Roma - Si sono aperti oggi a Roma i lavori dell'82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, con l'attesa introduzione del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI. Un intervento ampio e articolato, che ha tracciato le coordinate spirituali, pastorali e civili lungo le quali i vescovi italiani saranno chiamati a muoversi nei prossimi giorni di lavori assembleari.

L'Assemblea segna anche un passaggio istituzionale significativo: è la prima alla quale prende parte il nuovo Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, Monsignor Edgar Peña Parra, accolto da Zuppi con un saluto «cordiale e fraterno» e al quale è stata rinnovata «la piena collaborazione» dell'episcopato italiano. Il Presidente della CEI ha avuto anche un pensiero grato per il predecessore, Monsignor Petar Rajič, oggi Prefetto della Casa Pontificia, ricordando inoltre nella preghiera il Cardinale Emil Paul Tscherrig, scomparso lo scorso 12 maggio. Tre nomi, tutt’altro che stimati, che si sono succeduti in pochi anni, in una stagione in cui la anche la Chiesa in Italia affronta una crisi profonda.

"Pace a voi": la chiave di lettura dell'intero intervento

Il filo conduttore scelto da Zuppi è l'episodio evangelico del Cenacolo, quando il Risorto si presenta ai discepoli barricati per paura e dice loro: «Pace a voi». Una parola che, ha sottolineato il Cardinale, «non ha smesso di accompagnarci e, direi, di lavorare dentro di noi e di indicare a tutti la scelta della pace». L'analisi del Presidente della CEI sul presente è severa: «Il mondo è ancora di più un ospedale da campo e anche con meno difese perché, presi dagli individualismi e catturati dal vortice della forza, abbiamo sistematicamente indebolito i meccanismi di protezione, umiliando la garanzia del diritto come soluzione pacifica dei conflitti».

Il ringraziamento a Leone XIV e l'Enciclica Magnifica humanitas

A un anno dall'elezione di Papa Leone XIV, Zuppi ha espresso gratitudine al Pontefice «per la sua mitezza, che è la vera forza di cui il mondo ha bisogno, per la fermezza con cui affronta i problemi e crea unità, per la pazienza con cui ci richiama a essere comunione». Particolare attenzione è stata dedicata alla nuova Enciclica Magnifica humanitas, accolta «come un dono prezioso, un faro di luce nel buio di pensiero e di violenza che talvolta avvertiamo intorno a noi». Zuppi ha richiamato il monito del Papa: «Può accadere che aumentino i mezzi senza che cresca in pari misura l'umanità: si "ha di più" ma non si "è di più", e la persona rischia di essere valutata soprattutto in base alle prestazioni che garantisce». Tra i passaggi più incisivi, la denuncia di un «fondamentalismo della verità, interpretata come forza delle proprie ragioni da imporre agli altri a qualunque costo», e l'invito ad accogliere la verità «come dono da condividere e non come possesso da esigere».

L'allarme sulle guerre e sul riarmo

Uno dei nodi centrali dell'introduzione è stato il tema della guerra e della corsa al riarmo. Zuppi ha fornito dati impressionanti: «La spesa militare mondiale ha raggiunto la punta più alta nel 2025 con 2.887 miliardi di dollari: un aumento di quasi il 3%. È destinata a crescere di molto nel 2026. L'Europa è il Continente che ha conosciuto il maggiore investimento in armi con un incremento medio rispetto al 2024 del 14%». Il Presidente della CEI ha fatto proprio il grido di Leone XIV pronunciato durante la Veglia per la pace dell'11 aprile: «Basta con l'idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l'esibizione della forza! Basta con la guerra!». E ha rilanciato le parole pronunciate dal Pontefice all'Università "La Sapienza" il 14 maggio scorso: «Non si chiami "difesa" un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune». Zuppi ha richiamato i cristiani come eirenikòn genos - la «stirpe della pace», secondo l'espressione di Clemente di Alessandria - ribadendo che «il dialogo non è mai debolezza. Avviarlo non è resa o peggio complicità».

La memoria di Gemona e il modello della ricostruzione

Particolarmente toccante il riferimento al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (6 maggio 1976), commemorato pochi giorni fa a Gemona. Zuppi ha ricordato la figura di Monsignor Alfredo Battisti, «pastore mite e forte», e la sua celebre indicazione di metodo: «Prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese». Un'immagine particolarmente significativa, quella delle pietre del Duomo di Venzone, numerate e ricollocate una a una: «Non si ricostruisce cancellando il passato; non si rinnova cominciando da zero». Una metafora che il Cardinale ha applicato anche alla Chiesa italiana, chiamata a custodire come «pietre numerate» il Concilio, i Convegni ecclesiali, il Cammino sinodale, la carità diffusa.

I confratelli: defunti, nuovi vescovi, emeriti

Come da tradizione, Zuppi ha ricordato i sette confratelli defunti - tra cui Monsignor Riccardo Fontana, Monsignor Raffaele Nogaro e Monsignor Vincenzo Zarri - e ha accolto gli otto nuovi vescovi, tra i quali quattro nuovi ausiliari di Roma (Monsignori Carlevale, Sparapani, Valenti e Zenobbi). Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Monsignor Erio Castellucci per il servizio svolto come Vice Presidente CEI e per il coordinamento del Cammino sinodale.

Comunità, giustizia, giovani

L'introduzione ha toccato anche altri temi cruciali: la costruzione di comunità in un Paese segnato da «tante solitudini», la riforma della giustizia dopo il recente referendum (con un richiamo alla finalità rieducativa della pena e alla questione del sovraffollamento carcerario), e la drammatica vicenda dei giovani. Zuppi ha ricordato in particolare Sako Bakari, bracciante maliano di 35 anni ucciso a Taranto il 9 maggio scorso da un gruppo di giovanissimi, e ha citato la lettera di Davide, 22 anni, accoltellato a Milano: «Non odio. Dovrei farlo, credo, sarebbe logico, ma non mi riesce… Ho compassione per loro e li abbraccio». Parole che, secondo il Cardinale, indicano la strada per «evitare che odio generi altro odio».

Sinodalità, casa e crisi climatica

Sul fronte ecclesiale, l'Assemblea esaminerà le Linee di orientamento per l'attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale, frutto del lavoro coordinato dal Cardinale Repole. Si procederà inoltre all'elezione del nuovo Vice Presidente, dei membri del Consiglio per gli Affari economici e dei Presidenti delle Commissioni Episcopali. In chiusura, Zuppi ha voluto richiamare due questioni urgenti: il diritto alla casa - con un giudizio cautamente positivo sul Piano Casa del Governo - e la crisi climatica, citando le parole pronunciate da Papa Leone ad Acerra lo scorso 23 maggio sul «grido della creazione e dei poveri».

Una Chiesa "lievito"

«Una Chiesa che, in un tempo confuso, non rinuncia a essere lievito», ha concluso il Cardinale, tornando al Cenacolo: «La pace non chiude i discepoli in una consolazione privata. Li manda coraggiosamente nel mondo». Da qui, ha indicato Zuppi, riparte il lavoro dei vescovi italiani in questa Assemblea: «Non difendere un recinto, ma rilanciare nuovamente una missione».

p.B.N.
Silere non possum 



Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!