Assisi - Leone XIV ha dedicato l'intera mattinata di giovedì 6 agosto ad Assisi, in mezzo alle migliaia di giovani confluiti da tutta Europa per il “GO! Franciscan Youth Meeting 2026”, l'appuntamento promosso dagli Ordini francescani nell'anno dell'Ottavo Centenario della morte di San Francesco. Il Pontefice ha lasciato il Palazzo Apostolico alle 7.55, raggiungendo in auto l'eliporto vaticano; l'atterraggio nel campo sportivo “Migaghelli” è avvenuto alle 8.28.
Ad accoglierlo, insieme all'arcivescovo-vescovo di Assisi Mons. Felice Accrocca, le autorità civili del territorio: la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il prefetto di Perugia Francesco Zito, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il presidente della provincia Massimiliano Presciutti. Il corteo si è quindi spostato verso la basilica di Santa Maria degli Angeli, in Porziuncola, dove il Papa ha salutato la folla radunata nel piazzale prima di essere accolto dai tre ministri generali delle famiglie francescane: fra Massimo Fusarelli per i Frati minori, fra Carlos Alberto Trovarelli per i Conventuali, fra Roberto Genuin per i Cappuccini.

Nonostante il sito di Andrea Tornielli l’abbia definita una «visita pastorale», quella odierna non lo è stata affatto: né alla diocesi né alla città. Si è trattato, piuttosto, di una tappa costruita interamente attorno all’evento promosso dagli Ordini francescani. Il programma, concentrato nell’arco di una sola mattinata e concluso con il rientro in elicottero, ha avuto come unico centro la Porziuncola e i giovani lì convenuti.
Prima della Santa Messa, Leone XIV si è intrattenuto con i giovani radunati in piazza, rispondendo a tre domande. Alla croata Karolina, cresciuta nella spiritualità francescana a Zagabria, ha ricordato come nei Balcani la testimonianza cristiana abbia attraversato la guerra e il pericoloso intreccio fra appartenenza religiosa e nazionalismo, indicando nella purificazione della memoria e nella riconciliazione il compito attuale dei credenti. Al bolognese Giovanni, alle prese con il timore delle scelte definitive tipico di quella che ha chiamato la cultura del provvisorio, ha risposto che decidere per sempre non chiude in una gabbia, ma apre a un dinamismo più ampio; ha osservato che moltiplicare esperienze e contatti senza mai andare a fondo produce un costo umano alto, perché «il vuoto interiore è profondo». A Luigi, giunto da Paternò con la Gioventù Francescana di Sicilia e preoccupato per le contraddizioni interne alla Chiesa, il Pontefice ha risposto distinguendo fra il desiderio di Cristo sulla comunità dei credenti e le ferite prodotte dagli uomini che la abitano, richiamando l'immagine di Francesco mandato a riparare un edificio già allora fatiscente.

Al termine del dialogo, il Pontefice si è recato nel chiostro del convento per salutare i francescani lì riuniti e, all'interno dello stesso edificio, i vescovi presenti insieme ai membri del Comitato nazionale per l'Ottavo Centenario della morte di San Francesco.
Alle 10.22 ha presieduto, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, l'Eucarestia nella festa della Trasfigurazione.
Nell'omelia il Papa ha riletto l'episodio evangelico del Tabor come chiave d'accesso all'incontro assisano: gli apostoli, condotti in disparte, scoprono la gloria di Cristo non come uno spettacolo da fermare nel tempo, ma come un invito a entrare nella storia e a scriverne pagine nuove. Ha richiamato la formula con cui Francesco accolse il Vangelo senza sconti, la cosiddetta lettura sine glossa, e ha citato la propria enciclica Magnifica humanitas sul compito che ogni generazione riceve in eredità. Ha esortato i giovani a farsi carico della sofferenza altrui invece di custodire una distanza di sicurezza dalle ferite del prossimo, riprendendo un'espressione di Papa Francesco tratta da Evangelii gaudium, e ha giocato sul titolo stesso del raduno: «Go! Andate! O meglio ancora: andiamo!». L'omelia si è chiusa con la recita per intero della preghiera per la pace attribuita a Francesco.

Terminata la celebrazione, Leone XIV è entrato per un breve momento di preghiera silenziosa nella Porziuncola. Congedatosi dalle autorità che lo avevano accolto al mattino, ha lasciato Assisi in elicottero alle 12.16 facendo rientro in Vaticano.



