"Educare i bambini all'indifferenza sessuale è paragonabile alla pedofilia di Stato" le gravi affermazioni del deputato Sgarbi sulla legge Zan. Ancora oggi, nel 2021, mi ritrovo ad aprire twitter, il giorno di Pasqua, e vedere in tendenza "Sgarbi". Mi domando: cosa avrà mai fatto questa volta? Siamo abituati ormai a vederlo protagonista di innumerevoli pagliacciate, una più una meno non cambierà la storia, mi dico. Oggi in parlamento non sarà andato, è Pasqua. Avrà tolto la mascherina in aula? Avrà offeso qualcuno? Sarà stato portato via di peso dal personale della camera dei deputati?. No, per fortuna no. Peggio. Lo ritrovo in un video sui social in cui parla della legge Zan. Oggi sceglie di buttarsi in pasto ai social con il solo intento di schernire la famiglia Lucia-Ferragni. Non ho ben capito se gli ha fatto schizzare il sangue al cervello il fatto che siano più seguiti di lui o cos'altro. Sono più le volte che si rivolge a loro che quelle in cui parla realmente della legge (della sua legge non del testo che è stato approvato alla camera).

Pedofilia e omosessualità: ancora una volta insieme

Ciò che però mi fa imbestialire è che, ancora una volta, un cattolico come Sgarbi, utilizza il termine omosessualità e/o orientamento sessuale, scambiandolo con quello di pedofilia e dica una serie di inesattezze sia sul piano psicologico sia per quanto riguarda una legge che oramai, mi viene spontaneo concludere, non credo sia stata neppure letta da questi soggetti.

La retorica del  "I bambini non si toccano".

Nuovamente si sceglie di attaccare questa legge tirando in mezzo i bambini. In questo Paese i bambini non importano a nessuno. Durante la pandemia sono stati le prime zavorre ai piedi che non si sapeva dove piazzare. Abbiamo visto un via vai di genitori nei talk show che non si chiedevano: "Come farò a spiegare a mio/a figlio/a cosa stiamo vivendo?" ma piuttosto: "E ora come faccio con questi a casa?". Negli anni, la loro formazione non viene affatto curata. Gli investimenti sulla loro istruzione sono sempre meno. Le politiche sociali per la protezione dei minori dai caregiver violenti sono pari a 0 in molteplici regioni.  In famiglia vengono picchiati ma lo Stato non fa nulla per proteggerli dalle madri e dai padri violenti. Tutto va bene così.

Però quando c'è da parlare di GHEY. Guai! Nessuno tocchi i bambini. Ma tutto bene?

I partiti che ora si oppongono alla Legge Zan, fra cui quello di Sgarbi, sono quelli che hanno infangato tutta la categoria degli assistenti sociali e dei magistrati, per via di un caso come quello delle case famiglie in Emilia Romagna e oggi parlano di tutelare i bambini? Tutelarli da che cosa? Dalla civiltà? O è forse il caso di tutelarli da gente come loro?!

Sgarbi dice che questa legge insegnerebbe ai minori di anni 14 ad "essere indifferenti al sesso". Ma quale testo di legge ha letto? Rendiamoci conto che il deputato Vittorio Sgarbi sta dicendo un sacco di inesattezze su una legge che avrebbe dovuto studiare perchè è stata approvata dalla camera dei deputati, di cui lui fa parte, il 04 novembre 2020. 

Legge Zan - Testo

L'unico richiamo che viene fatto dalla legge all'apparato educativo-scolastico è il seguente:

"In occasione della Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia sono organizzate cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1. Le scuole, nel rispetto del piano triennale dell'offerta formativa di cui al comma 16 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del patto educativo di corresponsabilità, nonché le altre amministrazioni pubbliche provvedono alle attività di cui al precedente periodo compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica."

Ovvero si chiede che le scuole, nella giornata dedicata:

promuovano "la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione."<

Dove sarebbero questi indottrinamenti? Questi libri gender? Questa indifferenza sessuale? Questa pedofilia di Stato?

Mai si fa riferimento a ciò che riferisce Sgarbi. 

Il deputato afferma anche che che lui e la sua generazione hanno conquistato la loro libertà sessuale "ovviamente" cit. trasgredendo a ciò che era loro imposto da famiglia e scuola, ovvero la morale "unica, quella cristiana".

