Francia: Fraternità san Pietro vittima di laici psicorepressi



The French diocese of Quimper et Léon breaks off its collaboration with the Fraternity of Saint Peter. Tensions between the community and the bishop.





Era dal novembre 2023 che i sacerdoti della Fraternità san Pietro operanti nella diocesi di Quimper et Léon si stavano confrontando con il vescovo per trovare una soluzione alternativa rispetto alla chiesa di Saint-Mathieu di Quimper. Il vescovo aveva proposto loro di spostarsi di circa quindici km a nord-ovest di Quimper. Le paure che insorgevano nei membri della comunità, però, era relative al clero locale che ha mostrato un certo pregiudizio nei loro confronti.

Mentre il pastore e i suoi presbiteri stavano tentando di trovare soluzioni di tipo pastorale ma anche di benessere per la fraternità stessa, ecco che spuntano fuori i soliti blog gestiti da laici repressi che nulla comprendono delle difficoltà di un pastore e delle relative comunità. Siamo di nuovo alle solite, tutta quell’area che ha arrecato gran danno al pontificato di Benedetto XVI torna a seminare discordia in nome dei “pizzi e dei merletti”. Come ebbe a dire il Santo Padre, però, queste persone non hanno nulla a che vedere con la Chiesa di Cristo ma si tratta solo di persone represse, ancorate alle proprie idee (non quelle della Chiesa) e che trovano terreno fertile in una Chiesa che è chiamata ad accogliere tutti. Lo stesso Benedetto XVI rifiutava queste persone che utilizzavano il Summorum Pontificum in modo strumentale ma in realtà hanno ben altri problemi.



Ciò che negli ultimi anni ha permesso l’adozione di provvedimenti gravemente lesivi della sensibilità liturgica di molti e dell’unità della Chiesa stessa è stato proprio l’atteggiamento di una sorta di setta dai feticci “liturgico-morali” che prolifera di denari e psico blog. 

Difatti, in questa vicenda, senza alcun intervento della FSSP né della diocesi, un blog francese definito “tradizionalista” ha scritto due lettere che hanno arrecato grave danno alla Fraternità stessa e alla comunione del presbiterio. 

I sacerdoti della Fraternità, p. Loïc Courtois e p. Nicolas Télisson hanno condannato questi articoli scrivendo: «la scorsa settimana, alcuni di voi avranno letto un articolo [omissis] in cui un autore non firmato esprimeva la sua indignazione per la decisione di trasferire la comunità dei fedeli di San Matteo. L’articolo, che offre una lettura errata della situazione della nostra comunità, si esprime in termini tanto vivaci quanto rabbiosi, e muove diverse gravi accuse su una base argomentativa così debole da sfiorare la calunnia. Nei confronti del nostro vescovo e dei sacerdoti della parrocchia di Quimper-Corentin, che sono il bersaglio di queste osservazioni, è nostro dovere esprimere pubblicamente il nostro sincero rammarico». 

Il danno, però, era stato fatto. Purtroppo, infatti, molto spesso anche i presbiteri vengono associati a questi gruppi di esaltati che amano farsi intervistare affermando anche di essere «più preparati dei sacerdoti, dei cardinali e del Papa stesso» sulla liturgia.

A seguito di quegli articoli il vescovo si è ritrovato a dover prendere provvedimenti ed ha scritto alla comunità parrocchiale: «Durante la visita pastorale che avevo fatto nella vostra comunità nella primavera del 2022, avevo notato la vostra gioia di partecipare alla messa celebrata con il Messale del 1962 e il cibo spirituale che vi portava. Ho potuto misurarne l’importanza nelle risposte al questionario che ti avevo inviato. A seguito di questa visita, avevo preso la decisione di permettere ai sacerdoti della Fraternità Sacerdotale di San Pietro di continuare a celebrare queste messe come mi permette il Motu Proprio Traditionis Custodes promulgato da Papa Francesco il 16 luglio 2021. In questo senso, l’11 giugno 2023, ho promulgato un’ordinanza per la nostra diocesi, al fine di precisarne le modalità di attuazione.

Tuttavia, due settimane fa, un articolo molto offensivo pubblicato su un blog tradizionalista sulla parrocchia di Quimper – Saint-Corentin ha suscitato grande scalpore nella diocesi, tra i sacerdoti e molti fedeli, e ha esacerbato le tensioni che si erano sviluppate per diversi anni. Infatti, nel corso degli anni, ho scoperto che questa messa domenicale si è trasformata de facto nella creazione di due parrocchie personali (non canoniche) con tutte le attività correlate, in parallelo alle attività parrocchiali. Non lo desideravo, perché sapevo che data la storia della nostra diocesi, avrebbe avuto conseguenze sulla comunione ecclesiale, sia per il clero diocesano che per i fedeli. Oggi ne vediamo le conseguenze. La mia decisione non è una colpa rivolta agli abati Courtois e Télisson, che sono pastori zelanti, ma la constatazione di tensioni irreversibili che danneggiano l’unità della diocesi.

Le tensioni generate dalla situazione che ho appena descritto mi impongono di reagire per preservare l’unità della Chiesa cattolica nel Finistère così come la comunione del presbiterio intorno al suo vescovo. Inoltre, dopo aver consultato i miei Consigli, ho deciso di mantenere questa messa domenicale con l’ex Messale per il bene dei fedeli, ma chiedendo ai sacerdoti diocesani di assicurarla».

