Enzo Bianchi tornerà a Castel Boglione, il paese dell’Astigiano dove era nato il 3 marzo 1943. Il funerale è fissato per giovedì 3 settembre alle ore 16.30 nella chiesa parrocchiale; al termine delle esequie il fondatore di Bose sarà sepolto nel cimitero del paese, a pochi chilometri dalle colline del Monferrato in cui era cresciuto.
Prima di allora la salma sarà esposta a partire da mercoledì 2 settembre, dalle 8.30, presso la Fraternità monastica Casa della Madia, in strada Camadio 1 ad Albiano d’Ivrea, la comunità alla quale Bianchi ha dato vita negli ultimi anni. La sera stessa, alle 21, nella chiesa della Fraternità si terrà una veglia di preghiera.
L’annuncio porta le firme dei fratelli e delle sorelle della Madia, fr. Goffredo Boselli, fr. Giovanni Gatti, fr. Maurizio Milesi, fr. Claudio Bellandi, sr. Antonella Casiraghi e sr. Laura Marino, insieme ai parenti Maddalena e Ines Moccafighe, Loredana Nicala, Francesca Bianchi e Sandra Cordara. Il testo, sobrio, si apre con la formula tradizionale: «Concluso il suo pellegrinaggio terreno, è entrato nel riposo del Signore». Chi lo firma si dichiara «riconoscente al Signore per il dono della sua vita».
Alla comunicazione la Fraternità ha unito una preghiera che condensa il modo in cui i suoi fratelli intendono ricordarlo. Vi si rende grazie per una vita «colmata di passione» per la Parola, per la «parola franca e profetica» e per «un’ospitalità senza riserve, capace di fare di ogni incontro uno spazio di fraternità e di ecumenismo sincero». Si chiede a Dio di purificare «ogni sua fragilità» e di concedergli di contemplare «quel Volto che ha cercato con amore nelle Scritture, nella liturgia e nello sguardo di ogni fratello e ogni sorella».
Il direttore di Silere non possum, Marco Felipe Perfetti, ha dedicato a Bianchi l’editoriale «Enzo, andiamo alla dimora del Signore», che ripercorre la sua riflessione sulla morte e la sua ricerca dell’unità dei cristiani. Vi si ricorda come Bianchi, negli ultimi anni, riconoscesse di avere una fede «più abitata da domande e dubbi rispetto al passato», ma anche come tenesse fermo ciò che non era venuto meno: «è rimasto l’amore per il Signore». E come nel 2023 avesse scritto di desiderare, giunto il momento, di poter dire: «Mi rallegro perché mi dicono: andiamo alla dimora del Signore!».



