Cremona - Venerdì 28 agosto, nel primo pomeriggio, una tromba d'aria accompagnata da una violenta grandinata si è abbattuta su Cremona. Il fenomeno, secondo il prefetto Antonio Giannelli, è durato in tutto otto minuti: sono bastati a scoperchiare tetti, abbattere migliaia di alberi, danneggiare circa diecimila automobili e colpire almeno dieci chiese della città, a partire dalla cattedrale. Nelle ore precedenti l'allerta meteo era stata innalzata da gialla ad arancione.
Il duomo di Cremona, dedicato a Santa Maria Assunta, ha perso la copertura di una delle torrette della controfacciata nord; danneggiato anche il vetro del rosone sulla facciata principale. L'edificio è rimasto comunque aperto al pubblico, con le zone colpite transennate. Nei giorni seguenti i vigili del fuoco hanno effettuato le prime verifiche strutturali con l'ausilio di droni: le condizioni della cattedrale risulterebbero, al momento, buone.

Il duomo non è stato l'unico luogo di culto colpito. Nella chiesa di Sant'Ambrogio la croce posta sull'arco trionfale della facciata è precipitata, il vento ha scoperchiato il tetto del presbiterio e l'acqua ha allagato la zona dell'altare: per la diocesi è la situazione più grave tra gli edifici religiosi danneggiati. Nella chiesa di San Luca dei Barnabiti sono andate distrutte le vetrate del rosone; danni alle coperture si sono registrati anche ai Santi Marcellino e Pietro e alle vetrate della zona di Borgo Loreto. Al convento dei Frati Cappuccini di via Brescia il tetto di un edificio adiacente è stato completamente divelto, con le lamiere rimaste incastrate tra la struttura e gli alberi. Danneggiato anche il seminario vescovile. Le parrocchie della diocesi dovranno far pervenire una relazione dettagliata sui danni subiti entro la metà della prossima settimana.
Colpito pure il palazzo vescovile, dove sono andate in frantumi le finestre sopra il voltone che collega piazza Sant'Antonio Maria Zaccaria a via Platina, chiuso da allora in via precauzionale. Danni ancora più vistosi al Palazzo Comunale: dalla torre civica è caduta la parte superiore della copertura, con i detriti franati fin sotto il Battistero, in piazza del Comune. Il sindaco Andrea Virgilio ha definito i danni «pesanti e al momento non ancora quantificabili». Musei civici, Palazzo Ala Ponzone, parchi e cimitero sono rimasti chiusi nei giorni immediatamente successivi. Secondo una stima di Federcarrozzieri, la riparazione dei veicoli colpiti dalla grandine costerà tra i 900 e i 10mila euro, a seconda dell'entità del danno.
Sul piano umano il bilancio è di 43 feriti portati in ospedale, nessuno in condizioni gravi; quattro restavano ricoverati domenica 30 agosto. Circa cinquanta persone, secondo il prefetto Giannelli, si trovano ancora fuori dalla propria abitazione: dodici famiglie sono state evacuate da una palazzina dichiarata inagibile, di cui nove hanno già trovato una sistemazione alternativa.

Il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, si trovava in Baviera alla guida di un pellegrinaggio diocesano nel momento del nubifragio. Nel messaggio indirizzato alla diocesi ha descritto la lesione subita dal duomo come una ferita che la città riconosce nei propri simboli - la cattedrale, il Torrazzo, il palazzo comunale - e ha annunciato l'impegno della Chiesa locale nella cura e nella riqualificazione del territorio colpito, collegando l'episodio al mese dedicato alla custodia del creato che si apre il primo settembre. Ha assicurato la preghiera della comunità diocesana per i feriti e per chi non può ancora rientrare a casa o al lavoro, segnalando che diverse parrocchie si sono già attivate per sostenere le famiglie più in difficoltà, e ha detto di confidare nella capacità della città di «rialzare la testa» ancora una volta.
Sul fronte istituzionale, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha annunciato la richiesta di estensione dello stato di emergenza alle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, tutte colpite dal maltempo dei giorni scorsi. L'assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa ha reso noto che oltre cento volontari sono stati impiegati non solo a Cremona città ma anche nei comuni di Bonemerse, Piadena Drizzona, Sospiro, Sesto Cremonese, Spino d'Adda e Pieve San Giacomo. Domenica l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso si è recato in città e ha attribuito l'assenza di vittime alla rapidità dei soccorsi, sollecitando un maggiore impiego dei radar meteorologici per anticipare fenomeni di questo tipo. Il ministro delegato alla Protezione civile, Musumeci, ha garantito l'intervento del Consiglio dei ministri non appena completata l'istruttoria tecnica prevista dalla legge, tenendo costantemente informato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni; il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha seguito in particolare le condizioni degli edifici scolastici, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.



