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Leone XIV alla Cattedra dell’Accoglienza: «Accogliere significa ricevere, prendere con sé»
Città Del Vaticano12 marzo 2026

Leone XIV alla Cattedra dell’Accoglienza: «Accogliere significa ricevere, prendere con sé»

In Vaticano il Pontefice riceve i partecipanti alla Cattedra dell’Accoglienza e affida un compito preciso a educatori e comunità: abitare le relazioni con attenzione, speranza e fedeltà concreta.

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti alla IV edizione della Cattedra dell’Accoglienza, un’iniziativa promossa dalla Fraterna Domus di Sacrofano (Roma). L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione e incoraggiamento per tutti coloro che si impegnano a costruire una società più accogliente e fraterna.

Le parole del Papa: accoglienza come presenza e custodia

Nel suo discorso, il Papa ha offerto una profonda riflessione sul tema dell’accoglienza, sottolineando come essa sia al centro della vocazione cristiana. Ha esordito ricordando che la parola “accogliere” deriva dal latino accipere, che significa “ricevere” o “prendere con sé”. Questo concetto, ha spiegato, è il cuore di ogni relazione autentica: «Al centro di ogni autentica accoglienza vi è una relazione che nasce dalla grazia di un incontro». Il Santo Padre ha poi evidenziato due parole chiave che illuminano il senso cristiano dell’accoglienza: presenza e custodia.

Presenza

«Essere presenti nella vita degli altri significa condividere tempo, esperienze, significati», ha affermato il Papa, richiamando l’episodio evangelico di Maria e Giuseppe che smarriscono Gesù e lo ritrovano nel Tempio. Questo episodio ha spiegato, insegna che la presenza non è un automatismo, ma il frutto di una ricerca costante: «Quando avvertiamo un senso di smarrimento, siamo chiamati a cercare Gesù con fiducia, guardando il mondo con occhi nuovi, carichi di speranza».

Custodia

Il Papa ha poi parlato della custodia, descrivendola come un atteggiamento di attenzione e cura verso l’altro. Ha citato San Giuseppe come esempio di custode della famiglia affidatagli da Dio, sottolineando che «custodire significa stare accanto all’altro con attenzione, rispettarne le scelte e prendersene cura». Ha inoltre ricordato che la custodia è un compito che appartiene a tutta la famiglia umana, chiamata a preservare le relazioni, il creato e la vita, soprattutto di chi è più fragile.

Concludendo il suo discorso, il Papa ha incoraggiato i partecipanti a essere educatori dell’accoglienza, ispirandosi allo Spirito Santo, il cui frutto è «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Ha poi aggiunto: «Vi ringrazio per il vostro impegno silenzioso e discreto. Maria Santissima e San Giuseppe vi custodiscano e intercedano per voi».

Chi sono i promotori della Cattedra dell’Accoglienza

La Cattedra dell’Accoglienza è un’iniziativa promossa dalla Fraterna Domus, un’associazione con sede a Sacrofano (Roma) che si dedica alla promozione di valori cristiani attraverso l’ascolto, l’ospitalità e l’assistenza. La Fraterna Domus si propone di creare spazi di comunione e dialogo, coinvolgendo giovani, comunità ecclesiali e realtà sociali. La quarta edizione della Cattedra, intitolata “Accoglienze generative”, si svolge dal 10 al 13 marzo 2026 ed è dedicata alle nuove forme di accoglienza, comunità e spiritualità, con un focus particolare sui giovani. L’obiettivo è riflettere su come le nuove generazioni possano essere protagoniste di un futuro più inclusivo e fraterno.

Un messaggio di speranza

L’incontro con il Papa ha rappresentato un momento di ispirazione per i partecipanti, che sono stati incoraggiati a proseguire nel loro impegno per un’accoglienza autentica e generativa. Le parole del Santo Padre, con il loro richiamo alla presenza e alla custodia, offrono una guida preziosa per affrontare le sfide del presente e costruire una società più solidale e accogliente.

M.V.
Silere non possum



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