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Perché l'arcivescovo di Vercelli indossa il rosso cardinalizio?
02 agosto 2026

Perché l'arcivescovo di Vercelli indossa il rosso cardinalizio?

Nella solennità di Sant’Eusebio, monsignor Marco Arnolfo ha indossato l’abito corale rosso riservato ai cardinali, secondo una prerogativa concessa alla sede vercellese dai tempi di sant’Alberto Avogadro.

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L'arcivescovo di Vercelli, Marco Arnolfo, ha diritto a indossare il rosso cardinalizio: una prerogativa che la sede vercellese custodisce da oltre otto secoli. Sabato 1° agosto, giorno della solennità di Sant'Eusebio, patrono della città e dell'arcidiocesi, monsignor Arnolfo ha concelebrato la messa pontificale in duomo con l'abito corale nel colore normalmente riservato ai soli porporati. 

Che cos'è la porpora cardinalizia

Nella tradizione liturgica cattolica il rosso porpora identifica il rango cardinalizio. Lo si riconosce nella zimarra, nella fascia, nello zucchetto e nella berretta dei cardinali, distinti così dal paonazzo, il violaceo proprio dei vescovi ordinari. Pochissime sedi episcopali nel mondo, per ragioni storiche particolari, hanno ottenuto nel corso dei secoli l'autorizzazione a impiegare la medesima tonalità pur senza il titolo cardinalizio: tra queste figura Vercelli, dove il diritto vale entro i confini della propria arcidiocesi e in occasione delle solennità principali dell'anno liturgico.

Le radici medievali del privilegio dell'arcivescovo di Vercelli

L'origine della concessione risale ai primi anni del Duecento, agli anni dell'episcopato di Alberto Avogadro, che resse la diocesi di Vercelli dal 1185 al 1205. Presule colto e abile mediatore, compose la pace tra Milano e Pavia nel 1194 e tra Parma e Piacenza nel 1199, e riformò la vita dei canonici di Biella. Fu nel corso del suo governo pastorale che ottenne, per sé e per i successori sulla cattedra vercellese, la facoltà di vestire la porpora, appannaggio consueto dei soli cardinali, in determinati giorni dell'anno. Nel 1205 papa Innocenzo III lo elesse patriarca di Gerusalemme; ad Alberto si deve pure la prima regola scritta donata ai Carmelitani. Cadde assassinato nel 1214 e la Chiesa lo venera come santo, con memoria liturgica il 14 settembre.

La concessione, ottenuta da un singolo vescovo, si tramandò ai successori sulla cattedra di Sant'Eusebio, attraversando i secoli e i mutamenti dell'assetto ecclesiastico piemontese. Quando, nel 1817, papa Pio VII elevò Vercelli a sede metropolitana con la bolla Beati Petri, la prerogativa restò legata alla cattedra episcopale stessa, e ha continuato a essere esercitata dagli arcivescovi succedutisi fino a oggi.

Il rosso cardinalizio oggi

L'impiego concreto della porpora da parte dell'arcivescovo di Vercelli resta circoscritto a poche occasioni solenni, la principale delle quali è proprio la festa patronale di Sant'Eusebio, primo vescovo della città, celebrata ogni anno il 1° agosto. Quest'anno la messa pontificale in duomo, presieduta da monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ha visto monsignor Arnolfo concelebrare insieme ai vescovi della metropolia eusebiana, con l'abito corale nel colore cardinalizio.

Nella storia della Chiesa si contano altri casi analoghi, come quello della sede patriarcale di Venezia o dell’arcidiocesi di Udine, storicamente titolari di concessioni simili legate al colore delle vesti liturgiche.

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