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Come si svolgeranno i funerali di Harald V
Attualità08 settembre 2026

Come si svolgeranno i funerali di Harald V

Mercoledì 9 settembre Oslo si fermerà per le esequie del re: la processione dal Palazzo al Duomo, il rito luterano, la sepoltura ad Akershus e l’arrivo delle famiglie reali europee.

Oslo - Mercoledì 9 settembre la Norvegia seppellisce Harald V, morto il 28 agosto al Rikshospitalet di Oslo a 89 anni, dopo trentacinque anni di regno. Sono le prime esequie di un sovrano norvegese dal 30 gennaio 1991, quando nello stesso Duomo di Oslo si celebrarono quelle di suo padre Olav V, con delegazioni di 103 paesi e quello che VG definì all'epoca il più grande dispositivo di sicurezza della storia del paese. Chi domani si metterà in fila dietro le transenne di Karl Johans gate, nella maggior parte dei casi, non ha memoria diretta di una processione funebre reale.

I tempi della giornata li ha fissati la Casa reale con un comunicato del 6 settembre. Si comincia in forma privata, con un momento riservato ai familiari più stretti nella Slottskapellet, la cappella del Palazzo dove la bara è rimasta esposta al pubblico dal 1° all'8 settembre: circa cinquemila persone al giorno, secondo Nettavisen, con code che sabato hanno toccato le sette ore. Alle 12 il feretro esce dal portone principale su un affusto di cannone, affiancato dagli ufficiali dello stato maggiore degli aiutanti di campo del re che fanno da portatori, e dalla fortezza di Akershus vengono sparati ventuno colpi di salva a lutto. Come già per i sovrani precedenti sulla bara saranno posate le insegne reali.

La processione

Il percorso è lo stesso che Harald e Sonja fecero in auto scoperta il 17 maggio 2020, in piena pandemia: giù per Karl Johans gate, poi Kirkegata, fino al Duomo. Il corteo avanza a sessanta passi al minuto, la metà di una marcia ordinaria di parata, e la bara è attesa davanti alla chiesa poco prima delle 13. L'ordine di sfilata pubblicato dalla Casa reale è questo: polizia a cavallo, il corpo dei segnalatori della Guardia, le bande militari dello stato maggiore della Difesa e dell'Esercito, la bandiera della Guardia con il crespo nero e la sua scorta, una compagnia d'onore della Guardia di Sua Maestà, il capo della Casa reale, quindi il feretro. Subito dietro, a piedi, re Haakon VIII con la principessa ereditaria Ingrid Alexandra, il principe Sverre Magnus e la principessa Märtha Louise. La regina Mette-Marit e la regina Sonja seguono in automobile. Vengono poi i reali stranieri, il presidente dello Storting Masud Gharahkhani, il primo ministro Jonas Gahr Støre e la presidente della Corte suprema Toril Marie Øie, i capi di Stato in visita o i loro rappresentanti, il governo, la presidenza del parlamento, i rappresentanti della Corte suprema, la presidente e il presidente d'assemblea del Sameting, i governatori delle contee e il governatore delle Svalbard, la sindaca di Oslo Anne Lindboe, la dirigenza della Corte e i vertici delle Forze armate. Chiude un'altra pattuglia a cavallo.

Circa 1.900 soldati formano il cordone lungo l'intero tragitto, dal Palazzo al Duomo e da lì ad Akershus; altri 1.200 sono impegnati nei picchetti d'onore e nelle bande. Il dispositivo complessivo mobilita intorno a 6.500 persone tra polizia e militari. Lungo il percorso ci sono nove punti d'ingresso per il pubblico, aperti dalle 6 del mattino; la piazza del Palazzo resta interdetta e il corteo non si può attraversare. Il centro di Oslo è chiuso al traffico privato e ai mezzi pubblici dalle 18 di oggi alle 21 di domani, i monopattini elettrici non funzionano nella zona pedonale, la fortezza di Akershus è chiusa fino all'11 settembre e il castello fino al 14. All'aeroporto di Gardermoen, Avinor ha cancellato una quarantina di movimenti per fare posto agli arrivi di Stato.

