Tenerife - Al termine della Santa Messa presieduta nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù presso il Porto di Santa Cruz de Tenerife, il Santo Padre Leone XIV si è trasferito in auto all'Aeroporto internazionale di Tenerife Norte - Los Rodeos per la Cerimonia di congedo dalla Spagna.

Al Suo arrivo, alle ore 16.30, il Papa è stato accolto da Sua Maestà il Re di Spagna, Felipe VI, con il quale si è intrattenuto in un breve incontro privato: il Sovrano ha voluto ringraziare il Pontefice per la visita, mentre Leone XIV si è detto assai contento di questo viaggio. Dopo il saluto alle rispettive delegazioni, il Papa è salito a bordo di un Iberia A320 diretto a Roma.

I piani, però, sono stati scombussolati da un guasto tecnico all'aeromobile messo a disposizione per il Volo Papale. Leone XIV è così dovuto ridiscendere. A togliere d'impaccio la Santa Sede ci ha pensato la Casa Reale: il Sovrano spagnolo ha messo a disposizione di Prevost, dei suoi più stretti collaboratori e dei capi dicastero il Falcon di Sua Maestà. I giornalisti, invece, faranno ritorno nelle prossime ore con un secondo velivolo Iberia.

L'aereo con a bordo il Santo Padre è decollato da Los Rodeos alle 18.08 locali. L'arrivo a Roma è previsto per le ore 23.00.

Nel lasciare il territorio spagnolo, Leone XIV ha fatto pervenire a Felipe VI il seguente telegramma:

His Majesty Felipe VI – King of Spain – Madrid Returning to Rome at the conclusion of my Apostolic Journey, I wish to express once again my gratitude to Your Majesty, the Authorities and the people of Spain, for the warm welcome and generous hospitality given to me during this visit. Assuring you and all Spaniards of my continued prayers for the peace and unity of the Nation, I cordially invoke upon each of you an abundance of divine blessings. Leo PP. XIV

Lo sgomento dei giornalai

Pessima figura, dunque, e su scala internazionale, per la compagnia di bandiera spagnola, costretta a vedersi soffiare il Pontefice da un Falcon reale per un guasto al proprio aeromobile. Un'immagine che resterà indelebile. Eppure un merito a Iberia va riconosciuto, e non è piccolo: aver risparmiato al Papa l'ormai insopportabile conferenza stampa di fine viaggio. Quella liturgia laica in cui, al termine di ogni missione apostolica, i giornalai si affannano a tediare il Pontefice, pretendendo di trasformare un pellegrinaggio pastorale nel question time di un politico qualunque.

Sul volo offerto dal Re non è salito Andrea Tornielli: non è a capo di alcun dicastero, anche se non lo ha ancora capito, e non è un chierico. Per questi signori, in fondo, il viaggio è stato un flop totale. Tornielli è volato in Spagna a spese della Santa Sede, è rimasto lì senza produrre nulla di utile, ha incassato le sue batoste dopo aver istigato i suoi “nemici giurati”, e per giunta gli è saltata pure la conferenza stampa del ritorno. Difficile immaginare epilogo più eloquente.

P.V.
Silere non possum

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