Madrid - Lontano dalle telecamere, dai riflettori e anche da quei giornalisti che Andrea Tornielli ha portato a Palazzo Pio, Leone XIV oggi ha scelto di incontrare sei persone vittime di abusi.
Ciascuno dei presenti, muovendo dalla propria vicenda personale, ha sottoposto al Pontefice alcune proposte concrete per rendere più efficace la risposta ecclesiale a casi tanto drammatici. Leone XIV ha ascoltato, ha assicurato la propria vicinanza e quella dell'intera comunità ecclesiale, e si è impegnato affinché le indicazioni ricevute diventino «fondamento per ulteriori sforzi», perché la Chiesa sia realmente «luogo sicuro e spiritualmente sano».
Gli incontri politici e l'omaggio della famiglia reale
Conclusa la conversazione con le vittime, il Papa ha avuto un breve colloquio con la Presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, e successivamente un saluto al capo dell'opposizione e leader del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo. Prima di lasciare la sede diplomatica per raggiungere la Cattedrale, Leone XIV ha incontrato la Regina emerita Sofía, salutando con lei altri membri della famiglia reale.
All'Almudena, la Rosa d'oro alla Vergine
Al suo arrivo alla Cattedrale di Santa María la Real de la Almudena, il Pontefice è stato accolto dall'Arcivescovo metropolita di Madrid, il cardinale José Cobo Cano - che lo accompagna in tutte le tappe di questi giorni - mentre ad attenderlo c'erano anche due bambini con un omaggio floreale. All'ingresso il Vescovo ausiliare gli ha porto la croce e il Rettore l'acqua benedetta per l'aspersione; il Papa ha quindi percorso la navata centrale per prendere posto all'altare.
In ognuna delle chiese visitate, Leone XIV si è sempre fermato in preghiera anche davanti al Santissimo Sacramento. All'Almudena, invece, quel momento non è stato previsto: la cappella del Santissimo è interamente decorata da Marko Ivan Rupnik, e il Papa ha scelto di non sostarvi in preghiera, per non associare la propria immagine a quella dell'artista al centro di accuse di abusi mai realmente affrontate dalla Chiesa.

I muri che non proteggono ma dividono
Dopo il canto d'ingresso, le parole di benvenuto del cardinale Cobo, l'orazione e la lettura del Vangelo, Leone XIV ha pronunciato il proprio discorso.
Cuore dell'intervento di Leone XIV è stata la tradizione legata all'immagine madrilena: nascosta in un anfratto delle mura della cittadella in tempi difficili per la comunità cristiana, sarebbe stata ritrovata intatta dopo il crollo «miracoloso» di una parte delle mura.
«Fu grazie a una muraglia distrutta che accadde il nuovo incontro della Madre con il suo popolo», ha detto, leggendo l'episodio come indicazione di cammino: un muro che cade «provoca un boato, caos, disordine, ma apre anche spazi, ristabilisce possibilità e sprona a restaurare».
Il riferimento alla realtà contemporanea è stato esplicito. Esistono ancora - ha affermato il Papa - «molti muri che non proteggono, ma dividono, allontanano e isolano», e troppo spesso, per non affrontare ciò che non ci piace, si preferisce «la comodità di puntellarli appena» o, più di frequente, di ignorarli. La devozione mariana diventa così invito a un gesto opposto: «per edificare qualcosa di nuovo, bello e duraturo, bisogna essere disposti ad abbattere muri».
Richiamando l'immagine della «Vergine del Magnificat», Leone XIV ha esortato i fedeli a essere «costruttori di legami che restaurino il linguaggio universale della comunione, dell'amore fraterno e della concordia», affidandoli infine, con le parole dell'inno mariano, «al potente aiuto del suo amore materno».
Leone ha sostato in preghiera davanti all'immagine della Vergine, offrendole in dono una Rosa d'oro - simbolo, ha ricordato, «dell'amore filiale del Papa per la Vergine Maria». La cerimonia si è chiusa con l'Inno alla Vergine dell'Almudena, la preghiera comunitaria, il Padre Nostro e la benedizione. In Cattedrale era presente anche la Regina emerita Sofía. Al termine, prima di ripercorrere la navata centrale, il Papa si è ritirato brevemente in sagrestia.
d.V.G.
Silere non possum