Chioggia - Ventiquattro ore. Tanto è durata l'incertezza sul governo della Chiesa clodiense. Ieri, domenica 12 luglio 2026, monsignor Giampaolo Dianin ha preso possesso canonico dell'arcidiocesi di Gorizia, alla quale papa Leone XIV lo aveva trasferito il 14 maggio scorso. In quel momento, a norma del can. 418 §1, la sede di Chioggia è divenuta vacante. Questa mattina, lunedì 13 luglio, il Collegio dei Consultori si è riunito e, in conformità ai cann. 421-430 del Codice di diritto canonico, ha eletto all'unanimità quale amministratore diocesano il reverendo monsignor Simone Zocca, che ha accettato l'ufficio.
La scelta non sorprende. Zocca, presbitero del clero clodiense, era vicario generale e moderatore di Curia dal 2023, quando il vescovo Dianin lo aveva chiamato a succedere a monsignor Francesco Zenna. Nato a Chioggia e ordinato presbitero il 24 ottobre 1998, monsignor Zocca ha ricoperto negli anni incarichi di primo piano nella diocesi: vicario giudiziale dal 2017, giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto dal 2018, referente diocesano per la tutela dei minori dal 2019, oltre che canonico della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Un profilo che unisce la competenza canonistica all'esperienza di governo, requisiti che il can. 425 §1 richiede espressamente: sacerdote che abbia compiuto i trentacinque anni di età e che si distingua per dottrina e prudenza.
Il Collegio dei Consultori ha agito nei termini previsti dal legislatore. Il can. 421 §1 impone infatti che l'elezione dell'amministratore diocesano avvenga entro otto giorni dalla notizia della vacanza della sede.
I poteri dell'amministratore diocesano
Ai sensi del can. 427 §1, l'amministratore diocesano è tenuto ai doveri e gode della potestà del vescovo diocesano, esclusi quegli atti che per loro natura o per disposizione del diritto stesso sono eccettuati. Non si tratta, dunque, di un semplice custode: l'amministratore governa realmente la diocesi, con potestà ordinaria, fino alla presa di possesso canonica da parte del nuovo vescovo.
Il diritto pone tuttavia limiti precisi, riassunti nel principio scolpito al can. 428 §1: sede vacante nihil innovetur. Durante la vacanza della sede nulla deve essere innovato. Sono vietati gli atti che possano recare pregiudizio alla diocesi o ai diritti episcopali, e all'amministratore è preclusa, tra l'altro, la concessione dell'escardinazione e dell'incardinazione se non dopo un anno di vacanza e con il consenso del Collegio dei Consultori (can. 272). Avendo accettato l'elezione, monsignor Zocca ha ottenuto la potestà senza necessità di alcuna conferma, come dispone il can. 427 §2, ed è tenuto a emettere la professione di fede davanti al Collegio dei Consultori a norma del can. 833, n. 4. Tale notizia è stata comunicata al Nunzio Apostolico in Italia e al Metropolita.
Una diocesi in attesa
La Chiesa di Chioggia, suffraganea del patriarcato di Venezia, conta poco più di centomila battezzati distribuiti in 67 parrocchie tra la laguna veneta e il Polesine. Dianin l'aveva guidata dal gennaio 2022. Spetterà ora a monsignor Zocca custodire questo patrimonio senza innovare, mentre a Roma il Dicastero per i Vescovi e la Nunziatura apostolica in Italia stanno gestendo la pratica per la provvista della sede. Lo stesso Dianin, congedandosi dal clero, aveva auspicato che la nomina del successore giungesse quanto prima, come richiesto in un colloquio con il nunzio.
p.M.F.
Silere non possum



