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Come ottenere fino a 50mila euro per l’oratorio: il bando 2026 spiegato alle parrocchie
24 agosto 2026

Come ottenere fino a 50mila euro per l’oratorio: il bando 2026 spiegato alle parrocchie

Il nuovo bando mette a disposizione 6,5 milioni di euro per progetti educativi e sportivi. Le domande saranno aperte fino al 9 ottobre: possono partecipare direttamente anche le parrocchie, ma graduatoria e finanziamenti dipenderanno da qualità del progetto, partenariati, sostenibilità e congruità dei costi.

Roma - Per una parrocchia che gestisce un oratorio il dato da segnare in agenda è questo: 9 settembre 2026, ore 12. Da quel momento sarà possibile presentare domanda per accedere ai contributi del nuovo Avviso pubblico per il sostegno e la valorizzazione della funzione degli oratori. La finestra resterà aperta esattamente un mese, fino alle 12 del 9 ottobre 2026. La procedura sarà interamente telematica e potrà essere avviata soltanto utilizzando lo SPID del legale rappresentante dell’ente.

Per il 2026 il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio ha messo a disposizione 6,5 milioni di euro. Il contributo per ogni singolo progetto può arrivare a 50mila euro e il bando prevede di finanziare almeno 125 progetti, distribuendoli sul territorio secondo il riparto stabilito per Regioni e Province autonome. Le eventuali risorse residue saranno assegnate ai progetti collocati più in alto nella graduatoria nazionale.

Il fondo nasce con la legge di bilancio per il 2025 ed è stato poi rafforzato. Sul punto c’è anche un riconoscimento politico da fare. Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, presentando il nuovo avviso, ha ringraziato espressamente il Parlamento e ha ricordato l’impegno di Maurizio Lupi e della senatrice Mariastella Gelmini per l’aumento delle risorse destinate agli oratori. Lo stesso Abodi, intervenendo al Senato lo scorso aprile, aveva attribuito a Gelmini una «primogenitura» nell’iniziativa che ha portato all’incremento pluriennale dei finanziamenti.

Per le parrocchie, però, adesso comincia la parte concreta: presentare un progetto che rispetti il bando e che abbia abbastanza punti per essere finanziato.

Può partecipare direttamente una parrocchia?

Sì. Il bando indica espressamente tra i possibili richiedenti le parrocchie e gli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica. Possono partecipare anche le associazioni del Terzo settore iscritte al RUNTS che operano presso un oratorio parrocchiale e, a determinate condizioni, le ex Onlus. Sono ammessi inoltre gli enti appartenenti alle confessioni religiose che abbiano stipulato un’intesa con lo Stato.

Questo significa che il parroco non è obbligato a cercare una Onlus o un’associazione esterna per concorrere: la parrocchia può presentare direttamente il proprio progetto, purché possieda la documentazione richiesta.

Per le parrocchie e gli enti ecclesiastici cattolici il bando chiede infatti di produrre l’atto o decreto di nomina del legale rappresentante e il decreto di riconoscimento della natura giuridica dell’ente. Se invece la domanda viene presentata da un ETS che lavora nell’oratorio, servono l’iscrizione al RUNTS e il nulla osta del parroco o del responsabile dell’ente ecclesiastico che attesti che l’associazione opera effettivamente presso quell’oratorio.

È possibile anche costruire un progetto insieme ad altri soggetti. In quel caso occorre indicare già nella domanda un capofila e, qualora il progetto venga finanziato, costituire formalmente un’Associazione Temporanea di Scopo, ATS, prima della sottoscrizione della convenzione con il Dipartimento.

C’è però una regola da tenere presente fin dall’inizio: ogni soggetto può presentare una sola istanza, sia individualmente sia in forma associata. Presentarne più di una può portare all’esclusione.

Per quali progetti si possono chiedere i soldi?

Non basta proporre genericamente «attività per i giovani». Sono finanziabili tre categorie di interventi.

La prima riguarda la formazione degli operatori che svolgono funzioni sociali ed educative negli oratori e negli altri enti ammessi. La seconda riguarda ricerche e sperimentazioni di nuove attività e metodologie educative e sociali, pensate per rendere più efficaci gli interventi. La terza, probabilmente quella che interessa più direttamente molte parrocchie, comprende progetti educativi, anche interdiocesani, che mettano insieme istruzione, formazione e attività sportiva, comprese attività scolastiche curriculari di educazione civica.

Il bando aggiunge una condizione generale: i progetti devono favorire l’integrazione tra sport ed educazione.

Una parrocchia che vuole partecipare, quindi, dovrebbe partire da ciò che già fa o da ciò che vorrebbe organizzare nel proprio territorio e trasformarlo in un progetto preciso: destinatari individuati, attività definite, tempi, costi, risultati che si intendono raggiungere e modalità con cui verificarli.

Questo è anche il motivo per cui non conviene preparare la domanda pensando soltanto al finanziamento massimo di 50mila euro. La Commissione valuterà la coerenza tra le attività proposte, il numero delle persone coinvolte e il denaro richiesto.

