Tbilisi - Si è spento all’età di novantatré anni Ilia II, Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia e figura centrale nella storia religiosa e civile del Paese. La notizia della morte è stata diffusa il 17 marzo dall’emittente georgiana Mtavari Arkhi e successivamente confermata da fonti ufficiali del Patriarcato, secondo quanto riportato dal Primo Canale della televisione di Stato.

Nelle ore precedenti al decesso, il Patriarca era stato ricoverato presso il Centro Medico del Caucaso a seguito di un improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute. Ha trascorso le ultime ore nel reparto di terapia intensiva. Con la sua morte si chiude una delle stagioni più lunghe e significative nella storia della Chiesa Ortodossa Georgiana. Ilia II era stato eletto Patriarca nel 1977 e ha guidato la Chiesa per oltre quarantotto anni, accompagnando il Paese attraverso trasformazioni politiche, crisi e passaggi epocali. Il suo nome resta legato in modo particolare al riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa georgiana, definitivamente sancito nel 1990 dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Nel corso del suo lungo ministero, Ilia II ha rappresentato per molti georgiani una figura di riferimento spirituale e identitaria, capace di tenere insieme tradizione e apertura, in un contesto segnato da tensioni interne e ridefinizioni geopolitiche. La sua azione pastorale ha attraversato la fine dell’epoca sovietica, l’indipendenza della Georgia e le successive fasi di instabilità, mantenendo un ruolo di coesione nel tessuto sociale del Paese.

Alla notizia della morte, Papa Leone XIV ha inviato un messaggio di cordoglio indirizzato a Sua Eminenza Shio, Metropolita di Senaki e Chkhorotsku, attualmente Locum Tenens della sede patriarcale. Nel testo, il Pontefice esprime “profonda tristezza” e assicura la propria “fraterna solidarietà” al Santo Sinodo e all’intera Chiesa ortodossa georgiana. Il Papa ricorda Ilia II come “testimone devoto della fede in Cristo risorto” e sottolinea come il suo ministero abbia accompagnato il popolo georgiano “attraverso tempi difficili e profondi cambiamenti d’epoca”, custodendo la tradizione e alimentando la speranza. Un passaggio significativo del messaggio richiama anche la passione del Patriarca per la musica, definita dal Papa come via di ricerca della bellezza di Dio e strumento di unità tra i popoli e le Chiese. Non manca il riferimento al suo ruolo di padre spirituale e costruttore di riconciliazione, nonché agli incontri con san Giovanni Paolo II e Francesco, avvenuti in un clima di cordialità e dialogo ecumenico. Nel concludere il messaggio, Leone XIV affida il Patriarca defunto al Signore richiamando le parole dell’apostolo Paolo sulla risurrezione come fondamento della fede cristiana. Un richiamo che, nelle intenzioni del Pontefice, orienta lo sguardo oltre la morte, nella prospettiva della speranza.

Con la scomparsa di Ilia II si apre ora una fase delicata per la Chiesa ortodossa georgiana, chiamata a gestire la transizione sotto la guida del Locum Tenens e ad avviare il processo che porterà all’elezione del nuovo Patriarca. Un passaggio che avrà inevitabilmente riflessi non solo ecclesiali, ma anche sul piano culturale e politico di un Paese in cui la dimensione religiosa continua a svolgere un ruolo rilevante.



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