La Chiesa: un reparto di psichiatria per molti

Checché se ne dica il problema sono, ancora una volta, i laici. Spesso sono proprio quei soggetti che nella vita non sono riusciti a raggiungere un titolo di studio, un lavoro, un’ordinazione, una gioia insomma, e passano le loro giornate a spiegare ai preti come dovrebbero comportarsi, come dovrebbero vestirsi, come dovrebbero celebrare, ecc… Gente che non ti schiodi di dosso neppure a pagar oro. Se non fai ciò che ti dicono sono disposti a diffamarti urbi et orbi. Sono proprio queste persone che solitamente si addentrano in determinati ambienti clericali e, carichi della loro invidia e insofferenza, danno aria alla bocca per spargere quello che Francesco chiamerebbe il chiacchiericcio. Identificare il “Rito Antico” o “la Messa Antica” con queste persone, però, è assolutamente sbagliato. In primis perché questi soggetti li ritroviamo sia in ambiti tradizionalisti che modernisti. Le patologie psichiatriche non hanno partito. In secundis perché ci sono numerosi gruppi, realtà, legate al messale antico che hanno una profonda stima del Papa, della figura del sacerdote e non sono seminatori di discordia. 

Il problema chiaramente è che spesso bisogna utilizzare prudenza nel parlare con i laici di questioni che riguardano anche cose clericali (il rapporto con il vescovo, ad esempio). Non solo perché la discrezione è sempre una sana disposizione ma anche perché il laico non è in grado di comprendere determinate dinamiche, determinate priorità. Ma anche gli stessi presbiteri devono usare misura nel parlare di determinate cose. Pensate se Silere non possum si mettesse a pubblicare qualunque cosa riguarda questo Stato o la Curia Romana. Non farebbe certo il bene della Chiesa, anzi. I temi devono essere sempre affrontati con serietà e competenza se vogliono essere risolti. Vanno affrontati prima di tutto con le persone designate. Non si può pensare di risolvere una questione delicata come un cambio di parrocchia, uno spostamento, facendo articoli diffamatori contro i vescovi o i propri parroci. Questo è un atteggiamento da bestie, non certo cristiano.

Avere strumenti non significa sempre saperli usare, purtroppo. In questo caso, quindi, ancora una volta a rimetterci sono i sacerdoti ed anche le comunità coinvolte. Perché alla fine, il problema reale di queste mine vaganti che scrivono su questi psicoblog, è che non riescono a vivere la comunione né con la propria comunità parrocchiale, né diocesana, né altro. Si auspica quindi che il vescovo possa comprendere queste dinamiche e riprendere il rapporto con i sacerdoti della comunità san Pietro che sono comunque suoi figli ed hanno ricevuto un forte incoraggiamento anche dal Santo Padre Francesco.

d.A.D.

Silere non possum




COMUNICATO DI S.E.R. MONS. LAURENT DOGNIN

Vescovo di Quimper et Léon (Francia)



Lunedì 18 dicembre, Monsignor DOGNIN, Vescovo di Quimper et Léon, ha deciso di porre fine all’accordo tra la Diocesi di Quimper et Léon e la Fraternità Sacerdotale di San Pietro (una società di sacerdoti legata al rito precedente alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II), in pieno accordo con il Consiglio Episcopale, il Consiglio presbiterale e i sacerdoti della diocesi di Quimper et Léon, e in applicazione della Lettera apostolica sotto forma di Motu Proprio di Papa Francesco “Traditionis custodes” sull’uso della liturgia romana prima della riforma del 1970 (16 luglio 2021).

Le pubblicazioni su un sito web tradizionalista del 28 novembre e del 12 dicembre dello scorso anno hanno suscitato scalpore nella diocesi di Quimper et Léon e hanno esacerbato le tensioni che si stavano sviluppando da diversi anni intorno a questo tema.

Monsignor DOGNIN osserva che la situazione tra la diocesi di Quimper et Léon e la Fraternità Sacerdotale di San Pietro è arrivata a un punto tale da mettere in pericolo l’unità e la comunione della diocesi e del suo presbiterio attorno al suo vescovo, arrivando a un punto di non ritorno. Per questo motivo il vescovo DOGNIN ha deciso di porre fine all’accordo che legava la nostra diocesi alla Fraternità di San Pietro. La sua decisione non vuole essere un rimprovero ai sacerdoti Courtois e Télisson, ma un riconoscimento delle tensioni irreversibili che stanno minando l’unità della diocesi.

Questa decisione, che riguarda le chiese di Saint-Matthieu, a Quimper, è stata presa in un secondo momento.

Questa decisione, che riguarda le chiese di Saint-Matthieu a Quimper e di Sainte-Sève nel Pays de Morlaix, non è in alcun modo legata alla volontà di allontanare i fedeli che desiderano partecipare alle celebrazioni in rito antico. Queste due comunità sono parte integrante del popolo di Dio della diocesi di Quimper et Léon, che continuerà ad accompagnarle.

Dopo la partenza della Fraternità sacerdotale San Pietro, le Messe domenicali celebrate secondo il Messale del 1962 continueranno ad essere celebrate nelle parrocchie interessate (parrocchia di Quimper – Saint-Corentin e Saint-Yves nel Pays de Morlaix) da altri sacerdoti. Le attività pastorali (catechismo, pastorale giovanile, ecc.) così come la preparazione e la celebrazione dei sacramenti (battesimo, matrimonio, ecc.) continueranno a essere svolte dalle rispettive parrocchie.

Storia della Fraternità sacerdotale San Pietro nel Finistère
La Fraternità sacerdotale san Pietro  è presente nella nostra diocesi dal 2016 per permettere a gruppi stabili di fedeli del Sud-Finistère e della regione di Morlaix di beneficiare della celebrazione della Messa con il rito antico senza andare fino a Brest, come richiesto dal Motu proprio Summorum Pontificum del 2007.



Articolo pubblicato il 19 dicembre 2023



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