Come costruire un progetto che prenda più punti

La parte più utile del bando per una parrocchia che sta preparando la domanda è probabilmente la griglia di valutazione. Dice già, nero su bianco, che cosa cercherà la Commissione.

La valutazione ordinaria riguarda quattro aree.

Fino a 40 punti sono assegnati alla qualità della proposta. Il progetto viene premiato se prevede attività educative e formative destinate ai minori, alle persone con disabilità, se interviene contro stereotipi di genere, discriminazioni e violenza e se utilizza metodologie sportive innovative capaci di unire attività fisica, educazione non formale e supporto psicosociale. Ogni singola voce può valere fino a 10 punti.

Altri 20 punti riguardano reti e partenariati. Dieci possono arrivare dal coinvolgimento documentato di scuole e istituzioni locali, altri dieci dalla collaborazione con enti sportivi.

Griglia di valutazione — Avviso "Oratori 2026"
Criteri Descrizione Punteggio massimo 100
A Qualità della proposta Fino a max 40
a.1 Previsione di attività educative e formative destinate a minori di età 0/10
a.2 Previsione di attività educative e formative destinate a persone con disabilità 0/10
a.3 Progetto mirato a contrastare stereotipi di genere, discriminazioni e violenza 0/10
a.4 Progetto che prevede l'uso di metodologie sportive innovative, che uniscano attività fisica, educazione non formale e supporto psico-sociale 0/10
B Reti e Partenariati Fino a max 20
b.1 Progetto che prevede comprovato coinvolgimento con scuole e istituzioni locali 0/10
b.2 Progetto che prevede comprovato coinvolgimento con enti sportivi 0/10
C Impatto e Sostenibilità Fino a max 20
c.1 Capacità del progetto di proseguire anche dopo la fine del finanziamento 0/10
c.2 Presenza di indicatori chiari (quantitativi e qualitativi) per monitorare il successo e l'impatto del progetto 0/10
D Congruità economica Fino a max 20
d.1 Adeguatezza del preventivo finanziario rispetto alle attività previste e ai risultati attesi 0/10
d.2 Coerenza delle risorse da impegnare rispetto al numero di soggetti potenzialmente coinvolti 0/10
Punteggio premiale — fino a 30 punti aggiuntivi
+5 punti Presenza di due tipologie di attività di cui all'art. 6, lett. a, b e c
+15 punti Presenza di tutte e tre le attività di cui all'art. 6, lett. a, b e c
+5 punti Utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti digitali e multimediali
+10 punti Metodologie innovative di insegnamento (laboratori, workshop…) e utilizzo di simulazioni, sperimentazioni sul campo, giochi come strumenti educativi
© Silere non possum

 

La Commissione può poi attribuire fino a 20 punti per impatto e sostenibilità. Qui conta dimostrare che l’attività potrà continuare anche quando saranno terminati i soldi pubblici e indicare parametri concreti, quantitativi e qualitativi, con cui misurare il risultato del progetto. Altri 20 punti riguardano la congruità economica: il preventivo deve essere proporzionato a ciò che si vuole realizzare e al numero delle persone che saranno effettivamente raggiunte.

Il documento parla di una griglia con un massimo di 100 punti e prevede poi, separatamente, fino a 30 punti premiali. Cinque punti aggiuntivi vengono riconosciuti se il progetto comprende due delle tre tipologie di attività previste dal bando; quindici se le comprende tutte e tre. Altri 5 punti sono previsti per l’utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti digitali e multimediali e 10 punti per metodologie didattiche come laboratori, workshop, simulazioni, sperimentazioni sul campo e giochi utilizzati come strumenti educativi.

In termini pratici, quindi, una parrocchia ha interesse a evitare progetti isolati e generici. Un programma rivolto ai ragazzi che coinvolga una scuola del quartiere e una società sportiva, preveda l'inclusione di giovani con disabilità, utilizzi laboratori e attività sportive come strumenti educativi e stabilisca in anticipo come misurare frequenza, partecipazione e risultati parte già da una struttura molto più vicina ai criteri effettivamente utilizzati dalla Commissione.

PDF
Documento allegato
Bando 2026
Avviso pubblico per il sostegno e la valorizzazione della funzione degli oratori 2026

Che cosa bisogna preparare prima del 9 settembre

La piattaforma sarà guidata, ma arrivare al 9 settembre senza avere già predisposto i documenti rischia di far perdere tempo. La domanda deve essere accompagnata anzitutto da una relazione descrittiva del progetto. Deve contenere un cronoprogramma delle attività e indicare due referenti: uno per la comunicazione del progetto e uno per la parte amministrativa.

Serve poi un budget analitico, con il costo complessivo dell’iniziativa, l’importo che viene chiesto allo Stato e tutte le singole voci di spesa. Vanno dichiarati anche eventuali altri contributi pubblici o privati. Gli ETS e le ex Onlus devono allegare anche atto costitutivo e/o statuto. Se il progetto dispone già di un CUP, il Codice unico di progetto, deve essere prodotta la relativa documentazione. I documenti richiesti in questa fase non necessitano di firma digitale.

