Città del Vaticano - Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Santità Aram I, Catholicos della Santa Sede di Cilicia della Chiesa Apostolica Armena, all'inizio della visita della delegazione armena alla Chiesa di Roma. L'incontro si è articolato in un colloquio privato tra il Pontefice e il Catholicos, seguito dalla presentazione della delegazione, dallo scambio dei discorsi e dei doni, e da un momento condiviso di preghiera nella Cappella Urbano VIII. Nel suo discorso, il Papa ha sviluppato alcune linee di fondo che vale la pena ripercorrere.

Il filo paolino e l'«ecumenismo dei santi»

Aprendo con il saluto della Lettera agli Efesini, Leone XIV ha posto l'incontro sotto il segno dell'apostolo Paolo, sottolineando un legame quasi provvidenziale: Paolo nacque in Cilicia - la terra della Sede del Catholicos - e a Roma ricevette la corona del martirio. A Paolo, definito «l'Apostolo per eccellenza della comunione tra le Chiese», il Papa ha affidato il pellegrinaggio armeno a Roma. Il Pontefice ha poi richiamato la figura di san Nerses il Grazioso, Catholicos di Cilicia, considerandolo un «pioniere dell'ecumenismo». Particolarmente significativo è il riferimento alla sua recente inclusione nel Martirologio Romano, presentata dal Papa come esempio concreto di quell'«ecumenismo dei santi» che già unisce di fatto le due Chiese: la santità riconosciuta da entrambe le tradizioni diventa cioè un terreno di comunione che precede e accompagna il dialogo teologico.

Una relazione speciale, dal Medioevo al Concilio

Leone XIV ha collocato l'incontro all'interno di una storia lunga. Il Catholicosato di Cilicia, situato «al crocevia di popoli e culture diverse», ha da sempre una vocazione ecumenica verso Roma, particolarmente intensa nel Medioevo e rilanciata nel XX secolo, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II. Il Papa ha ricordato un dato storico: il Catholicos Khoren I fu il primo primate di una Chiesa ortodossa orientale a visitare Roma dopo il Concilio, già nel maggio 1967. Ampio spazio è stato dedicato al riconoscimento personale dello zelo ecumenico di Aram I: la sua partecipazione tra i fondatori del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, il suo ruolo di rilievo nel Consiglio Ecumenico delle Chiese, le sue numerose visite a Roma a partire dal gennaio 1997, durante la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani.

Il dialogo teologico: un appello a proseguire

Il passaggio centrale e più impegnativo del discorso riguarda la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, attiva dal 2003. Il Papa ha ricordato i tre documenti già pubblicati - sulla natura e missione della Chiesa, sulla comunione nella Chiesa primitiva e sui sacramenti - valorizzando il contributo dei delegati armeni. Qui Leone XIV ha lasciato emergere una nota di realismo, accennando a «recenti difficoltà» e auspicando che il dialogo prosegua «con rinnovato vigore». La motivazione che ne dà è il cuore teologico dell'intero discorso: non può esservi ristabilimento della comunione tra le Chiese senza unità nella fede. È un'affermazione che, pur nel clima cordiale dell'udienza, ribadisce che l'ecumenismo per il Papa non si riduce alla collaborazione fraterna ma punta all'unità dottrinale piena.

Il Libano e le Chiese del Medio Oriente

L'ultima parte del discorso si sposta sul piano umano e geopolitico. Il Papa ha legato la presenza di Aram I al Libano - Paese che ha sottolineato aver visitato «lo scorso dicembre» e descritto come «tanto caro al mio cuore» - sottolineandone la vocazione storica alla convivenza tra culture e religioni diverse, oggi nuovamente messa alla prova. Di fronte alle minacce all'unità e all'integrità del Paese, Leone XIV ha indicato un compito specifico delle Chiese: rafforzare i legami fraterni non solo tra i cristiani, ma anche con i fedeli delle altre comunità nella patria comune. Ha assicurato la sua preghiera quotidiana per il popolo libanese e per le Chiese del Medio Oriente, tema cui Aram I dedicherà una conferenza durante il soggiorno romano.

Verso la Pentecoste

Il Pontefice ha infine inquadrato l'incontro nell'imminenza della Solennità di Pentecoste, presentando la preghiera comune nella Cappella Urbano VIII come invocazione allo Spirito Santo perché conceda «il dono dell'unità», una pace duratura e il rinnovamento della faccia della terra.

Il programma della visita

Secondo la nota diffusa questa mattina dal Dicastero per l'Unità dei Cristiani, il Catholicos Aram I sarà presente in Piazza San Pietro mercoledì 20 maggio per l'udienza generale. Durante il soggiorno romano incontrerà il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e visiterà i Dicasteri per la promozione dell'unità dei cristiani, per il Dialogo Interreligioso e per le Chiese Orientali, oltre al Pontificio Collegio Armeno. È prevista anche una conferenza pubblica dal titolo «Le sfide delle Chiese nel Medio Oriente», che Aram I terrà al Pontificio Istituto Orientale il 19 maggio, insieme a momenti di preghiera in luoghi simbolo della fede: la Tomba di San Pietro, la Basilica di Santa Maria Maggiore e le statue di San Gregorio l'Illuminatore e di San Gregorio di Narek in Vaticano.

d.M.V.
Silere non possum

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