Caro Vittorio, proprio per questi motivi, dovrebbe invece auspicare che le nuove generazioni, vengano educate alla sessualità e non debbano "trasgredire" a precetti assurdi. Avere qualcuno, esperto, che insegna ai bambini a non spaventarsi davanti a certe scoperte, dovrebbe essere una conquista e non qualcosa da cui difendersi. Non possiamo pensare di far crescere i giovani senza avere alcuna conoscenza della loro sfera affettivo-sessuale e poi fare le loro prime scoperte quando il parroco al catechismo dice loro che è peccato toccarsi. Per poi vivere i primi 15-17 anni di vita con l'ansia di essere maledetti da Dio perché si sono masturbati. Vogliamo progredire oppure no?<

"Pedofilia di Stato"

Sgarbi parla di "pedofilia di Stato" perchè, lui sostiene, che con questa legge si andrebbe ad insegnare ai bambini che cosa è il sesso, il genere ecc...

Affermazioni gravissime. Tralasciando il fatto che non è assolutamente vero quanto afferma, ma Sgarbi è consapevole di cosa sia la pedofilia? La pedofilia è una malattia che viene diagnosticata a quei soggetti che hanno eccitazione perdurante per i bambini o le bambine. Per il pedofilo il minore è l'oggetto sessuale.

Qui stiamo parlando di educazione e di istruzione.

Sarebbe forse il caso di studiare prima di parlare, no?

Poi continua facendo affermazioni sconnesse e asserendo: “Può essere bisessuale, può non capire bene”.

Ovvero? La persona bisessuale sarebbe un soggetto che non ha le idee chiare? Questa è la dimostrazione che questa legge è ESSENZIALE ed è soprattutto FONDAMENTALE l’educazione scolastica perché sul tema, anche la classe politica, è ignorante. Completamente ignorante!

I continui riferimenti, che ormai hanno veramente stancato e non fanno neppure più notizia, al fatto che questa legge andrebbe a “imporre l’omosessualità” sono sterile retorica inconsistente. Queste persone, i cattolici soprattutto, dovrebbero capire che l’orientamento sessuale non è una cosa che si impone o si sceglie.

Arriva addirittura a criticare Federico Lucia e Chiara Ferragni perché “chiedono di calendarizzare la LEGGE Zan al presidente della commissione giustizia”Che grave pretesa, vero? Forse Sgarbi, come tutti gli altri che stanno in quei seggi, dovrebbero ricordare che è loro dovere legiferare su questioni di particolare urgenza come queste. È diritto dei cittadini chiedere che svolgano il lavoro per cui sono stati votati. Forse questo, nel bel Paese, si è dimenticato da tempo. Troppo occupati a urlare e dare spettacolo in aula, quando sono presenti (il che non è scontato).

Urgente intervenire

Che sia urgente legiferare lo ricorda l’ONU e anche il Consiglio d’Europa che hanno ribadito come, sopratutto con le restrizioni a motivo della pandemia, le violenze sulle persone omosessuali siano aumentate a dismisura. Anche l’alto rappresentante delle Nazioni Unite per i diritti umani è intervenuta sul tema.

La legge Zan non fa altro che andare ad aggiungere agli artt. 604-ter, 604-bis del codice penale e 90-quater del codice di procedura penale, le parole “fondato sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. In modo che fra le persone in condizioni di particolare vulnerabilità vengano annoverate anche queste. Perché? Perché oggi nel nostro Paese c’è bisogno di una legge che tuteli queste persone. I numeri parlano chiaro e i giornali ogni giorno riportano aggressioni a sfondo omofobo. Questo non è più tollerabile.

Lo ricorda anche l’Agenzia Europea per i diritti umani nell’ultimo report del 2020.

Le femministe contro i gay?

Citare poi la femminista Izzo per dire che questa legge non vada attuata è solo l’ennesima conferma che tale tutela serve ed è urgente. La professoressa, infatti, è una di quelle femministe (chiamiamola così) la quale sostiene “che le donne trans non sarebbero da considerarsi per la loro identità di genere, ma per il sesso biologico”. Nella sua lettera cita addirittura la scrittrice J.K. Rowling che ha palesemente preso una posizione di non accoglienza delle persone transgender.

