Città del Vaticano - Questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, organismo istituito per promuovere nella Chiesa una cultura della prevenzione degli abusi e dell’accompagnamento delle vittime.
Il Papa ha rivolto parole di gratitudine ai membri della Commissione, ringraziando in particolare il nuovo presidente, l’arcivescovo Thibault Verny, il segretario mons. Luis Manuel Alí Herrera e la segretaria aggiunta Teresa Morris Kettelkamp, sottolineando il valore di un servizio spesso poco visibile ma fondamentale per la vita della Chiesa. «È un’opera impegnativa, a volte silenziosa, spesso gravosa, ma essenziale per la vita della Chiesa e per la costruzione di un’autentica cultura della cura», ha affermato Leone XIV.
Un compito inserito stabilmente nella missione della Chiesa
Nel suo discorso il Pontefice ha ricordato la scelta compiuta da Papa Francesco, che volle inserire stabilmente la Commissione all’interno della Curia Romana. Una decisione non meramente organizzativa, ma teologica e pastorale. Secondo Leone XIV, questo collocamento serve a ricordare che «la prevenzione degli abusi non è un compito facoltativo, ma una dimensione costitutiva della missione della Chiesa». Il Papa ha inoltre espresso apprezzamento per il dialogo avviato tra la Commissione e la sezione disciplinare del Dicastero per la Dottrina della Fede, sottolineando l’importanza di una collaborazione che unisca prevenzione e disciplina. «State raggiungendo l’obiettivo auspicato - ha spiegato - che la prevenzione e la vigile disciplina procedano insieme in maniera sinergica ed efficace».
Non solo protocolli, ma una cultura della cura
Uno dei passaggi centrali del discorso riguarda la natura stessa della missione affidata alla Commissione. Leone XIV ha chiarito che la tutela non può ridursi a un apparato normativo. «La vostra missione - ha detto - non è mai solo un insieme di protocolli o procedure. Si tratta piuttosto di contribuire a formare, in tutta la Chiesa, una cultura della cura». Una cultura che, nelle parole del Papa, deve nascere dalla fede stessa della comunità cristiana. La protezione dei minori e delle persone vulnerabili non deve apparire come un obbligo imposto dall’esterno, ma come un’espressione naturale della vita evangelica. Per questo il Pontefice ha parlato di un vero processo di conversione ecclesiale. «Le sofferenze degli altri devono essere ascoltate e devono spingerci ad agire», ha affermato.
L’ascolto delle vittime come luogo di verità
Nel cuore del discorso si colloca un richiamo forte all’ascolto delle vittime e dei sopravvissuti agli abusi. Leone XIV ha definito le loro testimonianze «punti di riferimento essenziali». Anche quando queste esperienze sono dolorose e difficili da ascoltare, esse «portano alla luce con forza la verità e ci insegnano l’umiltà». Il Papa ha sottolineato che proprio attraverso il riconoscimento del dolore subito si apre per la Chiesa «un percorso credibile di speranza e rinnovamento».
Si tratta di parole che collocano la questione degli abusi non soltanto sul piano disciplinare o giuridico, ma su quello spirituale e pastorale: il cammino di guarigione passa attraverso la verità e la conversione.
Un lavoro multidisciplinare per tutta la Chiesa
Leone XIV ha poi evidenziato l’importanza di un approccio multidisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze diverse all’interno della Curia e nelle Chiese locali. La Commissione, inserita nel Dicastero per la Dottrina della Fede, è chiamata a collaborare con altri dicasteri e istituzioni ecclesiali affinché il lavoro di tutela possa essere arricchito da molteplici contributi. In questo contesto il Papa ha ricordato l’importanza della Relazione annuale della Commissione, definendola «uno strumento di grande importanza». Secondo Prevost, essa rappresenta «un esercizio di verità e responsabilità», ma anche «di speranza e prudenza».
«La speranza - ha spiegato - ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità».
La responsabilità dei superiori
Un passaggio particolarmente significativo del discorso riguarda la responsabilità dei vescovi e dei superiori religiosi. Leone XIV ha ricordato con chiarezza che questo compito non può essere delegato. «L’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale». Il Papa ha incoraggiato la Commissione a continuare a sostenere le Chiese locali, affinché nessuna comunità si senta sola nell’affrontare questa responsabilità. In questo contesto ha citato l’iniziativa Memorare, attraverso la quale la Commissione offre sostegno concreto alle realtà ecclesiali che dispongono di minori risorse o competenze.
Le nuove sfide: vulnerabilità e spazio digitale
Guardando al futuro, Leone XIV ha indicato alcune sfide emergenti nel campo della tutela. Tra queste, due aree di studio che la Commissione sta approfondendo: il concetto di vulnerabilità e la prevenzione degli abusi facilitati dalla tecnologia nello spazio digitale.
Si tratta di questioni che richiedono un’attenzione particolare, poiché la diffusione delle tecnologie digitali ha aperto nuove possibilità di abuso e di manipolazione. Secondo il Papa, leggere questi “segni dei tempi” permette alla Chiesa di affrontare con coraggio le sfide della salvaguardia e di promuovere un rinnovamento non solo pastorale ma anche strutturale.
Proprio in questa prospettiva si colloca il lavoro per la definizione di linee guida universali, la cui proposta definitiva il Papa ha detto di attendere per poterla sottoporre a ulteriore studio e discernimento.
Un cammino verso una Chiesa più evangelica
Nelle parole conclusive del discorso, Leone XIV ha voluto collocare la tutela dei minori nel cuore della vita ecclesiale. «La tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità - ha affermato - non è un ambito isolato della vita ecclesiale». Essa riguarda la cura pastorale, la formazione, il governo e la disciplina della Chiesa. Per questo, ha aggiunto il Papa, «ogni passo avanti in questo cammino è un passo verso Cristo e verso una Chiesa più evangelica e autentica».
Affidando il lavoro della Commissione all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, Leone XIV ha infine impartito la benedizione apostolica ai presenti, ringraziandoli per il loro servizio. «Grazie di cuore per il vostro servizio», ha concluso. «Grazie per tutto ciò che state facendo per aiutare la Chiesa nella nostra missione».
F.V.
Silere non possum