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Leone XIV andrà in Messico, Parolin conferma il viaggio: «La data sarà fissata più avanti»
Chiesa cattolica11 agosto 2026

Leone XIV andrà in Messico, Parolin conferma il viaggio: «La data sarà fissata più avanti»

Il segretario di Stato conferma la futura visita del Papa e traccia le priorità del dialogo con il Paese: pace, migranti, intelligenza artificiale e il cammino verso i 500 anni delle apparizioni di Guadalupe.

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Papa Leone XIV andrà in Messico. Lo ha confermato il cardinale Pietro Parolin in un'intervista concessa a Desde la fe nei giorni della sua permanenza nel Paese, precisando che una data non esiste ancora, ma che il viaggio rientra ormai tra gli impegni presi in considerazione dal Pontefice. «So che anche il Santo Padre ha preso in considerazione la possibilità di una visita in Messico. Si tratterà quindi di fissare una data più avanti. Arriverà anche la visita in Messico, ma i tempi non sono ancora stati definiti», ha dichiarato il segretario di Stato.

La conferma arriva al termine di una missione che ha portato il porporato veneto a incontrare autorità civili, vescovi e rappresentanti del Dialogo nazionale per la pace, in un Paese segnato da anni di violenza diffusa, sparizioni e sfollamenti forzati. In questo scenario si inserisce il colloquio, definito da Parolin «molto proficuo», con la presidente Claudia Sheinbaum, dal quale sono emersi due ambiti di collaborazione tra Chiesa e Stato: la costruzione della pace e l'assistenza alle persone migranti.

Sul primo fronte il porporato ha scelto parole misurate, lontane da ogni enfasi salvifica. Ha ricordato che nessun attore, da solo, può sciogliere un nodo di dimensioni tanto vaste, e ha insistito sul fatto che la pace autentica coincida con il superamento dei conflitti, un traguardo ben più esigente della loro semplice assenza. Un lavoro che, ha aggiunto, richiede il coinvolgimento di vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, accanto a quello delle istituzioni statali.

Il colloquio con Sheinbaum ha toccato anche un tema che sta acquisendo peso crescente nell'agenda vaticana: l'intelligenza artificiale. Parolin lo ha collegato a Magnifica Humanitas, l'enciclica con cui Leone XIV ha fatto della trasformazione tecnologica uno dei propri assi portanti. La sua posizione è netta: lo sviluppo digitale porta benefici enormi, ma va orientato da principi etici solidi, capaci di porre limiti ogni volta che la dignità della persona rischi di cedere il passo all'efficienza del sistema.

Guardando più in là nel tempo, il segretario di Stato ha rivolto lo sguardo al 2031, quando ricorreranno i cinquecento anni dalle apparizioni della Vergine di Guadalupe, evento che considera fondativo per l'identità cattolica messicana: da lì, ha detto, «nacque un popolo credente». Il cardinale ha chiesto che l'anniversario superi la dimensione liturgica, pur necessaria, per tradursi in iniziative concrete capaci di rafforzare comunione, vita cristiana e slancio missionario a livello parrocchiale e diocesano.

Al filo diplomatico e pastorale si è intrecciata una riflessione più squisitamente ecclesiale, quella sulla polarizzazione che attraversa oggi molte comunità, in Messico come altrove. Riprendendo il magistero di Leone XIV, Parolin ha ribadito che per la Chiesa unità di fede non equivale a pensiero unico: le differenze restano inevitabili, ma la capacità di guardare al bene comune resta la condizione perché possano diventare progetti condivisi anziché motivo di scontro permanente.

L'intervista si è chiusa con un pensiero rivolto a chi attraversa solitudine, sofferenza o smarrimento esistenziale. Parolin ha invitato la Chiesa a farsi presenza concreta accanto a queste persone, ricordando che «Dio non è lontano da nessuno» e affidando ai fedeli un'indicazione che vale come sintesi dell'intero colloquio: «La vicinanza è la migliore medicina per questa situazione».

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