Città del Vaticano - Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri del Rinnovamento Carismatico Cattolico Mondiale (CHARIS). Si è trattato del primo incontro del Pontefice con questa realtà ecclesiale dall'inizio del suo ministero petrino, occasione che egli stesso ha voluto sottolineare aprendo il discorso con un saluto rivolto non soltanto ai presenti, ma alle comunità, ai gruppi e alle scuole di preghiera e di evangelizzazione da essi rappresentati, nonché ai responsabili dei Servizi di Comunione nazionali e internazionali che hanno organizzato l'appuntamento.

Ripercorrendo la storia del movimento, Leone XIV ha ricordato come gli anni successivi al Concilio Vaticano II abbiano rappresentato per il Rinnovamento un tempo di espansione e di crescita, ma anche di progressiva integrazione nella vita della Chiesa e di consolidamento delle proprie strutture di servizio. Il Papa si è quindi collocato nel solco dei suoi predecessori, rievocandone i giudizi: da san Paolo VI, che alla Pentecoste del 1975 definì la testimonianza di questo rinnovamento spirituale quanto di più necessario per un mondo sempre più secolarizzato, a san Giovanni Paolo II, che ne valorizzò lo slancio missionario; da Benedetto XVI, che ne riconobbe il merito di aver richiamato nella Chiesa l'attualità dei carismi, a Papa Francesco, il quale - riprendendo un'immagine cara al cardinale Suenens - parlava del Rinnovamento come di una «corrente di grazia» destinata a tutta la Chiesa e non soltanto ad alcuni.

Il cuore dell'allocuzione si è articolato attorno a cinque nuclei dell'esperienza spirituale carismatica. Anzitutto il battesimo nello Spirito, che il Pontefice ha descritto come quell'esperienza personale capace di rendere efficace la grazia battesimale e di condurre alla consapevolezza viva dell'amore di Dio; per illustrarla, Leone XIV è ricorso alle parole di sant'Agostino nelle Confessioni, là dove il vescovo di Ippona narra la dolcezza inattesa con cui, dopo la conversione, gli divenne lieve la privazione delle «dolcezze frivole».

Ha quindi richiamato la preghiera di lode, additando l'adorazione e il rendimento di grazie come aspetti essenziali della preghiera cristiana che il movimento ha contribuito a riportare alla ribalta; e la Parola di Dio, fonte di nutrimento spirituale e di discernimento per le scelte quotidiane. Sul tema della comunione, il Papa ha ricordato l'invito di Leone XIII a innalzare ogni anno, tra l'Ascensione e la Pentecoste, una novena allo Spirito Santo per l'unità dei cristiani, citando ancora sant'Agostino, per il quale lo Spirito è «una specie di ineffabile comunione tra il Padre ed il Figlio». Infine la carità: lo Spirito, donato all'uomo, lo accende dell'amore per Dio e per il prossimo, e da tale amore - ha osservato il Pontefice - sono nate molte opere di carità, materiale e spirituale, verso i bisognosi.

Nella parte conclusiva, dal tono marcatamente pastorale, Leone XIV ha rivolto ai membri del Rinnovamento una serie di esortazioni. Li ha invitati a mettersi al servizio delle diocesi e delle parrocchie, offrendo la propria esperienza e i propri metodi di evangelizzazione, a seguire fedelmente la guida dei sacerdoti e ad ascoltare, nel discernimento comune, anche la voce delle persone sagge esterne ai gruppi. Un passaggio, in particolare, ha assunto i contorni di un monito: il Papa ha raccomandato di coltivare l'armonia e la cooperazione tra le comunità, «facendo attenzione a non cedere mai al desiderio di autopromozione o di ricerca di potere o prestigio personale».

Il Pontefice ha affidato il cammino personale e comunitario dei presenti alla luce e alla forza dello Spirito Santo e alla protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, impartendo loro la benedizione apostolica.

d.C.R.
Silere non possum

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