Domenica
9 agosto 2026
Anno V
QUOTIDIANO INTERNAZIONALE INDIPENDENTE
Domenica, 9 agosto 2026 · Anno V
Pagliarani risponde a Leone XIV, ma a Écône non cambia nulla
Città Del Vaticano30 giugno 2026

Pagliarani risponde a Leone XIV, ma a Écône non cambia nulla

Il Superiore Generale della Fraternità San Pio X replica all'appello del Papa con toni filiali e chiede a Roma «di prendere il tempo necessario». Le quattro consacrazioni episcopali restano fissate per la mattina del 1° luglio.

Città del Vaticano - A poche ore dalla pubblicazione della lettera con cui Leone XIV ha rivolto un accorato appello alla Fraternità Sacerdotale San Pio X perché non proceda alle annunciate consacrazioni episcopali di Écône, fissate per la mattina del 1° luglio, il Superiore Generale dei lefebvriani ha fatto pervenire al Pontefice la propria risposta.

Il tono è filiale e deferente. Pagliarani si dice «toccato» dalla sollecitudine paterna del Papa e ribadisce il «desiderio sincero di servire la Chiesa», respingendo ogni intenzione di separarsi da Roma. Ma la sostanza della missiva rovescia con cura l'immagine centrale del messaggio pontificio. Là dove Leone XIV aveva ammonito che «lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità», il Superiore Generale rivendica come «preciso dovere» della Fraternità proprio quello di «ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico».

Su questo capovolgimento si regge l'intera argomentazione. Pagliarani sostiene che il fatto stesso di essere interpellato «come un padre a suo figlio» dimostri che la Fraternità non sia scismatica, e ne fa la prova dell'atteggiamento benevolo della Santa Sede. Richiama poi le testimonianze di monsignor Vitus Huonder, ora defunto, e di monsignor Athanasius Schneider sullo «spirito profondamente cattolico» della Fraternità, e invoca le «migliaia di anime» riportate alla pratica religiosa grazie al suo apostolato. La conclusione è una richiesta precisa al Papa: «prendere il tempo necessario per questo discernimento».

L'appello pontificio domandava un passo indietro. La risposta domanda a Roma di attendere. In mezzo restano le quattro consacrazioni, ancora in calendario nel medesimo seminario di Écône dove il 30 giugno 1988 Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza mandato pontificio, dando origine allo scisma. La lettera si chiude senza alcun atto di sottomissione e con una sola domanda al Pontefice: «Per favore, ci benedica».

In sostanza, nulla cambia. Dietro la cortesia filiale e l'abbondanza dei convenevoli, la Fraternità non concede nulla e tira dritto: continua a fare ciò che ha deciso, lasciando al Papa la sola parte di chi supplica.

PDF
Documento allegato
Documento allegato 1
SOSTIENI SILERE NON POSSUM

Se questo articolo è online, è anche grazie al tuo sostegno.

Silere non possum sceglie di rendere accessibili gratuitamente gran parte delle proprie inchieste e dei propri contenuti, perché il giornalismo indipendente deve poter raggiungere tutti.

Sostenere il nostro lavoro significa permetterci di continuare a verificare, raccontare e pubblicare ciò che altri preferirebbero restasse nascosto.

SOSTIENICIABBONATI
Articoli correlati
Leone XIV in Francia: il programma del viaggio apostolico
Città Del Vaticano
Leone XIV in Francia: il programma del viaggio apostolico
Leone XIV accelera sulla comunicazione: incontro con Alvarado per cambiare Palazzo Pio
Città Del Vaticano
Leone XIV accelera sulla comunicazione: incontro con Alvarado per cambiare Palazzo Pio
La nuova Legge fondamentale di Leone XIV: che cosa cambia in Vaticano
Città Del Vaticano
La nuova Legge fondamentale di Leone XIV: che cosa cambia in Vaticano