Mi spiace dover ricordare alla dottoressa Izzo che le battaglie condotte in questi anni dalle vere femministe sono lotte per la parità e non per la superiorità. Per questo motivo ognuno ha il diritto di essere considerato come si sente e, nel 2021, non possiamo tollerare che vi siano donne che si sentano discriminate perché qualcuna non si sente tale. Questo Paese deve raggiungere livelli di rispetto e di uguaglianza che non verranno conquistati spostando il peso sull’altro piatto della bilancia. Non possiamo ammettere che ci siano persone che, discriminate, ora si sentano in dovere di dover discriminare. La Izzo e tutte le sue colleghe imparino il rispetto e studino la differenza fra quello che è il sesso biologico e l’identità di genere.

Facciamo chiarezza

Ci sono dei termini che molto spesso sono utilizzati, da Sgarbi oggi, ma anche da molti altri, senza conoscerne neppure il significato. 

Sesso

Il sesso biologico di appartenenza è determinato delle caratteristiche genetiche, ormonali e anatomiche che definiscono l’appartenenza al sesso maschile, femminile o a una condizione intersessuale.

Per “intersessuale” intendiamo quella serie di condizioni per cui non è possibile determinare in modo univoco se l’individuo è maschio o femmina. Come spiega, Anne Fausto-Sterling, più di una persona su 100 presenta caratteristiche intersessuali. Secondo l’Intersexual Society of North America, invece, l’impossibilità di determinare il sesso alla nascita coinvolge circa un nato su 1500. Questo ci fa comprendere chiaramente che in natura sono evidentemente previste condizioni della sessualità non dicotomiche. Quindi potremmo chiederci: è giusto che questo sesso venga assegnato dal medico? È giusto che sia assegnato dal genitore? Ecc…

Identità di genere

Mentre il sesso biologico è determinato dalla natura ed è in qualche modo “oggettivo”, il genere e la costruzione di una relativa identità sono concetti determinati da diverse variabili psicologiche.<

Facciamo riferimento, con questo termine, al senso di appartenenza di una persona a un genere con il quale essa si identifica. Secondo la filosofa americana Judith Butler: “Il genere è una copia di cui non esiste l’originale”.

L’identità di genere non deriva necessariamente da quella biologica della persona e non riguarda l’orientamento sessuale.

Quando il vissuto soggettivo è differente rispetto al sesso biologico di appartenenza si parla di disforia di genere. Un termine che non amo, ma è quello usato in campo psichiatrico ed è già stato migliorato dal DIG che ora è in disuso. Una condizione che nella stragrande maggioranza dei casi, è fonte di grandissima sofferenza psicologica.

Orientamento sessuale

Qui non ci si sofferma esclusivamente sul soggetto in prima persona, come per le altre tre, bensì sul legame tra il soggetto e gli altri. L’orientamento sessuale, infatti, può essere definito come la direzione stabile e prevalente dell’attrazione affettiva e/o sessuale verso le altre persone. Parleremo di eterosessuale quando la persona ha attrazione verso chi ha un sesso differente dal proprio, omosessuale chi ha tale attrazione verso persone dello stesso sesso di appartenenza, bisessuale chi non distingue una prevalenza dell’una o dell’altra attrazione nella propria esperienza, asessuale è la totale assenza di attrazione verso qualsiasi genere/sesso.

Parliamo di pansessualità/polisessualità in riferimento a quelle persone che rigettano le definizioni “rigide” correntemente utilizzate per la sessualità umana,

La pansessualità è adottata da quelle persone che considerano di poter essere attratte da una persona indipendentemente dal suo sesso o genere, mentre la polisessualità viene adoperata dalle persone che ritengono di poter essere attratte da persone di sesso e genere diverso, ma rifiutano la netta divisione tra sesso maschile e sesso femminile.

"Educare i bambini all'indifferenza sessuale è paragonabile alla pedofilia di Stato" 

è l'ennesimo scivolone di Vittorio Sgarbi che sminuisce un problema (una patologia) serio quale la pedofilia, paragonandolo all'orientamento sessuale delle persone.

La legge Zan non andrà ad educare all'indifferenza ma piuttosto alla consapevolezza, che è ben diverso, caro Vittorio. Forse è il caso di smetterla di utilizzare la paura e l'ignoranza della gente per continuare a discriminare le persone che sono "diverse" da noi.

F.P.

Silere non possum