Napoli - L'8 maggio 2026, nel primo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro, Papa Leone XIV compirà la prima visita pastorale all'arcidiocesi partenopea. Sarà un pomeriggio condensato - poco più di tre ore e mezzo sul suolo napoletano - incastonato fra la Santa Messa mattutina a Pompei, con la recita della Supplica alla Regina del Santo Rosario che proprio l'8 maggio scandisce il calendario mariano della città di Bartolo Longo, e il rientro serale in Vaticano.
L'arrivo alla Rotonda Diaz
Alle 15 l'elicottero del Santo Padre decollerà dal Santuario pompeiano. Quindici minuti dopo, l'atterraggio alla Rotonda Diaz, sul lungomare di Napoli. Ad accoglierlo, il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita; il presidente della Regione Campania Roberto Fico; il sindaco Gaetano Manfredi; il prefetto Michele Di Bari.
Un'accoglienza istituzionale asciutta, costruita per contenere i tempi: il programma lascia pochissimo respiro agli scarti, e ogni tappa del pomeriggio è calibrata al quarto d'ora.
L'incontro in Duomo con il clero e la vita consacrata
Alle 15.45 il Pontefice raggiungerà la Cattedrale. Sul sagrato lo attenderanno i tre vescovi ausiliari - Michele Autuoro, Francesco Beneduce, Gaetano Castello - e il pro-vicario generale Gennaro Matino, con alcuni membri del Capitolo Metropolitano. Accanto a loro, un gruppo di bambini. In molti auspicano di non dover assistere alle scene delle suore che si lanciano sul Papa, né al cardinale arcivescovo che grida sul presbiterio: «Sorelle, avimm' a chi fa'!». Sulla seconda c'è certezza; sulla prima, non si sa.
La prima sosta sarà privata: Leone XIV si recherà nella Real Cappella del Tesoro di San Gennaro per l'adorazione del Santissimo Sacramento. Solo dopo, percorsa la navata centrale, raggiungerà l'altare maggiore, dove saranno esposti il Busto e il Reliquiario con le ampolle del sangue del patrono. Seguiranno l'indirizzo di saluto del cardinale, una breve preghiera, la proclamazione del Vangelo e il discorso del Papa ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi, alle consacrate, ai seminaristi. L'incontro si chiuderà con la benedizione apostolica impartita per intercessione del santo Patrono.
Dalla Cattedrale a Piazza del Plebiscito
Alle 16.45 il corteo lascerà il Duomo. Mezz'ora dopo, alle 17.15, Leone XIV arriverà in Piazza del Plebiscito, dove saluterà i fedeli. Alle 17.20 entrerà nella Basilica di San Francesco di Paola per una breve sosta con la comunità dei Minimi e alcune autorità.
L'incontro con la città
Alle 17.30 comincerà l'appuntamento più atteso: l'incontro con la città. Aprirà con i saluti del cardinale Battaglia e del sindaco Manfredi, seguiti da racconti e testimonianze affidati alle voci guida di Chiara del Gaudio e Andrea Sarubbi. Interverranno il coro diretto dal maestro Carlo Morelli e i giovani della Pastorale giovanile e vocazionale diocesana.
Dopo il discorso del Pontefice, l'incontro culminerà in un atto di affidamento alla Vergine Maria davanti all'immagine venerata dell'Immacolata di don Placido Baccher, che per l'occasione sarà portata in piazza: ricorre infatti il secondo centenario della sua incoronazione. La benedizione apostolica chiuderà il pomeriggio. Alle 18.30 il Papa ripartirà per la Rotonda Diaz. Alle 18.45 l'elicottero si leverà verso Roma.
«Camminava con loro»: la scelta del versetto
Il motto dell'intera visita è preso dal vangelo di San Luca: «Camminava con loro». È il versetto del racconto di Emmaus, l'immagine del Risorto che si affianca ai discepoli smarriti e si mette in cammino con loro. È lo stesso passo scritturistico che regge gli Orientamenti Pastorali del XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli, il documento programmatico che il cardinale Battaglia ha consegnato alla diocesi il 18 settembre scorso, durante i Vespri solenni della vigilia di San Gennaro.
L'innesto è deliberato. La visita papale non arriva su una Chiesa in attesa, ma su una diocesi che da quattro anni - dall'annuncio del Sinodo nel 2021 – afferma di aver attraversato assemblee, gruppi di lavoro, confronti parrocchiali, e ora riferisce di voler mettere in opera una riorganizzazione pastorale inedita: cinque ambiti - Missione, Prossimità, Educazione, Vocazione, Corresponsabilità - attorno ai quali parrocchie, decanati e Curia sono chiamati a ripensarsi, e le Équipe di Comunione - cinque laici con mandato quinquennale per ciascuna parrocchia - destinate ad affiancare il parroco nella guida della comunità. Leone XIV, in questo senso, non viene a inaugurare. Viene a offrire alcune parole per orientare questo cammino.
Un filo che unisce i pontefici
Napoli conserva una memoria lunga delle visite papali moderne. Pio IX vi soggiornò a Portici fra il 1849 e il 1850; Giovanni Paolo II la raggiunse nel 1979 e poi, nel novembre 1990, per la visita pastorale più lunga mai compiuta da un pontefice in una diocesi italiana, lasciando alla città due consegne divenute patrimonio comune: «Organizzare la speranza» e «Non arrendetevi al male, mai!». Benedetto XVI, nel 2007, pronunciò in Piazza del Plebiscito un'omelia che nominava la camorra senza perifrasi. Francesco vi tornò due volte, nel 2015 e nel 2019, consegnando nel secondo viaggio la definizione di Napoli come «laboratorio speciale» di una teologia mediterranea. Leone XIV arriva dopo questa stratigrafia, con un viaggio più breve ma disegnato per parlare ai due poli della Chiesa partenopea: il clero radunato nel Duomo, la città in piazza.
d.C.V.
Silere non possum