Nel magico mondo para-vaticano, come lo definirebbe qualche vaticanista attempata, esistono numerosi psico-blog che gareggiano nel fare ciò che riesce loro più naturale: il gossip. In questo sono autentici maestri. Nelle scorse ore, questi coacervi di sciocchezze e maldicenze - da sempre ossessionati dall’omosessualità, e forse sarebbe il caso di interrogarsi sul perché - hanno evocato un presunto tentativo della Santa Sede e, dunque, per riflesso di Leone XIV, di oscurare e imbavagliare il testamento del cardinale Camillo Ruini.

Purtroppo va detto che alcuni cardinali defunti, e anche taluni ancora viventi, hanno avuto l’unica colpa di lasciarsi spesso strumentalizzare da personaggi più devoti a Donald Trump e a Giorgia Meloni che al Papa. Sono gli stessi blog che, all’elezione del Pontefice, scrivevano: «Adesso valuteremo se non si tratti di un Bergoglio 2». Quelli che ripetono che il Papa debba essere rispettato sempre, salvo poi insultarlo ogni volta che prende una decisione diversa da quella da loro auspicata. Ne abbiamo parlato qui.

Sono questi gli ambienti più nocivi per la Chiesa. E non va dimenticato che si tratta degli stessi ambienti nei quali qualche cerimoniere, giustamente silurato, ha sempre sguazzato. Nomignoli, etichette, parole e discorsi declinati al femminile, ecc… Tutte spie di una umanità irrisolta. Ecco, nelle scorse ore questi personaggi, che millantano «fonti in altissimo loco» e adoperano un linguaggio capace di far venire il latte alle ginocchia persino ai morti, hanno raccontato che la Santa Sede avrebbe oscurato il testamento del cardinale Ruini. Un documento che, ovviamente - e ci mancherebbe altro - possedevano soltanto loro, grazie alle loro straordinarie fonti “in the high heavens”.

Peccato che quel testamento sia circolato tra tutti i vaticanisti e che Silere non possum lo abbia pubblicato immediatamente. Ma questa gente vive in un proprio universo, e c’è poco da fare. Gli stessi personaggi, già abbastanza imbarazzanti, hanno fatto anche i nomi di alcune testate, accusandole di non avere pubblicato integralmente il testamento per oscurarne le parti «contro Bergoglio». Anche questo è falso: AgenSIR ha pubblicato il testo integrale.

La domanda che qualcuno «in altissimo loco» dovrebbe porsi è molto semplice: quando mai la Santa Sede ha pubblicato il testamento di un cardinale? Mai. Si tratta di atti riservati, dei quali soltanto gli interessati possono decidere di autorizzarne la diffusione. E certamente non vengono pubblicati attraverso i canali ufficiali chiamati a trasmettere - o che dovrebbero trasmettere - la voce del Papa. Questa retorica rivela un lavoro tutt’altro che intellettualmente onesto, portato avanti da personaggi disposti a tutto - anche a sotterfugi e scorciatoie - pur di ritagliarsi uno spazio nel magico mondo del racconto vaticano. Parliamo di blog, sia chiaro, non di testate giornalistiche. Blog che pubblicano dati illecitamente diffusi, e-mail lasciate senza oscuramento, numeri di telefono di lobbiste; che additano chiunque come «sodomita», salvo naturalmente sé stessi. Non sia mai! Sono quelle paginette utilizzate da qualche cardinale per lanciare qualche frecciatina al Papa se non parla di ciò che vogliono loro durante il Concistoro. 

Sono però blog utili a qualche vaticanista, che vi fa arrivare anche materiale riservato dalla Santa Sede esclusivamente ai giornalisti accreditati. Durante il Viaggio in Spagna sono finiti pubblicati su questi psico-blog interi documenti contenenti dati che riguardavano persino la sicurezza del Santo Padre. Fatti gravi, sui quali il Dicastero per la Comunicazione non vigila e non interviene. A Palazzo Pio sono invece molto più impegnati a infastidire chi questo lavoro lo svolge seriamente, e lo svolge così bene da diventare insopportabile per chi vorrebbe evitare di vedere la propria incompetenza esposta con tanta evidenza. Del resto, non sembrano disturbare gli psico-blog che prendono di mira i presbiteri, li diffamano, etichettano tutti come sodomiti e invitano i fedeli a non destinare l’otto per mille alla Chiesa cattolica perché ritenuta «non abbastanza cattolica». Quelli sono funzionali: aiutano a creare il fango nel quale poi tanti si rotolano volentieri. A infastidire è chi pubblica la verità. E la verità brucia come un disinfettante su una ferita purulenta. Insomma, in questa vicenda la Santa Sede non ha cercato di oscurare proprio nulla. Qualcuno farebbe bene, piuttosto, a controllare meglio le proprie fonti d’alta quota: a certe altitudini l’ossigeno scarseggia…

d.E.A. e M.P.
Silere non possum

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