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Catechesi o conferenza geopolitica? Riccardi "predica" in cattedrale a Catania
Chiesa cattolica01 aprile 2025

Catechesi o conferenza geopolitica? Riccardi "predica" in cattedrale a Catania

Andrea Riccardi catechista nella Cattedrale di Catania

Mercoledì 9 aprile, l’arcidiocesi di Catania ospiterà una catechesi quaresimale nella basilica cattedrale di Sant'Agata. L'evento, intitolato "Quale speranza per la pace in Europa e nel mondo", vedrà come relatore Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. La scelta di affidare una catechesi quaresimale a un laico, per di più apertamente politicizzato, è davvero infelice. 

Riccardi è senza dubbio una figura di rilievo nel panorama politico e sociale. Il suo impegno in questi campi sono riconosciuti a livello internazionale. Tuttavia, un percorso di studio storico e un impegno nel sociale non fanno di lui un “catechista” per un incontro spirituale in un contesto liturgico. La catechesi quaresimale ha il compito di preparare i fedeli alla Pasqua, guidandoli in un cammino di conversione e approfondimento della fede. Tale compito spetta ordinariamente ai pastori della Chiesa, sacerdoti e vescovi, ovvero a coloro che sono chiamati a custodire e trasmettere il depositum fidei. Affidare una simile responsabilità a un laico con un profilo più vicino al mondo politico che a quello ecclesiale, rischia di ridurre l'evento a una conferenza sociopolitica, svuotandolo della sua dimensione spirituale e creando divisione fra il clero e i fedeli. Questo è un rischio che continuiamo a correre parlando di pace senza parlare di Gesù Cristo. San Paolo afferma:“Egli infatti è la nostra pace, lui che dei due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia” (Efesini 2,14). 

Inoltre, non si può ignorare l'influenza politica della Comunità di Sant'Egidio, spesso in sintonia con certe visioni in materia di immigrazione, geopolitica e rapporti con gli Stati. Questo rende ancora più problematica la scelta di Riccardi come guida di un momento di catechesi, che dovrebbe essere centrato sulla Parola di Dio e sul Magistero della Chiesa, non su considerazioni politiche o sociologiche. Anche nel Sinodo è emerso più volte quanto sia necessario ritornare a Gesù Cristo, grande assente dei nostri incontri. Il pulpito di una cattedrale non dovrebbe essere un luogo per analisi geopolitiche, ma per l'annuncio del Vangelo e la formazione spirituale dei fedeli. Se la Chiesa ha bisogno di guide autentiche, è indispensabile che le catechesi siano affidate a chi ha ricevuto il mandato di insegnare, evitando derive che rischiano di confondere i fedeli e snaturare il significato stesso della catechesi.

d.L.C.
Silere non possum

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