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Leone XIV: «Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione»
Città Del Vaticano04 gennaio 2026

Leone XIV: «Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione»

Il Papa all'Angelus ricorda le vittime della tragedia svizzera e quanto sta accadendo in Venezuela

Città del Vaticano - Alle ore 12 di questa mattina il Santo Padre Leone XIV si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell’Angelus, davanti ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. Un appuntamento che si colloca nella seconda domenica dopo il Natale e a ridosso della conclusione del Giubileo della speranza, prevista dopodomani con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

Riflettendo sul Vangelo odierno, il Papa ha sviluppato una riflessione sul mistero dell’Incarnazione come fondamento della speranza cristiana, sottolineando il legame inscindibile tra fede e responsabilità storica. La nascita di Cristo, ha spiegato, richiama i credenti a una spiritualità concreta e incarnata, capace di tradursi in attenzione reale alla dignità di ogni persona, alla fraternità e alla giustizia. Un richiamo che non resta astratto, ma trova immediata declinazione negli eventi che segnano l’attualità internazionale.

Svizzera: il cordoglio per Crans-Montana

Al termine della preghiera mariana, il Pontefice ha voluto anzitutto manifestare la propria vicinanza alle vittime della tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera. Nei giorni scorsi aveva affidato ad un Telegramma il suo cordoglio. Parole sobrie, ma cariche di partecipazione, rivolte in particolare ai giovani che hanno perso la vita, ai feriti e alle loro famiglie. Un messaggio che si inserisce nella costante attenzione del Papa verso il dolore che colpisce le comunità, soprattutto quando a esserne travolti sono i più giovani, e che ribadisce la dimensione pastorale della presenza della Chiesa accanto a chi soffre.

Venezuela: preoccupazione e appello alla pace

Più articolato e denso il riferimento alla situazione in Venezuela, seguita - ha detto il Papa - con “animo colmo di preoccupazione”. Il Santo Padre ha indicato con chiarezza una linea che mette al centro il bene del popolo venezuelano, chiamando al superamento della violenza e all’avvio di percorsi di giustizia e di pace. Nel suo appello, Leone XIV ha richiamato il rispetto dello stato di diritto, della Costituzione e dei diritti umani e civili, sottolineando la necessità di lavorare per un futuro di collaborazione, stabilità e concordia. Particolare attenzione è stata riservata ai più poveri, che continuano a pagare il prezzo più alto di una crisi economica e sociale prolungata. Non solo un’esortazione politica o diplomatica, ma un invito esplicito alla preghiera, affidata all’intercessione della Madonna di Coromoto e di figure care alla devozione del popolo venezuelano come José Gregorio Hernández e suor Carmen Rendiles. Un riferimento che evidenzia come, per Leone, la dimensione spirituale e quella civile restino strettamente intrecciate.

Una Chiesa che guarda al mondo

L’Angelus si è concluso con i saluti ai numerosi gruppi di pellegrini provenienti da diversi Paesi e con un nuovo invito a pregare per le popolazioni colpite dalle guerre. Nel complesso, l’intervento di oggi restituisce l’immagine di un pontificato che, partendo dal cuore del messaggio cristiano del Natale, non rinuncia a leggere la storia e i conflitti del presente, assumendoli come luoghi concreti di responsabilità e di testimonianza.

In questo quadro, i richiami alla Svizzera e al Venezuela non suonano come formule rituali, ma come la traduzione concreta di una prospettiva che tiene insieme fede, dignità della persona e responsabilità per la pace. Eppure, già in queste ore, si muove il consueto coro di commentatori, leoni sì ma da tastiera: posizioni granitiche, toni ultimativi, e l’aspettativa che anche il Papa si allinei a una lettura a senso unico.

Molti, infatti, faticano a distinguere i piani. L’azione statunitense può essere per il popolo venezuelano un passaggio “liberatorio”, e questo dato non va liquidato. Ma resta il nodo dei mezzi: una accusa falsa di favoreggiamento di narcotraffico al fine di superare i limiti previsti dalla legge statunitense e, soprattutto, l’intervento armato dentro i confini di uno Stato sovrano, con implicazioni evidenti sul piano del diritto internazionale e del principio di legalità. Certo, qualcuno si domanda: Maduro ha rispettato il diritto internazionale in questi anni?

Il Papa non si consegna alle tifoserie. La realtà non procede per blocchi contrapposti, né si può leggere con lo schema bianco o nero. L’interesse della Chiesa, oggi come sempre, è la salvezza integrale delle persone – spirituale ma anche fisica - insieme alla tutela dei diritti, delle garanzie e di un ordine giuridico che, quando viene forzato, finisce quasi sempre per presentare il conto ai più deboli.

d.F.B.
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