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Il cardinale Mathieu lascia l’Iran con il personale dell’ambasciata italiana
Città Del Vaticano09 marzo 2026

Il cardinale Mathieu lascia l’Iran con il personale dell’ambasciata italiana

L’arcivescovo di Teheran-Ispahan è arrivato a Roma dopo l’evacuazione diplomatica. Era l’unico vescovo cattolico stabile delle cinque parrocchie della capitale: la sua partenza apre una fase di forte incertezza per la piccola comunità locale.

Teheran - Il cardinale Dominique Mathieu O.F.M. Conv., arcivescovo cattolico di Teheran-Ispahan, ha lasciato l’Iran domenica insieme al personale dell’ambasciata italiana ed è arrivato a Roma. Il porporato di origine belga ha spiegato di aver abbandonato il Paese «non senza rammarico e dolore». Il porporato ha anche rivolto un invito: «Pregate per la conversione dei cuori e per la pace interiore».

Mathieu era l’unico vescovo cattolico a servire stabilmente le cinque parrocchie di Teheran, frequentate da circa duemila fedeli. La sua uscita dal Paese avviene nel contesto dell’evacuazione del personale diplomatico italiano dall’Iran.

Un elemento peculiare della presenza cattolica nella capitale iraniana riguarda la cattedrale dell’arcidiocesi di Teheran-Ispahan, che si trova all’interno del complesso dell’ambasciata italiana. Con l’evacuazione della sede diplomatica anche la vita della piccola comunità cattolica locale entra ora in una fase di forte incertezza. Per la Chiesa cattolica in Iran si tratta di una situazione delicata: una comunità numericamente ridotta, composta in gran parte da stranieri, che negli ultimi anni ha potuto contare sulla presenza diretta del cardinale francescano. L’uscita del suo unico pastore lascia temporaneamente senza guida le parrocchie della capitale.

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