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La verità su CL. Il bivio imposto: “non ci sono vie di mezzo” e la misura dell’appartenenza
Chiesa cattolica08 febbraio 2026

La verità su CL. Il bivio imposto: “non ci sono vie di mezzo” e la misura dell’appartenenza

Nella puntata diciassette dell’inchiesta su CL analizziamo il lessico con cui Davide Prosperi trasforma la “libertà” in un bivio senza sfumature e l’“obbedienza” in un dispositivo disciplinare: la domanda viene trattata come colpa, mentre don Giussani indicava la verifica personale come criterio dell’autorità.

Milano - «In questo delicatissimo momento, invito perciò tutti ad evitare ogni atteggiamento e presa di posizione che ostacoli l’obbedienza alla Chiesa e l’unità nelle nostre comunità». Con questa esortazione di Davide Prosperi si chiude (o forse no) la vicenda che ha visto il cardinale Kevin Farrell indirizzare alla Fraternità una lettera in data 10 giugno 2022, già ricostruita da Silere non possum nella scorsa puntata di questa inchiesta. Oggi, nella diciassettesima parte, ci soffermiamo sul lessico e sulla postura con cui Prosperi ha scelto di “accompagnare” l’ennesima missiva del Dicastero rivolta al movimento.

Occorre ricordare, infatti, che Prosperi ha ritenuto in questi anni pressoché imprescindibile premettere una propria lettera di “spiegazione” alle comunicazioni del Dicastero: e così, al già cospicuo numero di lettere del Dicastero, si sono regolarmente sommate le lettere accompagnatorie del presidente, secondo un copione ormai riconoscibile e che oggi torna a imporsi con rinnovato vigore nel movimento: Voi siete idioti, ora vi spiego io cosa vuole dire Tizio. Il punto non è la cura pastorale della comprensione, ma un preciso schema di gestione del senso: una pedagogia rovesciata, che presume l’inadeguatezza del destinatario e legittima, per ciò solo, il monopolio interpretativo di chi parla. È il medesimo modus agendi che taluni sembrano applicare con sistematicità lungo l’intero arco della vita dei membri del movimento, nella vita di fede, nella dimensione culturale e in quella politica. C’è il Referendum sulla Giustizia? Ecco il volantino: Ve lo spieghiamo noi cosa dovete votare, altrimenti voi siete idioti, mica lo sapete. Dinamiche di questo tipo, più di molte altre, permettono di cogliere la distanza tra abuso di coscienza e libertà. E non è un dettaglio che chi ha guidato il movimento fino al 2019 avesse esplicitamente eliminato questi passaggi, persuaso che ciascuno, nel proprio intimo e secondo la propria coscienza - nella quale non intendeva mettere bocca - sapesse, come fedele, che cosa fare.


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