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Da Norcia una speranza anche per Gaza
Chiesa cattolica12 luglio 2026

Da Norcia una speranza anche per Gaza

Nel giorno di San Benedetto, il cardinale Pierbattista Pizzaballa riceve il premio internazionale per la pace e affida alla città ferita dal terremoto il desiderio dei giovani israeliani e palestinesi: voltare pagina e ricostruire l’uomo.

Norcia - Il mese scorso, tra ciò che resta dell'Università pubblica di Gaza, un giovane studente ha condiviso con il cardinale Pierbattista Pizzaballa un desiderio: «Non vogliamo più la violenza». Ieri, 11 luglio 2026, festa liturgica di San Benedetto, il Patriarca di Gerusalemme dei Latini ha portato quelle parole a Norcia, città che di distruzione e ricostruzione ne sa qualcosa. Qui ha ricevuto la prima edizione del Premio internazionale San Benedetto da Norcia, dedicata quest'anno alla pace.

Il simbolo scelto per l'occasione dice già tutto. L'opera consegnata al porporato, realizzata dall'artista Andrea Roggi, è ancorata a una pietra recuperata dalle macerie del terremoto del 2016: da un mondo lacerato si leva un volo di rondini, immagine che la tradizione lega alla figura del Patriarca del monachesimo occidentale. Una pietra di Norcia che parla a Gerusalemme, e viceversa.

© Arcidiocesi Spoleto - Norcia

Il parallelo tra due ricostruzioni

È stato lo stesso Pizzaballa a esplicitare il legame tra la città umbra e la Terra Santa. «La guerra, specie a Gaza, ha devastato il tessuto sociale, la vita delle famiglie e delle comunità. La ricostruzione di tutto ciò richiederà molto tempo. Noi non abbiamo istituzioni, non si sa a chi fare riferimento, non si sa chi decide», ha detto nel Teatro civico. «Dalla vostra esperienza di terremotati riporto con me in Terra Santa la volontà della popolazione di rimanere e ripartire, certi che poi le vie si trovano».

Il francescano cardinale ha descritto un Medio Oriente sospeso: «I vecchi equilibri non ci sono più, i nuovi non ci sono, la transizione sarà lunga». E ha aggiunto: «Abbiamo bisogno del metodo di San Benedetto per creare i fondamenti per la ricostruzione dell'uomo nella sua integralità». Un metodo che non rimuove il conflitto ma lo attraversa: «Il conflitto non lo dobbiamo cancellare, anzi va spiegato nelle scuole e dire che si può fare in modo diverso».

Accanto all’incontro con lo studente di Gaza, il Patriarca ne ha raccontato un altro: un convegno a Tel Aviv con circa diecimila ragazzi israeliani che hanno gridato «dobbiamo voltare pagina, questa non è la strada». Pizzaballa ha concluso: «Gli architetti della ricostruzione ci sono. Ma il processo sarà lungo. Il nostro compito è tenere le porte aperte a tutti, senza giudicare: stiamo vivendo una lunga notte che sembra non finire mai. Abbiamo però tante luci che la illuminano».

© Arcidiocesi Spoleto - Norcia

Le liturgie del mattino

La giornata per la comunità diocesana era iniziata alle 9 nell'Abbazia di San Benedetto in Monte, con la celebrazione eucaristica presieduta da padre Cassian Folsom, OSB, alla quale ha assistito l'arcivescovo Renato Boccardo. Nell'omelia, l'Abate Benedetto Nivakoff, OSB, è partito dal capitolo 4 della Regola, dove Benedetto esorta a tenere «innanzi agli occhi la morte, come fosse per venire». «Oggi, invece, al posto della speranza il mondo propone l'ego, tutto è ottenibile a basso prezzo e la morte viene sempre più allontanata», ha osservato Nivakoff. «Essere cristiani non vuol dire avere tutte le risposte, ma sapere di essere amati da Dio. Il peccato diventa il luogo dove incontriamo Dio e dove attendiamo il suo perdono».

Alle 11, il Pontificale nella Basilica di San Benedetto, presieduto dall’arcivescovo Boccardo e concelebrato da una ventina di sacerdoti diocesani e religiosi, animato nel canto dalle monache benedettine di alcuni monasteri del centro Italia, accolte dalla badessa di Norcia madre Caterina Corona. L'Arcivescovo ha letto la vicenda di Benedetto come risposta a una chiamata, non come fuga: il Santo si allontana dalla vita pubblica «non per paura, ma perché ascolta una voce misteriosa che gli parla al cuore». E ha consegnato all'assemblea la formula che riassume la portata civilizzatrice della Regola: «Bisognava che l'eroico diventasse normale, e che il normale diventasse eroico».

Il pomeriggio in città

Dopo una sosta nell'Abbazia in Monte, alle 16.30 il Cardinale Pizzaballa è giunto nella piazza principale, accolto dal sindaco di Norcia e dalle autorità civili e militari, poi in Basilica dall'Arcivescovo e dal clero. Monsignor Boccardo ha ripercorso per l'ospite gli ultimi dieci anni dell'edificio: dalla distruzione del sisma del 2016 alla riapertura al culto dello scorso 31 ottobre. Sono seguiti la visita al Palazzo Comunale e la cerimonia al Teatro civico, dove con il Patriarca hanno alcuni giornalisti e una ragazza in rappresentanza dei giovani di Norcia. I momenti musicali sono stati affidati alla cantante Miriam Toukan, al chitarrista Idan Toledano, al coro di voci bianche "Discanto" e all'orchestra "Trio PAX".

A chiudere la giornata, il concerto della Banda della Polizia di Stato in Piazza San Benedetto, alla presenza del Cardinale.

© Arcidiocesi Spoleto - Norcia

Verso il 2027

Il Premio ha già un futuro: il tema scelto per la seconda edizione è il lavoro. La commissione, di cui fanno parte anche don Luca Gentili e dom Placido Alberti, si riunirà a breve per un bilancio della prima edizione e per individuare la figura a cui assegnarlo.

p.A.B.
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