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Leone XIV: “Dio non tarda mai, siamo noi a dover imparare a fidarci”
Città Del Vaticano06 ottobre 2025

Leone XIV: “Dio non tarda mai, siamo noi a dover imparare a fidarci”

Durante i Primi Vespri nella Chiesa di Santa Maria del Rosario, adiacente alla Domus Australia, il Pontefice ha invitato a confidare nel tempo di Dio e a riscoprire la virtù della speranza. 

Città del Vaticano - Nel pomeriggio di oggi, Papa Leone XIV ha presieduto i Primi Vespri nella Chiesa di Santa Maria del Rosario di Pompei, adiacente alla Domus Australia, in occasione della Festa Patronale di Nostra Signora del Rosario di Pompei.

Un momento di intensa spiritualità che ha riunito la comunità australiana di Roma, i residenti della Domus e numerosi pellegrini, segnando anche la benedizione dell’effigie restaurata della Vergine, donata nel 1883 dal Beato Bartolo Longo.

“Maria, icona della speranza che non delude”

Nel corso dell’omelia, Leone XIV ha invitato i presenti a riscoprire la virtù teologale della speranza, tema dell’attuale Anno Giubilare, contemplando in Maria il modello perfetto dell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio: «Maria – ha detto il Pontefice – ha incarnato la speranza attraverso la fiducia che Dio avrebbe mantenuto le sue promesse. Questa speranza le ha dato la forza e il coraggio di donare la propria vita per il Vangelo, abbandonandosi completamente alla volontà divina».

Il Papa ha sottolineato che l’Incarnazione «avvenne prima nel cuore di Maria che nel suo grembo», segno di una fedeltà quotidiana e silenziosa alla volontà di Dio. Poi ha aggiunto: «Dio non tarda mai: siamo noi che dobbiamo imparare a fidarci, anche quando ciò richiede pazienza e perseveranza. Il tempo di Dio è sempre perfetto».

Richiamando la lettera ai Galati, Leone XIV ha ricordato che Cristo «è venuto per redimerci dalla schiavitù del peccato e per liberare i nostri cuori, affinché potessimo dire “sì” a Lui, come fece la Beata Vergine Maria». E ha concluso con le parole di Sant’Agostino, che risuonano come un programma di vita cristiana: «Dio ci ha creati senza di noi, ma non ci salverà senza di noi».

Presenze e atmosfera

Alla celebrazione erano presenti, tra gli altri, il Cardinale Edwin Frederick O’Brien, Gran Maestro emerito dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; il Cardinale Raymond Leo Burke, Patrono emerito del Sovrano Militare Ordine di Malta; e il cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo metropolita di Utrecht. L’atmosfera è stata di profonda devozione e di affetto sincero per il Pontefice, che si è intrattenuto con i fedeli, benedicendo le famiglie presenti e la comunità che anima la Domus Australia.

Un imprevisto all’uscita

Al termine della celebrazione, Leone XIV – che stava partendo per Castel Gandolfo – si è trovato coinvolto in un imprevisto meccanico. L’autovettura, infatti, non si è avviata al momento della partenza. Dopo alcuni tentativi falliti di riaccensione, il Santo Padre, con il suo consueto sorriso, è sceso dall’auto e si è trasferito su quella di scorta del corteo, mentre assistenti e gendarmi provvedevano a spostare rapidamente i bagagli e gli effetti personali. Il piccolo incidente ha suscitato simpatia e applausi tra i presenti in via Cernaia, dove il Pontefice ha approfittato dell’attesa per salutare ancora una volta la folla, benedicendo i fedeli che lo acclamavano. Un episodio che, nella sua semplicità, ha restituito l’immagine di un Papa prossimo e sereno, capace di trasformare anche un contrattempo in un gesto di vicinanza e cordialità evangelica.

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