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Leone XIV alla Federazione Biblica Cattolica: «La Chiesa vive del Vangelo, non di sé stessa»
Città Del Vaticano17 novembre 2025

Leone XIV alla Federazione Biblica Cattolica: «La Chiesa vive del Vangelo, non di sé stessa»

Nel sessantesimo anniversario di Dei Verbum, il Papa richiama la missione della Federazione: garantire «largo accesso alla Sacra Scrittura» in un mondo digitale che rischia di oscurare la Parola, e diventare «lettera vivente dello Spirito» per l’intero Popolo di Dio.

Città del Vaticano - Questa mattina, nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Leone XIV ha ricevuto in Udienza la Federazione Biblica Cattolica, riunita in questi giorni per le sue sessioni di lavoro. Il Pontefice ha ringraziato il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e il Cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e Presidente della Federazione Biblica Cattolica, rivolgendosi a tutti i membri del Comitato Direttivo, ai Coordinatori regionali, alla Segreteria generale e agli Amici della Federazione.

Il sessantesimo anniversario di Dei Verbum

Nel suo discorso, il Papa ha preso le mosse dal 60° anniversario della Costituzione dogmatica Dei Verbum, ricordandone le parole conclusive: «Pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi». Un versetto che, ha sottolineato, esprime «un forte desiderio, una salda convinzione e un approccio pastorale» che devono orientare il lavoro della Federazione. Rileggendo il cuore della Dei Verbum, il Pontefice ha indicato la direzione: «Siamo chiamati al religioso ascolto della parola di Dio e a proclamarla con ferma fiducia» ed è dovere della Chiesa «che i fedeli abbiano largo accesso alla sacra Scrittura».

La missione della Federazione: una Chiesa che vive del Vangelo

Leone XIV ha apprezzato la fedeltà della Federazione al proprio Statuto, che mira a «promuovere e sviluppare il Ministero Pastorale Biblico» affinché la Parola diventi «fonte dinamica di ispirazione» per tutta la vita ecclesiale. Ha quindi invitato i partecipanti a verificare la coerenza della propria missione con il cuore dell’annuncio cristiano: «La vostra missione e la vostra visione devono essere sempre ispirate dalla convinzione che la Chiesa attinge la vita non da sé stessa, bensì dal Vangelo». La Chiesa, ha ricordato, trova nel Vangelo la direzione del suo cammino, sotto l’azione dello Spirito Santo, che «insegna ogni cosa e ci ricorda tutto ciò che il Figlio ha detto». Per questo, ascoltare e proclamare la Parola sono atti propriamente ecclesiali: «La Sposa ascolta con amore attento la voce dello Sposo».

“Largo accesso alla Scrittura”: una sfida nuova

Il Papa ha richiamato l’urgenza di garantire la diffusione della Bibbia, in un tempo segnato da trasformazioni culturali e digitali. «È essenziale assicurare un largo accesso alle Sacre Scritture per tutti i fedeli», ha affermato, ringraziando la Federazione per l’impegno nella lectio divina e nella promozione delle traduzioni bibliche. Ma, ha osservato con lucidità, siamo di fronte a nuovi scenari: generazioni che vivono in «ambienti digitali in cui la Parola di Dio è facilmente oscurata» e contesti culturali «in cui il Vangelo non è conosciuto o viene distorto per interessi particolari». Da qui l’interrogativo decisivo che il Papa ha posto: «Che cosa significa oggi ‘largo accesso alla sacra Scrittura’? Come possiamo facilitare questo incontro per quanti non hanno mai sentito la Parola di Dio o per coloro le cui culture continuano a non essere toccate dal Vangelo?» Leone XIV ha espresso la speranza che queste domande stimolino nuove forme di presenza biblica, capaci di aprire percorsi inediti affinché la Scrittura possa radicarsi nel cuore delle persone.

Diventare “lettera vivente” dello Spirito

Nella parte conclusiva del discorso, il Santo Padre ha invitato la Federazione a essere un segno vivo del primato della Parola: «La vostra missione è di diventare lettera vivente “scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente”». Ha poi invocato la Beata Vergine Maria, «grembo nel quale il Verbo di Dio si è fatto carne», affinché insegni ai credenti l’arte dell’ascolto e dell’obbedienza alla Parola, guidandoli a magnificare il Signore. Con questo discorso Leone consegna alla Chiesa un orientamento chiaro: la Scrittura non è un complemento della vita ecclesiale, ma il suo fondamento. Nell’anno del sessantesimo anniversario di Dei Verbum, Leone XIV riafferma con forza che il rinnovamento della pastorale biblica passa da tre verbi essenziali: ascoltare, tradurre, annunciare. Un mandato affidato alla Federazione Biblica Cattolica, ma che riguarda l’intero Popolo di Dio, chiamato a essere testimone del Vangelo in un mondo attraversato da cambiamenti profondi e nuove forme di comunicazione.

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