Città del Vaticano - Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato il Viaggio Apostolico di Papa Leone XIV in Francia dal 25 al 28 settembre prossimi. Il Pontefice, accogliendo l'invito del Capo di Stato, delle Autorità ecclesiastiche e del Direttore Generale dell'UNESCO, visiterà anche la sede dell'Organizzazione. L'annuncio è stato accolto con «grande gioia» dal cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi di Francia, che attualmente si trova in pellegrinaggio a Lourdes con 1500 fedeli della sua diocesi. «Lo speravamo, lo aspettavamo», ha dichiarato il porporato, sottolineando come fin dalla nomina del Papa fosse emerso un suo personale «interesse e attaccamento» per la Francia, per la sua storia e per le figure di santità che vi sono fiorite.

Una Chiesa tra rinnovamento e sfide

Il cardinale Aveline ha descritto una Chiesa francese che vive «realtà molto contrastanti e al tempo stesso molto belle». Da un lato, segni evidenti di rinascita: un numero crescente di giovani che scoprono Cristo e chiedono il Battesimo o la Cresima, l'aumento dei catecumeni, il fiorire dei pellegrinaggi e la rinnovata importanza dei santuari mariani. Tra i pellegrini a Lourdes, ha raccontato, molti sono giovani adulti al loro primo pellegrinaggio.

Dall'altro lato restano i nodi delicati: comunità anziane nelle zone rurali e la ferita della crisi degli abusi, anche sessuali, nella Chiesa. Una crisi che, secondo l'arcivescovo, è stata affrontata ma «non è finita»: resta «ancora molto lavoro da fare, molto rispetto da esprimere». La visita del Successore di Pietro è vissuta come un incoraggiamento a proseguire questo cammino e come una grazia da accogliere preparando i cuori all'ascolto.

La tappa all'UNESCO e il messaggio all'Europa

Particolare rilievo assume l'incontro previsto presso la sede dell'UNESCO. Il cardinale lo collega ai temi del rapporto tra fede e ragione - già al centro del viaggio di Benedetto XVI in Francia nel 2008 - e all'impegno triennale della Chiesa francese sull'educazione, intesa come terreno di confronto aperto anche a chi non condivide la fede cristiana. Infine, lo sguardo all'Europa. In un continente segnato dalla frammentazione e dal moltiplicarsi delle guerre, Aveline richiama l'esperienza della riconciliazione del secondo dopoguerra e l'intuizione cristiana di figure come De Gasperi, Adenauer e Schuman. Un'eredità da valorizzare, ha osservato, perché la testimonianza europea sulla forza della riconciliazione possa essere oggi un vettore di pace per il mondo intero.

Un invito che viene anche dallo Stato

Vale la pena sottolineare che l'invito al Papa non è giunto soltanto dalla Chiesa francese, ma anche dalle massime Autorità dello Stato. Il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha rivolto al Pontefice l'invito a recarsi in Francia, e Leone XIV lo ha accolto. Un dettaglio non secondario, se si considera che nei mesi scorsi qualche millantatore aveva alimentato la voce di rapporti tesi tra il Santo Padre e l'Eliseo, al punto da ipotizzare che il Presidente non intendesse riceverlo. La realtà, che smentisce questi disinformatori da social network, racconta l'esatto contrario: i rapporti sono buoni e il Papa ha accettato l'invito a visitare anche la sede dell'UNESCO. Questo viaggio si inserisce in una traiettoria che riporta progressivamente l'Europa al centro dell'attenzione del Pontefice: dopo Monaco, e con la Spagna attesa a giugno, è ora la volta della Francia. Un ritorno che non è casuale. L'Europa torna a essere meta privilegiata dei viaggi apostolici per una ragione precisa: è oggi un terreno che reclama una nuova evangelizzazione. Quelle che un tempo apparivano come terre di antica cristianità si rivelano, in realtà, le vere periferie da raggiungere e a cui annunciare nuovamente il Vangelo.

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