La vicenda della Fraternità San Pio X, consumatasi in queste ore, finisce in realtà per rivelarsi un clamoroso boomerang anche per quei tradizionalisti che restano, almeno “formalmente”, entro il recinto di Pietro. Per due motivi, che spiegheremo più avanti, è necessario fare una riflessione su questa vicenda perché ci sarà utile per comprendere quelli che saranno certamente i prossimi passi di Papa Leone XIV.
Una premessa, sempre necessaria
Il riferimento, dunque, non va a quanti amano la Tradizione e sono cattolici; riguarda, invece, coloro che seminano zizzania, che insultano i cardinali bollinandoli come “cul**oni” durante gli eventi papali; riguarda quanti alimentano psicoblog e aizzano ragazzini irrisolti, i quali poi piombano nelle parrocchie a inscenare intemperanze davanti ai parroci, spiegando loro che non sarebbero cattolici perché non indossano la pianeta. Riguarda quei ragazzini che bazzicano le comunità tradizionaliste facendosi conferire la tonsura e peregrinano da un seminario all’altro, alla ricerca di qualcuno disposto a ordinarli “alle loro condizioni”.
Riguarda quei ragazzetti che, a vent’anni, si sposano sotto la pressione del talebano di turno in tonaca che asseconda la loro “fulminante conversione” e poi trascorrono le giornate sui social a impartire lezioni: ai preti su come debbano fare i preti, al Papa su come dovrebbe fare il Papa, ai cattolici su come debbano fare i cattolici; e si scagliano, di volta in volta, contro l’uno o l’altro per racimolare qualche views. Perché, naturalmente, ciò che vivono lontano dalla fotocamera del cellulare è l’esatto opposto di quanto predicano: ma, con personaggi così irrisolti, è ormai una costante, e persino tornarci sopra diventa superfluo. Poi c’è la lunga lista dei minideputati, politicanti e rappresentanti di lista che predicano determinati valori di giorno e di notte fanno il contrario, ma anche questo rientra sempre nella solita cesta.



