Città del Vaticano - Sotto il sole battente di Roma, con temperature che hanno raggiunto i 37 gradi, Leone XIV si è affacciato questa mattina dalla finestra dello studio privato nel Palazzo Apostolico per la recita dell’Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Il Pontefice ha preso le mosse dal Vangelo di questa XIII Domenica del Tempo Ordinario, le parole con cui Gesù congeda gli apostoli all'inizio della missione, per ricondurre la sequela a ciò che ne costituisce il nucleo: «non si tratta di qualche atto esteriore, ma di impegnare tutto noi stessi in una relazione d'amore con Lui». Un amore che, per portare frutto, esige - ha spiegato il Papa - «almeno tre cose: il distacco, la perdita e l'accoglienza».

Il distacco

Partendo dal monito evangelico a non anteporre al Signore padre, madre, figlio o figlia, Leone XIV ha precisato che la libertà chiesta da Cristo non mortifica gli affetti, ma li conduce a compimento. La vita matrimoniale, ha osservato, si vive pienamente solo «lasciando» la casa dei genitori; e i figli si aiutano a realizzarsi educandoli a «camminare con le loro gambe». Citando Sant'Agostino (Discorso 330, 2) - «È doloroso il distacco da ciò che ami. Ma anche l'agricoltore perde temporaneamente ciò che semina» - il Pontefice ha richiamato l'immagine del seme che fiorisce solo se gettato nel terreno.

La perdita

Di qui il secondo passaggio, presentato come il più ostico «in un mondo in cui perdere sembra essere una debolezza e si è ossessionati dall'avere e dal possedere». L'amore, ha insistito Leone XIV, fruttifica unicamente nel dono: perdere un po' del proprio io per fare spazio all'altro, del proprio tempo per ascoltare, della propria comodità per condividere il disagio altrui. Chi trattiene la vita solo per sé, ammonisce il Vangelo, in realtà la perde. Il modello resta la Croce: Cristo «si è offerto, ha perduto sé stesso», e proprio così ha donato la vita in abbondanza.

L'accoglienza

Il terzo movimento traduce l'amore in gesti concreti e quotidiani - anche solo «offrire un bicchiere d'acqua a chi ha sete». Inviati senza provviste, i discepoli sono chiamati a farsi bisognosi, perché è nella loro povertà che suscitano l'ospitalità di chi incontrano: accogliere chi viene nel nome di Gesù è accogliere Lui e il Padre che lo ha mandato. «L'amore per il Signore - ha concluso il Papa - passa sempre attraverso l'accoglienza dei fratelli». Infine, Prevost ha invocato la Vergine Maria, «che ha amato il suo Figlio sapendolo anche perdere», e l’ha pregata perché renda i credenti testimoni umili e gioiosi dell'amore di Cristo.

Dopo l'Angelus: la vicinanza al Venezuela

Recitata la preghiera mariana, Leone XIV ha rivolto in lingua spagnola un pensiero alle popolazioni venezuelane colpite dai recenti terremoti, che hanno provocato «numerose vittime e feriti» e ingenti danni materiali. Il Pontefice ha pregato per il riposo eterno dei defunti, ha rinnovato la propria vicinanza spirituale ai familiari e ai feriti e ha espresso gratitudine e incoraggiamento a quanti operano nelle ricerche e nei soccorsi. Le parole del Papa giungono mentre il bilancio della doppia scossa di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha devastato lo Stato di Yaracuy lo scorso 24 giugno continua ad aggravarsi, con migliaia di vittime accertate e decine di migliaia di dispersi, e mentre proseguono le operazioni internazionali di ricerca tra le macerie di Caracas e dello Stato costiero di La Guaira.

Il Pontefice ha quindi salutato romani e pellegrini, ringraziandoli per essere venuti «con questo caldo», e ha rivolto un saluto particolare ai fedeli della Diocesi di Kumba in Camerun e a quanti provenivano da altri Paesi. Tra i gruppi menzionati, i giovani religiosi Camilliani; i fedeli delle parrocchie di Priolo Gargallo, Avola, Regalbuto e Bari; gli scout di Rovereto; e i ragazzi di Mestrino, nella diocesi di Padova, che hanno ricevuto la Comunione e la Cresima. L'appuntamento è per domani, 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni della Chiesa di Roma.

d.T.R.
Silere non possum

Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!