pietro, nella sua prima lettera, afferma: “Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa” (1Pt 2,9). Ogni battezzato è chiamato a essere testimone della presenza di Dio nel mondo. Questo olio segna una missione: portare la luce di Cristo a chi ancora non lo conosce, aprendo le porte della fede a tutti.

Uso nel battesimo 

Dopo l’immersione o l’abluzione con l’acqua, il sacerdote unge la sommità del capo del neobattezzato con il Sacro Crisma, pronunciando queste parole: «Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, vi ha liberato dal peccato e vi ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, unendovi al suo popolo; egli stesso vi consacra con il crisma di salvezza, perché, inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta, siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna. Amen».

Uso nella Cresima

Nel sacramento della cresima, il vescovo unge la fronte del candidato con il Sacro Crisma dicendo: «N., ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». 

Uso nell’Ordine Sacro

Nel sacramento dell’Ordine Sacro, le mani dell’ordinando presbitero vengono unte con il Crisma. Nell’ordinazione episcopale, invece, è il capo del nuovo vescovo a essere unto dal consacrante. 

Altri Usi del Sacro Crisma

Oltre che nei sacramenti, il Sacro Crisma è impiegato in altri riti, come la dedicazione di una chiesa. Durante questa solenne celebrazione, il vescovo unge l’altare versando il Crisma al centro e sui quattro angoli, e estendendolo su tutta la superficie. Successivamente, unge anche le pareti della chiesa in 12 o 14 punti contrassegnati dal simbolo della croce. Il Crisma viene inoltre utilizzato per l’unzione di una nuova campana.

IV - Benedizione e distribuzione degli Oli Santi
Il rito inizia con la benedizione dell’Olio degli Infermi. Poi, dopo aver aggiunto il profumo all’olio per il Sacro Crisma, il vescovo pronuncia la preghiera di benedizione: «Confermalo come segno sacramentale di salvezza e vita perfetta per i tuoi figli rinnovati nel lavacro spirituale del Battesimo. Questa unzione li penetri e li santifichi, perché, liberi dalla nativa corruzione e consacrati tempio della tua gloria, spandano il profumo di una vita santa.»

Durante questa preghiera, i sacerdoti presenti stendono la mano destra verso il Crisma, segno della loro partecipazione alla missione del vescovo, per mezzo della quale Cristo stesso santifica e edifica il suo Corpo, la Chiesa. Una volta consacrato il Crisma, il vescovo soffia sul recipiente aperto che lo contiene. Questo gesto richiama l’azione dello Spirito Santo, che "aleggiava sulle acque" all'inizio della creazione (Gen 1,2b), e l’episodio del Cristo risorto che apparve ai suoi discepoli e "soffiò su di loro dicendo: ‘Ricevete lo Spirito Santo…’” (Gv 20,22-23). È proprio lo Spirito Santo, invocato dal vescovo, a consacrare questo olio, rendendolo segno visibile della grazia divina.

Al termine della liturgia, gli oli santi vengono affidati ai sacerdoti della diocesi, che li porteranno nelle rispettive parrocchie per l’amministrazione dei sacramenti. È raccomandato che ogni parrocchia custodisca i vasi contenenti gli oli santi in un apposito tabernacolo, solitamente situato nel battistero accanto al fonte battesimale, affinché siano visibili a tutti i fedeli. 

V - Conclusione

La Messa Crismale è un momento solenne che esprime l’unità dell’intera comunità cristiana. Questa unità nasce dall’unione con Gesù crocifisso e risorto, l’Unto di Dio, mediante il Battesimo.
È una celebrazione che rende visibile la comunione della Chiesa, fondata sul dono dello Spirito Santo, che Cristo elargisce attraverso il ministero sacramentale del Vescovo e dei sacerdoti. In questa liturgia, il Popolo di Dio si raccoglie attorno al proprio Vescovo, riconoscendosi parte di un unico corpo composto da molte membra, con Cristo come suo capo.