Chi ama profondamente qualcuno rischia in genere una di due derive speculari: fare dell'altro un idolo a cui sacrificare ogni margine di libertà, oppure ridurlo a un corpo di cui appropriarsi. Timothy Radcliffe chiama la prima ossessione e la seconda concupiscenza, e nel suo Amare nella libertà le rilegge entrambe alla luce di un gesto che a prima vista poco ha a che fare con l'eros: la condivisione del pane nell'ultima cena.

Il desiderio tra libertà e possesso
La castità come forma dell’amore autentico e l’eucaristia come criterio per riconoscere menzogna, sopraffazione e tradimento.
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