Würzburg - Durante l'Assemblea Plenaria di primavera in corso a Würzburg, i vescovi cattolici tedeschi hanno eletto Mons. Heiner Wilmer, vescovo di Hildesheim, come nuovo presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK). Wilmer succede a Georg Bätzing, che ha guidato l'episcopato tedesco negli ultimi sei anni. Il 13 novembre scorso Wilmer è stato ricevuto da Leone XIV in una udienza privata di circa venti minuti.
Chi è Wilmer?
L'elezione è avvenuta nel contesto dell'Assemblea Plenaria di primavera, che si svolge dal 23 al 26 febbraio 2026 presso la Burkardushaus di Würzburg. L'assemblea, composta da 56 membri aventi diritto di voto, aveva tra i suoi punti principali all'ordine del giorno proprio la turnazione elettorale per la presidenza.
Heiner Wilmer, 64 anni, vanta un'importante esperienza internazionale. Nato nel 1961 a Schapen, nell'Emsland, Wilmer appartiene alla congregazione dei Dehoniani (Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù), una realtà ormai in rovina e segnata da profonde criticità. In Italia, la situazione è emblematica: rimangono solo pochi membri, anziani e intrappolati in un'ideologia sterile. Anziché dedicarsi al loro ministero sacerdotale, si improvvisano scrittori su blog che non sono letti da nessuno. I libri che hanno curato loro non trovano lettori. La loro casa editrice è fallita, riflettendo il declino generale della congregazione.
Prima della sua nomina a Vescovo di Hildesheim da parte di Papa Francesco nel 2018, ha ricoperto l’incarico di Superiore Generale del suo ordine a Roma dal 2015 al 2018, succedendo al portoghese José Ornelas Carvalho. Il suo percorso formativo include studi di teologia a Friburgo e romanistica a Parigi, oltre a un dottorato in teologia sulla filosofia di Maurice Blondel.

Posizioni riformiste e sfide future
La nomina di Wilmer rappresenta un segnale inquietante di continuità nel controverso percorso intrapreso dalla Chiesa in Germania. Il nuovo presidente si è distinto per posizioni discutibili su temi fondamentali. In passato, ha affermato che l'abuso di potere sarebbe radicato nel "DNA della Chiesa", sostenendo la necessità di una divisione interna dei poteri per affrontare il problema. Affermare che nella Chiesa esistano abusi di potere è un dato di fatto, ma dichiarare che siano parte del suo "DNA" è una considerazione sterile e grave. Questo riflette un atteggiamento allarmante, perché Wilmer stesso è parte della Chiesa. Persone come lui, e come Bätzing, devono spiegare come possano sostenere simili assurdità senza includere sé stessi nel giudizio.
Wilmer si è fatto notare per le sue posizioni su temi teologici e sociali particolarmente delicati, affrontandoli con un approccio che non manca di suscitare dibattito. Sul tema degli abusi sessuali, ha invocato una presa di responsabilità radicale da parte delle istituzioni ecclesiastiche, richiamandosi a pensatori critici come Eugen Drewermann per sottolineare la necessità di un cambiamento profondo. Per quanto riguarda il ruolo delle donne nella Chiesa, Wilmer ha espresso il bisogno di garantire loro una maggiore responsabilità dirigenziale, mantenendo aperta la possibilità dell'accesso ai ministeri ordinati. Sul celibato ha suggerito che l'obbligo universale del celibato per i chierici potrebbe essere riconsiderato, evidenziando come questa imposizione rischi di isolare i sacerdoti e di allontanarli dalla realtà delle comunità che servono.
Il contesto dell'elezione
L'elezione di Wilmer si inserisce in un momento particolarmente critico per la Chiesa tedesca, impegnata nell'attuazione delle risoluzioni del Cammino Sinodale e nella definizione degli statuti della futura Commissione Sinodale. Questa scelta, tuttavia, evidenzia come i vescovi cattolici in Germania siano ormai in netta minoranza, mentre il percorso verso una rottura con Roma sembra procedere senza possibilità di inversione. La paura dei vescovi di perdere il sostegno economico dei laici, che esercitano una forte pressione, appare determinante in questa dinamica. Roma, invece, dovrebbe intervenire con decisione, eliminando, come già auspicava Benedetto XVI, questo sistema di sovvenzioni alla Chiesa Cattolica in Germania. Una misura del genere potrebbe risolvere molte delle attuali criticità e riportare i vescovi realmente credenti a fare i vescovi e non i riformatori modaioli. Oltre all'elezione, l'Assemblea di Würzburg sta affrontando temi come il dialogo cristiano-musulmano, la situazione dei cristiani in Medio Oriente e le sfide del volontariato ecclesiale.
Il passaggio di consegne tra Bätzing e Wilmer inaugura una nuova fase per la Conferenza Episcopale Tedesca, chiamata a confrontarsi con le sfide poste da una società sempre più secolarizzata. Wilmer, a differenza di Bätzing, sembra coniugare una maggiore attenzione alla spiritualità con un costante focus sulle riforme strutturali. Il problema, però, resta quello di sempre: tentare di inseguire il mondo e cercare di leggere la Chiesa con le categorie del mondo.
G.B.
Silere non possum