La piattaforma aprirà alle 12 del 9 settembre. Si entra con lo SPID del legale rappresentante, si compila la domanda, si effettua l’invio e si riceve la conferma dell’avvenuta trasmissione. Tutte le successive comunicazioni con il Dipartimento, comprese eventuali richieste di chiarimenti o integrazioni, passeranno dalla stessa piattaforma. La scadenza delle 12 del 9 ottobre è perentoria.

C’è anche un dettaglio che può diventare decisivo: in caso di parità di punteggio prevale l’ordine di arrivo delle candidature. Aspettare l’ultima mattina, quindi, non offre alcun vantaggio e può invece penalizzare il progetto.

Che cosa si può mettere nel budget

Il bando consente di inserire i costi strumentali necessari alla realizzazione del progetto, purché siano direttamente riconducibili alle attività.

Esclude invece esplicitamente i costi del personale già dipendente, l’acquisto di mezzi di trasporto, gli interessi bancari e le spese che non possano essere dimostrate con adeguati documenti contabili o che non siano immediatamente riferibili all’iniziativa finanziata.

È possibile prevedere una voce forfettaria fino al 10 per cento del contributo richiesto. Per questa quota non sono necessari singoli documenti giustificativi, fermo restando il limite indicato dal bando in sede di rendicontazione.

Per tutto il resto è bene organizzarsi fin dal primo giorno come se la rendicontazione dovesse essere controllata voce per voce, perché sarà esattamente così. Le spese devono essere realmente sostenute, coerenti con il budget, collocate temporalmente nel periodo del progetto, documentabili e tracciabili. Fatture e pagamenti dovranno riportare, nei casi previsti, il CUP del progetto.

PDF
Documento allegato
Testo del Decreto

Quando arrivano i soldi

Vincere il bando non significa ricevere immediatamente 50mila euro sul conto corrente. Una volta approvato il contributo, il beneficiario deve sottoscrivere digitalmente la convenzione con il Dipartimento entro 30 giorni dalla comunicazione, altrimenti decade dal finanziamento. I progetti dovranno partire entro febbraio 2027 e terminare entro il 31 dicembre 2027.

Il contributo viene corrisposto in tre momenti.

La prima tranche è pari al 30 per cento. La seconda, pari al 50 per cento, arriva dopo la presentazione di una relazione sullo stato di avanzamento e della documentazione che dimostri di avere sostenuto spese almeno pari al 30 per cento del contributo complessivo. Deve essere trasmesso anche un prospetto Excel dei giustificativi.

L’ultimo 20 per cento viene versato dopo la conclusione dell’iniziativa e la verifica della rendicontazione finale.

Entro 90 giorni dalla fine del progetto bisogna presentare una relazione che indichi gli obiettivi raggiunti, quanti e quali beneficiari siano stati coinvolti, le eventuali difficoltà incontrate e gli effetti prodotti sul territorio. Devono essere allegati il rendiconto finale, l’elenco dei giustificativi e la documentazione delle spese effettivamente sostenute e pagate con strumenti tracciabili. È prevista una sola proroga, per un massimo di altri 90 giorni, che deve essere motivata e richiesta al Dipartimento. Se alla fine il costo realmente sostenuto e rendicontato è inferiore a quello previsto, anche il contributo viene ridotto proporzionalmente.

Da dove dovrebbe partire una parrocchia

Chi vuole partecipare ha quindi ancora qualche settimana per lavorare sul progetto prima dell’apertura della piattaforma.

La prima cosa da fare è verificare subito la documentazione giuridica della parrocchia e del legale rappresentante. Poi occorre definire il progetto partendo dai criteri che saranno utilizzati per valutarlo: a chi è rivolto, che cosa verrà fatto, con quali soggetti del territorio, quanto costa, quanto durerà e come sarà possibile dimostrare alla fine che ha prodotto i risultati dichiarati.

Vale la pena contattare già ora scuole, Comuni, associazioni e realtà sportive se si intende coinvolgerli. Il bando parla di coinvolgimento comprovato, quindi una collaborazione semplicemente annunciata nella relazione non ha lo stesso peso di un rapporto che possa essere effettivamente documentato.

Il Dipartimento ha messo a disposizione 6,5 milioni di euro per questa specifica misura. Il bando ha una destinazione educativa e formativa e va distinto dall’altro intervento da 50 milioni di euro per le infrastrutture degli oratori nelle aree urbane più fragili, che segue una procedura diversa.

Per le circa ottomila realtà oratoriali presenti in Italia, dunque, il punto adesso è molto concreto: trasformare ciò che già viene fatto ogni giorno con bambini, adolescenti e famiglie in un progetto scritto bene, sostenibile nei costi e costruito secondo i requisiti fissati dal bando. Dal 9 settembre sarà possibile presentarlo allo Stato e chiedere fino a 50mila euro per realizzarlo.

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