Nel Duomo

Alle 13 in punto, quando la bara è dentro, il paese si ferma per un minuto. Tre colpi di campana da tutte le chiese norvegesi aprono il silenzio, altri tre lo chiudono. Il termine ufficiale che la Casa reale usa per la cerimonia è gravferd, non begravelse: è la parola della liturgia, e la funzione segue l'ordinamento della Chiesa di Norvegia per le esequie, con letture, inni, preghiere e omelia. A presiedere è Olav Fykse Tveit, il preses della Conferenza episcopale, cioè il vescovo che dal 2020 presiede il collegio dei dodici vescovi luterani e che per un decennio, prima, era stato segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra. Con lui la vescova di Oslo, Sunniva Gylver. La musica è affidata al cantore del Duomo Marcus André Berg e all'Oslo Domkor. I discorsi commemorativi li tengono, secondo la tradizione, il presidente dello Storting e il primo ministro.

La Chiesa di Norvegia ha cessato di essere Chiesa di Stato con la riforma costituzionale del 2012 e l'autonomia giuridica del 2017, ma la Costituzione continua a definirla «Chiesa del popolo» e l'articolo 4 impone ancora al re di professare la fede evangelico-luterana. Accanto alla liturgia, però, la Casa reale ha voluto un gesto che nella Norvegia di Harald era diventato consueto: l'accensione di lumi da parte di rappresentanti di religioni e visioni del mondo diverse. È stato invitato il forum dei leader del Samarbeidsrådet for tros- og livssynssamfunn (STL), la piattaforma che riunisce le comunità musulmane, ebraiche, indù, buddhiste, sikh, bahá'í, la Chiesa cattolica, il Consiglio cristiano norvegese, l'associazione umanista e altre; i suoi membri avevano già sfilato sabato davanti alla bara in una defilazione a porte chiuse.

Nel Duomo entrano soltanto gli invitati. I posti sono pochi e il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che l'elenco degli ospiti non sarà pubblicato per ragioni di sicurezza. Il criterio, spiegato dalla portavoce del ministero Thea Finstad, è noto: sono stati invitati tutti i Paesi con una rappresentanza diplomatica a Oslo, più gli Stati membri di NATO, Spazio economico europeo e Unione europea che non ne hanno; ogni governo decide chi mandare. In 143 chiese e sale parrocchiali del Paese la funzione sarà seguita insieme su schermo; alle Svalbard, nella chiesa di Longyearbyen, la diretta comincia dall'uscita della bara dal Palazzo.

Akershus

Terminato il rito, un corteo più ridotto porta il feretro alla chiesa del castello di Akershus. Qui la cerimonia è privata: la famiglia, gli ospiti reali, il presidente dello Storting, il primo ministro, la presidente della Corte suprema e due soli capi di Stato, la presidente islandese Halla Tómasdóttir e il presidente finlandese Alexander Stubb. La bara viene calata nella cripta del mausoleo reale, dove stanno i due sarcofagi di Haakon VII con la regina Maud e di Olav V con la principessa ereditaria Märtha, la madre di Harald. Per Harald e Sonja è stato realizzato un sarcofago doppio, finanziato con i 20 milioni di corone stanziati dal governo nel 2024.

Quando il re e la regina escono nella corte della fortezza, le bandiere che dal 28 agosto sventolano a mezz'asta vengono issate fino in cima e viene sparata una doppia salva reale. Nello stesso istante le campane di tutte le chiese norvegesi cominciano a suonare, e continuano per un'ora. Haakon, Mette-Marit, Ingrid Alexandra, Sonja e Sverre Magnus rientrano al Palazzo lungo lo stesso itinerario della processione del mattino. Le transenne intorno a Slottsplassen vengono tolte verso le 16.30 e alle 16.45 la famiglia reale si affaccia al balcone per salutare chi si è radunato sulla piazza. Nel parco del Palazzo, tra Parkveien e Wergelandsveien, un maxischermo trasmette la diretta della NRK dalle 10 alle 17.30.

