Montserrat - Concluso il momento toccante ed emozionante vissuto al Centro penitenziario Brians 1, dove il Santo Padre si era recato in mattinata, Leone XIV si è trasferito in auto e, lungo l'ultimo tratto di salita, a bordo di un golf-cart, all'Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, per la preghiera del Santo Rosario. Una tappa attesa, che ha portato il Successore di Pietro nel cuore spirituale della Catalogna.
Il monastero di Santa Maria de Montserrat è una delle abbazie più importanti e venerate del cattolicesimo europeo. Adagiato sulle pareti dell'omonima montagna a pochi chilometri da Barcellona, è retto da una comunità di monaci benedettini e custodisce l'immagine della Mare de Déu, la Vergine bruna che i catalani chiamano affettuosamente la Moreneta, patrona della Catalogna. Tra le sue mura risuonano da secoli le voci dell'Escolanía, la più antica scuola di canto d'Europa, e proprio qui, nel 1522, sant'Ignazio di Loyola depose le proprie armi di cavaliere al termine di una notte di veglia, dando inizio a una nuova vita al servizio di Cristo. È un luogo dove devozione, cultura e storia monastica si intrecciano da quasi mille anni.
L'accoglienza secondo la regola di san Benedetto
Al Suo arrivo, mentre rintoccavano le campane, il Papa è stato accolto nell'atrio antistante la Basilica dal Vescovo della Diocesi di Sant Feliu de Llobregat, S.E.R. Mons. Xavier Gómez i Garcia, O.P. e dal Padre Abate del Monastero, Dom Manel Gasch i Hurios OSB. Ad attenderlo c'erano anche circa mille bambini, segno di una Chiesa che guarda al futuro con speranza.
All'ingresso della Basilica, Leone XIV ha baciato la croce e ha asperso i fedeli con l'acqua benedetta. Secondo l'insegnamento di san Benedetto, che nella sua Regola comanda di accogliere ogni ospite come Cristo stesso, l'Abate gli ha lavato le mani in un gesto antico di ospitalità monastica. Il Papa si è quindi diretto alla Cappella del Santissimo Sacramento per un momento di raccoglimento, prima di raggiungere il presbiterio.
Dopo una breve introduzione del Vescovo di Sant Feliu de Llobregat e le parole di benvenuto del Padre Abate, è stata recitata la preghiera del Santo Rosario, alla quale hanno partecipato circa settemila fedeli.
Deporre le corazze del cuore
Conclusa la preghiera, il Santo Padre ha preso la parola ricordando con commozione gli anni trascorsi come parroco a Trujillo, in Perù, in una comunità intitolata proprio a Santa Maria di Montserrat: «La Moreneta mi ha sempre accompagnato», ha confidato, ringraziando la Catalogna per la sua fede. Ai piedi della Vergine ha voluto affidare, fiducioso nella sua intercessione materna, il proprio servizio petrino e la missione di una Chiesa che «grida chiedendo giustizia e pace».
Il cuore della meditazione è stato l'invito mariano di Cana, «Fate quello che vi dirà», letto dal Pontefice come un autentico programma di vita cristiana: Maria conduce a Cristo e insegna a obbedire alla sua parola, fino al comandamento dell'amore reciproco «come io ho amato voi». Gesù - ha spiegato - smaschera la violenza che si annida nelle parole e negli atteggiamenti: la critica che umilia, la condanna che distrugge, l'aggressività che divide. È una violenza che spesso si traveste da «armatura», con cui si cerca di proteggere ferite, paure e ingiustizie subite.
Di fronte alla Moreneta, che mostra il Bambino Gesù indifeso in grembo, Leone XIV ha invitato i fedeli a deporre «le corazze che hanno indurito poco a poco il cuore». Il Bambino non porta armature, ha osservato, e sarà Lui stesso a spogliarsi totalmente sulla croce, salvando il mondo «con la forza disarmata e disarmante dell'amore». Riprendendo san Paolo, il Papa ha esortato a rivestirsi unicamente delle «armi di Dio»: la verità, la giustizia, la fede, la salvezza, la parola dello Spirito.
Significativo l'appello finale, che intercetta temi cari alla sensibilità contemporanea: rinunciare alle parole offensive, al giudizio affrettato, alle maldicenze e alle calunnie, imparando a custodire l'amore in famiglia, sul lavoro, «nei social network, nelle discussioni politiche e nelle comunità cristiane», perché l'odio lasci spazio alla speranza e alla pace. Il discorso si è chiuso con l'omaggio poetico alla Vergine, «Principessa» per i catalani e «tutto l'amore» per la Spagna e per il mondo intero.

Dal balcone dell'abbazia
Dopo la benedizione apostolica, il canto del Salve Regina e il Virolai, l'inno mariano caro alla devozione catalana, il Santo Padre si è ritirato per un breve momento di raccoglimento nella Cappella della Vergine. Si è quindi affacciato al balcone dell'Abbazia per salutare i fedeli raccolti sulla piazza.
Visibilmente partecipe, ha ringraziato per «questa bellissima manifestazione di fede» e ha tracciato un bilancio della gioia vissuta lungo il viaggio: prima Madrid, poi Barcellona e la Catalogna, infine le Canarie, «tutta la Spagna piena di fede, di amore». Ha avuto parole di gratitudine per la Catalogna, capace di accogliere e integrare «in un'unica famiglia» persone provenienti da altri Paesi, e per la comunità monastica che apre le porte a tutti i pellegrini. Il pensiero conclusivo è andato ancora a Maria, donata da Gesù come Madre dalla croce, «espressione di amore materno che ci accompagnerà sempre».
Il pranzo con la comunità e l'elogio del silenzio
Terminato il saluto, Leone XIV ha raggiunto la comunità monastica nel refettorio. Dopo il pranzo, il Papa si è riunito con i monaci nel salone per un momento di saluto e per lo scambio dei doni. Ha ricordato ancora una volta gli anni di Trujillo e le visite all'abbazia compiute insieme ad altri agostiniani, esprimendo gratitudine per la testimonianza di chi vive la devozione alla Vergine nella vita comune.
In questo tempo, ha osservato il Pontefice, una simile testimonianza è particolarmente preziosa per la Chiesa e per il mondo. «Le comunità monastiche sono esempio di sinodalità fin dalla loro fondazione», ha affermato, valorizzando soprattutto «il dono del silenzio, in un mondo pieno di rumore, attività, distrazione». E ha concluso: «Il mondo ha bisogno di modelli che ci invitino a vivere momenti di silenzio, a pregare». Dopo aver nuovamente ringraziato per l'ospitalità, il Papa ha impartito ai presenti la sua benedizione.
Leone XIV si è quindi trasferito in auto alla Chiesa di Sant Agustí, dove lo attendeva l'incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane.
p.F.V.
Silere non possum