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Città del Vaticano – Il Concistoro straordinario convocato da Leone XIV per il 26 e 27 giugno prossimo vedrà i cardinali lavorare in gruppi, con una procedura scandita da tempi brevi di ascolto personale, confronto condiviso e redazione di una relazione conclusiva.

I partecipanti saranno divisi in venti gruppi: nove composti da cardinali elettori ordinari, compresi i nunzi e quanti hanno concluso il servizio come ordinari, e undici formati dai cardinali elettori della Curia romana e dai non elettori. Ogni gruppo avrà un presidente, incaricato di moderare il confronto, e un segretario, responsabile della raccolta dei contributi e della stesura della relazione finale.

Dopo una breve introduzione, ciascun cardinale potrà intervenire per un massimo di tre minuti. Seguirà una seconda fase, dedicata all’ascolto condiviso, nella quale gli interventi saranno limitati a due minuti e dovranno riprendere gli elementi emersi dal confronto, senza introdurre nuove proposte. Il segretario raccoglierà quindi i frutti del lavoro comune. Le relazioni dei gruppi degli ordinari saranno presentate in Aula entro tre minuti; anche gli altri gruppi potranno intervenire una volta, con lo stesso limite di tempo. Resterà possibile consegnare contributi personali scritti.

Il programma

Il programma prevede quattro sessioni. Venerdì mattina, dopo l’Eucarestia presieduta dal Papa nella Basilica di San Pietro, il Concistoro affronterà il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo, con una meditazione biblica del cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia. Nel pomeriggio si discuterà della “cultura della potenza e della civiltà dell’amore”, a partire da un’introduzione del cardinale Víctor Manuel Fernández sul quinto capitolo dell’enciclica Magnifica humanitas.

Sabato, la terza sessione sarà dedicata ai “cantieri del nostro tempo” e alla costruzione del bene comune, con un intervento del cardinale Stephen Brislin, arcivescovo di Johannesburg. L’ultima sessione, nell’Aula Nuova del Sinodo, sarà invece consacrata all’attuazione del percorso sinodale in vista delle assemblee del 2027 e 2028. Dopo l’introduzione del cardinale Mario Grech, i cardinali potranno dialogare direttamente con Leone XIV: gli interventi liberi non dovranno superare i tre minuti. Il Papa terrà quindi l’intervento conclusivo.

La Sala Stampa della Santa Sede ha precisato che i giornalisti non saranno ammessi nell’Aula durante i lavori. Ai cardinali è stata inoltre chiesta riservatezza, come Silere non possum aveva anticipato nelle scorse ore, con l’invito a non rilasciare dichiarazioni alla stampa per preservare un clima di confronto fraterno.

Cardinali, psico blog e la lotta a Leone XIV

È grave che alcuni cardinali dell’area tradizionalista continuino a far pervenire materiale riservato a psico blog che hanno fatto della divulgazione indebita un metodo di pressione e di propaganda. Nelle scorse ore sono state perfino pubblicate le note riservate distribuite ai porporati, con indirizzi e-mail lasciati visibili: una violazione evidente della riservatezza che Leone XIV ha chiesto ai porporati di osservare per garantire al Concistoro un confronto libero e fraterno. La diffusione di materiale sensibile è una pratica alla quale alcuni di questi psico blog sono ormai abituati. In più occasioni sono stati diffidati da laici e presbiteri per la pubblicazione di documenti e informazioni tutelati dalla normativa sulla privacy.

La vicenda conferma quanto già emerso durante l’ultimo concistoro quando gli stessi ambienti fecero circolare le relazioni dei cardinali sui temi della liturgia. Il Papa può scegliere un linguaggio più mite, conciliante e disposto all’ascolto; resta il fatto che alcuni porporati continuano ad alimentare divisioni, a usare documenti interni come strumenti di lotta ecclesiale e a offrire materiale a circuiti dell’estrema destra cattolica. È un copione già visto. Benedetto XVI fu usato da questi cardinali per pubblicare i propri libretti; Francesco fu trasformato nel bersaglio permanente di campagne ideologiche; ora lo stesso meccanismo viene applicato a Leone XIV. Cambiano i pontificati, restano gli stessi metodi. Del resto, per questi ambienti basta non ripetere ciò che vogliono sentirsi dire per finire nel mirino: perfino Gesù Cristo, se fosse qui, non farebbe eccezione. La grande colpa di Leone XIV è quella di non essere ossessionato dai pizzi e merletti. 

L’intervento del Santo Padre Leone XIV sarà trasmesso in diretta come anche la conclusione dei lavori. Al termine delle singole sessioni verranno messi a disposizione dei giornalisti i testi delle meditazioni e delle introduzioni; dopo le prime tre sessioni, la Sala Stampa diffonderà anche una sintesi del confronto.

d.E.R.
Silere non possum







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