La giornata istituzionale prosegue in due sedi. Al Palazzo i sovrani offrono un ricevimento alle delegazioni straniere, alla famiglia e ai rappresentanti dello Stato; al municipio di Oslo il governo organizza una cerimonia commemorativa con il ministro degli Esteri come padrone di casa e circa 450 invitati. Il lutto nazionale proclamato da Haakon VIII dura fino al 9 ottobre.

Chi ci sarà

Le case regnanti europee arrivano quasi al completo, e in molti casi vengono da parenti: i Glücksburg di Norvegia discendono da un ramo della casa reale danese e sono imparentati con quasi tutte le dinastie del continente. Dalla Danimarca vengono re Frederik X e la regina Mary, che per Oslo hanno rinviato la visita di Stato in Belgio prevista dall'8 al 10 settembre, insieme al principe ereditario Christian e alla principessa Benedikte. La regina Margrethe, cugina di secondo grado di Harald e sua amica di una vita, ha dovuto rinunciare per motivi di salute. Il panfilo reale Dannebrog, dove la coppia alloggerà, è entrato in acque norvegesi già stamattina, senza i sovrani a bordo.

La Svezia manda l'intera famiglia reale: Carlo XVI Gustavo e Silvia, la principessa ereditaria Victoria con il principe Daniel, Carl Philip e Sofia, Madeleine con Christopher O'Neill, la principessa Christina con Tord Magnuson. Dal Regno Unito arrivano il principe di Galles William, in rappresentanza di Carlo III (per consuetudine il sovrano britannico non partecipa alle esequie di altri capi di Stato), e la principessa Anna, madrina di Haakon, che viene a titolo personale. Dal Belgio Filippo e Mathilde; dai Paesi Bassi Willem-Alexander, Máxima, la principessa Beatrix e la principessa d'Orange Catharina-Amalia; dalla Spagna Felipe VI, Letizia e la regina Sofía; dal Lussemburgo il granduca Guillaume con la granduchessa Stéphanie e il granduca Henri, che ha abdicato l'anno scorso; dal Liechtenstein il principe ereditario Alois con la principessa Sophie; da Monaco Alberto II. Il Giappone è rappresentato dal principe ereditario Fumihito con la principessa Kiko; l'imperatore Naruhito, allora principe ereditario, era venuto nel 1991 per Olav. Viene anche re Abdullah II di Giordania, il cui paese alla morte di Harald aveva osservato tre giorni di lutto. Tra le dinastie senza trono sono attesi la regina Anne-Marie di Grecia, il principe Kyril di Bulgaria e il principe ereditario Alexander di Serbia con la principessa Katherine, arrivati a Oslo oggi.

Sul versante politico la lista è più corta di quanto molti in Norvegia si aspettassero. Ci sono il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier, i presidenti di Finlandia e Islanda e i tre presidenti baltici, Alar Karis per l'Estonia, Edgars Rinkēvičs per la Lettonia e Gitanas Nausėda per la Lituania. È arrivato il primo ministro della Thailandia. Gli Stati Uniti si presentano a un livello sensibilmente più basso: Donald Trump sarà a Dallas nella stessa giornata e la Casa Bianca non ha detto chi lo rappresenterà. La Russia è stata invitata soltanto a livello diplomatico. Su Volodymyr Zelensky, che la settimana scorsa aveva annunciato una visita in Norvegia e in Canada per discutere di difesa antimissile, non c'è al momento alcuna conferma. Kåre Aas, ex ambasciatore norvegese a Washington, ha riassunto così la situazione a Nettavisen: vengono soprattutto le case reali europee e, sul piano politico, i vicini più prossimi.

Marius Borg Høiby, il figlio che Mette-Marit ha avuto da una relazione precedente al matrimonio con Haakon, dovrebbe partecipare alle esequie anche se nell'ordine di sfilata diffuso dalla Casa reale il suo nome non compare. Sarà presente inoltre, sia in Duomo sia ad Akershus, la principessa Astrid, sorella maggiore di Harald che ha 94 anni.

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